REGOLA NUMERO TRE

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REGOLA NUMERO TRE

LUCE DELL’ANIMA E LUCE DEL CORPO

In queste regole di magia sono incorporate le leggi del lavoro creativo e i mezzi con cui un uomo può agire come anima incarnata. Esse non trattano principalmente delle norme che governano lo sviluppo dell’uomo. Naturalmente, molto può essere appreso incidentalmente al riguardo, poiché l’uomo cresce mediante il lavoro creativo e la comprensione, ma non è questo l’obiettivo essenziale di questo insegnamento. Mediante la sintesi, gradatamente crescente, del processo meditativo svolto dall’anima sul proprio piano e di quello dell’aspirante, l’uomo manifesta (nel cervello fisico) un punto di luce che si è occultamente acceso sul piano mentale. La luce ha sempre un duplice significato: l’energia e la sua manifestazione in una forma qualsiasi, poiché luce e materia sono termini sinonimi. Il pensiero dell’essere umano e l’idea dell’anima hanno stabilito un punto di rapporto tra loro ed è nato il germe di una forma pensiero. Questa forma pensiero, una volta completata, incorporerà quel tanto del grande Piano (sul quale la Gerarchia opera) che l’uomo e in grado di visualizzare, comprendere e realizzare sul piano mentale. Questo, nei primi stadi di aspirazione dell’uomo ai primi passi sul Sentiero del Discepolato e fino alla seconda iniziazione, è compreso nella parola “servizio”. Dapprima egli ha una vaga idea dell’unità della Vita e della sua manifestazione come fratellanza fra tutte le forme di quella Vita divina. Questo ideale soggettivo conduce gradatamente alla comprensione del modo in cui questa relazione essenziale può realizzarsi a livello pratico. Se ne può trovare l’espressione nei grandi sforzi umanitari, nelle organizzazioni per alleviare le sofferenze degli esseri umani e degli animali e nei tentativi fatti in tutto il mondo per migliorare le relazioni fra nazioni, religioni e gruppi. Il numero di unità umane in contatto col piano gerarchico è sufficiente per poterne dedurre con certezza che il cervello collettivo della famiglia umana (quell’entità che chiamiamo quarto regno della natura) è sensibile alla visione e ne ha foggiato la forma luminosa sul piano mentale. Più tardi, il pensiero del servizio e del Sé si dimostrerà inadeguato e si cercherà una forma d’espressione più idonea, ma per ora è sufficiente. La forma pensiero creata dall’aspirante è ora portata in manifestazione dalle energie focalizzate dell’anima e dalle forze riorientate della personalità. Ciò avviene in tre stadi: l. Il periodo in cui l’aspirante lotta per raggiungere la quiete interiore e l’attenzione indirizzata che lo metteranno in grado di udire la voce del silenzio. Per mezzo di simboli ed esperienze di vita interpretate, essa gli esprime gli scopi e i piani con i quali egli può cooperare. Secondo lo stadio di sviluppo da lui raggiunto, tali piani potranno esprimere: a. Piani già materializzati, sotto forma di gruppi sul piano fisico, con i quali egli può cooperare e negli interessi dei quali può sommergere il proprio interesse. Il piano o frammento di piano che è suo privilegio individuale portare in manifestazione e quindi materializzare in un’attività di gruppo sul piano fisico. Il compito di alcuni aspiranti è di aiutare e operare in gruppi già attivi. Compito di altri è di portare in manifestazione forme d’attività che sono ancora sul piano soggettivo. Solo gli aspiranti liberi da ambizione personale possono veramente cooperare in questo secondo aspetto del lavoro. Quindi, “uccidi l’ambizione”. 2. Il periodo in cui l’aspirante si abitua a udire chiaramente e a interpretare correttamente la voce interiore dell’anima e medita sul messaggio comunicatogli. Durante questo periodo “l’energia circola”. Si stabilisce una costante riposta ritmica all’energia del pensiero dell’anima e, parlando in senso figurato, si ha un costante flusso di forza tra il centro d’energia che chiamiamo anima sul suo piano e il centro di forza che è un essere umano. L’energia scorre lungo il “filo” o sutratma e stabilisce una risposta vibratoria tra il cervello e l’anima. Poiché in queste istruzioni è mia intenzione rilevare le analogie tra i differenti aspetti della divinità, come si esprimono nell’uomo o nel macrocosmo, l’Uomo Celeste, a questo punto si potrebbe fare un’interessante osservazione. L’antico Yoga dell’epoca degli Atlantidi (pervenutoci nell’insegnamento, necessariamente frammentario, dello yoga dei centri) ci informa che il riflesso del sutratma nell’organismo umano è il midollo spinale e si esprime per mezzo di tre canali, denominati idà, pingalà e sushumnà, il canale centrale. Quando le forze negative e positive del corpo, che si esprimono lungo i canali nervosi di idà e pingalà, sono equilibrate, esse possono ascendere e discendere lungo il canale centrale, passando senza impedimenti attraverso i centri collocati lungo la spina dorsale e giungendo fino al cervello. Si ha allora la perfetta espressione dell’anima nell’uomo fisico. Tutto ciò è in realtà una corrispondenza con il sutratma, che collega l’uomo fisico e l’anima, poiché il sutratma esprime a sua volta l’energia positiva dello spirito, l’energia negativa della materia e l’energia equilibrata dell’anima; il conseguimento dell’equilibrio costituisce infatti l’attuale obiettivo dell’umanità. Durante il periodo delle iniziazioni successive, l’uso positivo dell’energia spirituale sostituisce l’uso equilibrato della forza dell’anima, ma di questo sta dio ulteriore l’aspirante non deve ancora preoccuparsi; per il momento trovi il “nobile sentiero di mezzo” tra le paia degli opposti e, incidentalmente, scoprirà che le forze da lui usate sul piano fisico utilizzano il canale nervoso centrale della spina dorsale. Ciò avverrà quando la trasmissione della luce e della verità al cervello fisico lungo il canale centrale del sutratma, si risolverà in un’utilità soddisfacente. Parlando simbolicamente, si può dire che le idee e i concetti che giungono attraverso il canale sutratmico negativo sono fondamentalmente buoni, ma mancano di forza e si dissolvono nel nulla. Essi sono tinti d’emotività e non hanno la forma organizzata che solo la mente pura può dare. Idee e concetti che giungono attraverso il canale opposto (parlando in senso figurato) si concretizzano troppo rapidamente e sono motivati dall’ambizione personale di una mente autoritaria. La mente è sempre egoistica, egocentrica ed esprime l’ambizione personale che porta in sé il germe della propria distruzione. Quando invece si usa il sushumnà (canale nervoso centrale) e la sua energia, è l’anima, creatrice magnetica e intelligente, che trasmette le sue energie. I piani possono allora essere portati a compimento secondo il proposito divino e procedere con le loro attività costruttive ‘nella luce’. Il punto di contatto egoico e lunare emette sempre il punto di luce, come abbiamo visto nelle nostre regole di magia, ed è focalizzato nel punto del sutratma corrispondente alla luce nella testa dell’aspirante. 3. Il periodo in cui egli fa risuonare la Parola sacra e, fondendola con la voce dell’Ego o anima, mette in moto la materia mentale per costruire la propria forma pensiero. È l’essere umano sul piano fisico che ora fa risuonare la Parola, e lo fa in quattro modi: a. Egli diviene il Verbo incarnato e cerca di “essere quello che è”. b. Fa risuonare la Parola dentro di sé, cercando di farlo come anima. Visualizza se stesso come anima che, per mezzo di quella Parola, emana energia in tutto il sistema in cui la sua anima infonde vita: i suoi strumenti mentale, emotivo, vitale e fisico. c. Egli fa letteralmente risuonare la Parola sul piano fisico, influenzando così i tre gradi di materia del suo ambiente. Durante tutto questo tempo egli “mantiene la mente ferma nella luce” e la sua coscienza salda nel regno dell’anima. d. Parallelamente (e questo è lo stadio più difficile) egli visualizza ininterrottamente la forma pensiero per mezzo della quale spera di esprimere l’aspetto del piano con cui è venuto in contatto e che intende portare in manifestazione attiva con la propria vita e nel proprio ambiente. Tutto ciò è veramente possibile solo quando tra anima e cervello si è stabilito un rapporto stabile. Tale processo comporta la capacità del cervello di registrare ciò che l’anima sta visualizzando e di cui diviene consapevole nel proprio regno. Comporta anche un’attività parallela della mente, poiché l’aspirante deve interpretare la visione e utilizzare l’intelligenza concreta per adattare saggiamente tempo e forma alla vera espressione di ciò che è stato appreso. Tutto questo non è davvero facile a compiersi, ma l’aspirante dovrà infine imparare a esprimersi in piena coscienza, in più modi e simultaneamente In questo modo egli comincia a imparare una triplice attività, ciò che nell’Antico Commentario è così descritto: “Il Globo solare risplende con radioso splendore. La mente illuminata riflette la gloria solare. Il globo lunare sale dal centro alla vetta ed è trasformato in un radioso sole di luce. Quando questi tre soli non sono più che uno, Brahma si manifesta. Un mondo luminoso è nato.” Letteralmente ciò significa che quando l’anima (simboleggiata come globo solare), la mente e la luce nella testa formano un’unità, il potere creativo dell’Angelo Solare può esprimersi nei tre mondi e costruire una forma attraverso cui la sua energia può esprimersi attivamente. Il globo lunare è un modo simbolico di indicare il plesso solare che, col tempo, dovrà compiere due azioni: 1. Unire e fondere le energie dei due centri di forza inferiori e 2. elevare le energie fuse che, unendosi alle energie degli altri centri superiori, ascendono alla testa. Tutto ciò contiene un insegnamento e una teoria che devono essere elaborati nello esperimento e nell’esperienza pratica, nonché nell’attività cosciente dell’aspirante. Vorrei indicare anche la natura del servizio reso dall’umanità nel suo insieme nel piano generale dell’evoluzione. La regola che ora commentiamo non si applica soltanto al singolo individuo, ma anche alla predestinata attività del quarto regno della natura. Con la meditazione, la disciplina e il servizio, l’essere umano rende sempre più luminoso il punto di luce che venne in manifestazione al tempo della sua individualizzazione, fino a farlo divampare in luce radiosa che illumina i tre mondi. Questo fatto si riflette nella luce della testa; sì stabilisce così un rapporto che permette non solo la sincronizzazione vibratoria, ma anche un’irradiazione e una emanazione di forza magnetica che è possibile riconoscere nei tre mondi dell’ambiente immediatamente circostante di un uomo. Lo stesso vale per il regno umano. Quando la sua illuminazione aumenta, a mano a mano che la sua luce diventa più potente, la sua influenza sui regni subumani è analoga a quella esercitata dall’anima individuale sull’uomo in incarnazione fisica. Dico analoga come forza causale, benché non corrispondente negli effetti. Si noti la differenza. L’umanità rappresenta il macrocosmo rispetto agli stati di coscienza subumani e questo è stato messo bene in rilievo da H.P.B. L’effetto su questi stati minori e più materiali è quadruplice: l. Stimolazione dell’aspetto spirituale, che si esprime come anima in tutte le forme, la forma di un minerale, di un vegetale o di un animale. L’aspetto positivo d’energia di tutte queste forme diverrà più forte producendo un aumento d’irradiazione, ad esempio nel regno minerale. In ciò si trova un accenno alla natura del processo che porrà termine alla nostra esistenza planetaria e infine al nostro sistema solare. Nel regno vegetale l’effetto sarà la manifestazione di maggiore bellezza e varietà e l’evoluzione di nuove specie volte a uno scopo impossibile da spiegare ai non iniziati. Uno dei risultati sarà la produzione di forme che serviranno di nutrimento agli angeli e ai deva minori. Nel regno animale l’effetto sarà l’eliminazione del dolore e della sofferenza e il ritorno alle condizioni ideali del Giardino dell’Eden. Quando l’uomo agisce come anima, egli guarisce, stimola e infonde vita, trasmette le forze spirituali dell’universo e funge da barriera alle emanazioni nocive e a tutte le forze distruttive. Il male e i suoi effetti si servono ampiamente dell’umanità come loro canale operativo. Funzione dell’umanità è di trasmettere e manipolare la forza. Negli stadi iniziali e dell’ignoranza, ciò avviene in modo distruttivo e dà risultati dannosi. Più tardi, agendo sotto l’influsso dell’anima, la forza verrà usata correttamente e saggiamente e ne risulterà il bene. È pur vero che “tutta la creazione è immersa nel dolore del travaglio, in attesa della manifestazione dei Figli di Dio”. 2. Apporto di luce. L’umanità è il portatore di luce planetario, che trasmette la luce della conoscenza, della saggezza e della comprensione, in senso esoterico. Questi tre aspetti della luce, tramite l’anima mundi, l’anima mondiale, portano tre aspetti dell’energia dell’anima nell’anima in tutte le forme. Dal punto di vista fisico possiamo renderci conto di ciò, notando la differenza tra l’odierna illuminazione del pianeta e quella di cinquecento anni fa. Le città sfolgoranti di luci, i villaggi rurali risplendenti nella notte con le loro vie e case illuminate, le vie aeree, tracciate da proiettori e campi di globi accesi, gli oceani punteggiati di navi luminose e il numero sempre crescente d’aeroplani illuminati che solcano i cieli. Tutto questo non è che il risultato della crescente illuminazione dell’uomo. L’aspetto conoscenza della luce l’ha portato in manifestazione. Chi può dire ciò che avverrà quando l’aspetto saggezza sarà predominante? Quando questi aspetti verranno connessi dalla comprensione, l’anima dominerà nei tre mondi e in tutti i regni della natura. 3. La trasmissione d’energia. Il significato di tali parole può essere compreso solo concettualmente, ma non è ancora possibile rendersi conto di come il regno umano agisca e abbia influenza sui tre regni subumani. Il triangolo spirituale rivolto verso il basso e il triangolo della materia che si protende verso l’alto s’incontrano nell’umanità, vertice contro vertice, quando si perviene al punto d’equilibrio. Nel conseguimento e nella spiritualizzazione dell’uomo e riposta la speranza del mondo. L’umanità stessa è il Salvatore del mondo, e tutti i suoi Salvatori del mondo non ne sono stati che simbolo e promessa 101 4. La fusione dell’evoluzione dei deva o angeli con quella umana. Questo è un mistero che sarà risolto quando l’essere umano, pervenuto alla coscienza del proprio Angelo Solare, scoprirà che anch’esso non è che una forma di vita la quale, avendo servito al suo scopo, deve essere abbandonata. L’evoluzione degli angeli o deva è una delle grandi linee di forza contenute nell’espressione divina; gli Angeli Solari, gli Agnishvatta della Dottrina Segreta e del Trattato del Fuoco Cosmico, nel loro aspetto forma appartengono a questa linea. In tal modo l’umanità serve e, con lo sviluppo di un’attitudine cosciente al servizio, con la crescita della comprensione cosciente della parte individuale da compiere nell’esecuzione del Piano e con l’assoggettamento della personalità all’anima, l’umanità progredirà costantemente verso la sua meta di servizio universale. Permettetemi di dire una parola che renda il raggiungimento di tale meta lo scopo pratico nella vostra vita. Le dannose condizioni magnetiche, prodotte dall’erroneo impiego della forza da parte dell’uomo, sono la causa del male nel mondo che ci circonda, inclusi i tre regni subumani. Come può ognuno di noi, individualmente, cambiare tali condizioni? Sviluppando l’innocuità in se stesso. Esaminatevi quindi da questo punto di vista, sorvegliate la vostra condotta giornaliera, le vostre parole e i vostri pensieri, in modo da renderli assolutamente innocui. Coltivate pensieri, su voi stessi e sugli altri, che siano positivi e costruttivi, quindi innocui. Osservate l’effetto emotivo che esercitate sugli altri in modo che né il vostro umore, né una vostra depressione o reazione emotiva possano nuocere ad alcuno. Ricordate inoltre che la violenta aspirazione spirituale e l’entusiasmo mal collocato o mal diretto possono nuocere facilmente a qualche vostro simile; non sorvegliate quindi soltanto le vostre tendenze errate, ma anche l’uso delle vostre virtù. Se l’innocuità sarà la nota fondamentale della vostra vita, riuscirete a produrre giuste condizioni armoniche nella vostra personalità, più che con qualsiasi altra disciplina. La drastica purificazione prodotta dallo sforzo di essere innocui contribuirà largamente a eliminare gli stati di coscienza errati. Fatene quindi un soggetto di riflessione e includete quest’idea nel vostro esame serale. 102 Vorrei esortare tutti coloro che leggono queste pagine a dare un nuovo inizio alla vita spirituale. Vorrei dire a ciascuno di dimenticare ogni conseguimento del passato, di ravvivare il fervore e concentrarsi sul Piano. Qualche progresso nella realizzazione della coscienza di gruppo è certamente stato fatto e l’interesse per il sé separato è diminuito. Indubbiamente è aumentata la visione della fede nella Legge di Dio, che guida tutta la creazione alla perfezione finale, e tale visione permette di distogliere gli occhi dalle vicende dell’esperienza individuale e dirigerli verso la realizzazione del proposito relativo al tutto. Tale è l’obiettivo, tale è la meta. Ampiezza di visione, inclusività di comprensione e orizzonti più ampi sono i preliminari essenziali d’ogni lavoro da compiersi sotto la guida della Gerarchia di Adepti. Lo stabilizzarsi della coscienza nella Vita Una e il riconoscimento dell’unità fondamentale di tutta la creazione devono essere in qualche misura sviluppati, prima che possano venire affidate certe conoscenze e Parole di Potere e la manipolazione delle forze, che portano la realtà soggettiva in manifestazione esteriore. A questo punto, quale discepolo più anziano e forse con maggiore esperienza e come lavoratore nella grande vigna del Signore, vi esorto a praticare l’innocuità con zelo e comprensione, poiché (se veramente realizzata) essa distrugge ogni limitazione. La nocività è basata sull’egoismo e sull’atteggiamento egocentrico. È la manifestazione di forze concentrate per rafforzare, esaltare ed appagare se stessi. L’innocuità è l’espressione della vita dell’uomo che si rende conto d’essere ovunque, che vive coscientemente come anima, la cui natura è amore, il cui metodo è l’inclusività e per il quale tutte le forme sono simili in quanto velano e nascondono la luce e non sono che esteriorizzazioni dell’unico Essere Infinito. 103 Questa realizzazione, permettetemi di ricordarvelo, si manifesterà come vera comprensione della necessità del fratello, scevra da sentimentalismi e opportunismi. Essa condurrà a quel silenzio che scaturisce dall’assenza di riferimento al sé separato. Essa produrrà quella risposta istantanea al vero bisogno, che caratterizza i Grandi Esseri i quali, dietro le apparenze esteriori scorgono la causa interiore delle condizioni notate nell’esistenza esteriore e così, da quel punto di saggezza, è possibile aiutare e guidare veramente. L’innocuità rende cauti nel giudizio, reticenti nel parlare, capaci di astenersi da azioni impulsive e sopprime la tendenza alla critica. In tal modo è lasciato libero il passaggio alle forze del vero amore e alle energie spirituali che sembrano vitalizzare la personalità, conducendo così alla retta azione. L’innocuità sia dunque la nota fondamentale della vostra vita. Si dovrebbe fare un esame serale esclusivamente su questo tema; dividetelo in tre parti e considerate: l. Innocuità nel pensiero. Ne risulterà principalmente il dominio della parola. 2. Innocuità nella reazione emotiva. Essa diverrà un canale per l’aspetto amore dell’anima. 3. Innocuità nell’azione. Ne risulterà equilibrio, abilità nell’azione e liberazione della volontà creativa. Questi tre punti dovrebbero essere studiati nei loro effetti e sviluppi su se stessi, nell’effetto esercitato sulle persone con le quali si viene in contatto e nei rapporti col proprio ambiente. Mi si permetta di far notare che dò suggerimenti basati sulla mia esperienza nel lavoro occulto. Non vi è alcun obbligo all’obbedienza. Noi cerchiamo di formare dei servitori intelligenti dell’umanità, i quali si sviluppano con lo sforzo autoiniziato, la libertà d’azione e la scelta del metodo da adottare, non con l’obbedienza assoluta, l’acquiescenza passiva e la cieca adesione. Questo non sia mai dimenticato. Semmai un ordine dovesse emanare dal gruppo soggettivo d’istruttori di cui io sono un umile membro, sarà quello di seguire i dettami della vostra anima e i suggerimenti del Vostro Sé superiore. Prima di, procedere all’analisi di questa regola e di quella precedente, poiché esse non sono che due metà di un tutto, vorrei ricordarvi che in questa serie di meditazioni su antiche formule, ci occupiamo del lavoro magico dell’aspirante quale collaboratore nelle imprese della Grande Loggia Bianca. Trattiamo dei metodi della magia bianca. Vi ricorderò anche che il lavoro magico della nostra Gerarchia planetaria consiste nel sorvegliare la psiche nel mondo delle forme, affinché lo schiudersi del fiore dell’anima possa essere alimentato e favorito in modo tale che la gloria irradiante, la forza magnetica e infine l’energia spirituale possano manifestarsi tramite la forma. In tal modo apparirà evidente il potere dei tre raggi della manifestazione divina. Primo Raggio Energia spirituale Secondo Raggio Forza magnetica Terzo Raggio Gloria irradiante Questi raggi trovano il riflesso microcosmico nell’aura dell’uomo perfetto: 55 Primo Raggio Monadico Energia spirituale Centro della testa Secondo Raggio Egoico Forza magnetica Centro del cuore Terzo Raggio Personalità Gloria irradiante Plesso solare 105 Mi chiederete perché non nomino il centro della gola. Perché i centri sotto il diaframma simboleggiano essenzialmente il sé personale inferiore e nel centro che li sintetizza, il plesso solare, esprimono la forza magnetica dell’aspetto materia nell’essere umano. Il centro della gola è spinto a crescente attività creativa quando la personalità vibra in risposta all’anima. Consideriamo le parole alla fine della regola precedente: “La luce minore è proiettata verso l’alto e la luce maggiore illumina i tre; l’opera dei quattro procede”. Che cosa è questa luce minore? Lo studente ricordi che per i presenti scopi egli deve considerare tre corpi di luce: Il corpo radiante dell’anima stessa, sul suo piano, frequentemente chiamato Karana Sarira o corpo causale. Il corpo eterico o vitale, veicolo del prana, che è il corpo di luce d’oro, o piuttosto il veicolo dal colore di fiamma. Il corpo di “luce oscura”, che è il modo occulto di riferirsi alla luce nascosta del corpo fisico e alla luce latente nell’atomo stesso. L’Antico Commentario si riferisce a questi tre tipi d’energia nei seguenti termini simbolici: “Quando la luce radiosa dell’Angelo solare è fusa con la luce d’oro dell’intermediario cosmico, risveglia dall’oscurità la piccola luce di anu, l’atomo.” “Intermediario cosmico”, così è definito il corpo eterico, che è parte e particella dell’etere universale. È infatti attraverso il corpo eterico che fluiscono tutte le energie, sia che emanino dall’anima o dal sole o da un pianeta. Lungo queste viventi linee di essenza di fuoco, passano tutti i contatti che non emanano specificamente dal mondo tangibile. 106 La luce oscura dei minuscoli atomi di cui è costituito il veicolo fisico risponde allo stimolo proveniente dall’anima e, quando l’uomo passa sotto il dominio dell’anima, la luce risplende attraverso tutto il corpo. Essa si rivela come la radiosità che emana dai corpi degli adepti e dei santi, producendo un effetto di luce brillante e splendente. La luce radiosa dell’anima, fusa con la luce magnetica del corpo vitale, stimola gli atomi del corpo fisico a tal punto che ciascun atomo diviene, a sua volta, un minuscolo centro irradiante. Questo avviene soltanto quando il centro della testa, il centro del cuore, il plesso solare e il centro alla base della spina dorsale sono collegati in modo peculiare, ed è uno dei segreti della prima iniziazione. Quando questi quattro sono in stretta cooperazione, il “pavimento del triangolo”, com’è chiamato simbolicamente, è pronto per l’opera magica. In altre parole, si possono enumerare come segue: a. La forma fisica materiale, con il suo centro alla base della spina dorsale. b. Il corpo vitale che opera attraverso il centro del cuore, dove ha sede il principio della vita. Le attività del corpo, dovute a questo stimolo, sono distribuite per mezzo della circolazione del sangue. c. Il corpo emotivo, che opera attraverso il plesso solare. d. Il centro della testa, agente diretto dell’anima ed il suo interprete, la mente. Questi quattro sono in accordo e allineamento perfetto. Quando ciò si verifica, il lavoro dell’iniziazione e i suoi intervalli di discepolato attivo diventano possibili. Prima che ciò sia avvenuto, il lavoro non può procedere. L’aspirante ne ha un primo presagio quando si produce un evento simbolico nella luce della testa, precursore del successivo stadio d’iniziazione. 107 A questo stadio la luce dell’anima penetra nella regione della ghiandola pineale, vi determina, irradiazione dell’etere della testa o arie vitali; ciò stimola gli atomi del cervello, così che 56 la loro luce si unisce e fonde con le altre due, la luce eterica e la luce dell’anima, producendo il sole radiante interiore di cui l’aspirante diviene consapevole nell’esperienza del suo cervello fisico. Sovente gli studenti parlano di luce diffusa o chiarore, che è la luce degli atomi del piano fisico di cui è composto il cervello; in seguito diranno di vedere una specie di sole nella testa, il quale è prodotto dal contatto della luce eterica con la luce atomica fisica. Più tardi sarà percepita una luce d’intenso splendore elettrico, che è la luce dell’anima, fusa con l’eterica e l’atomica. Frequentemente a questo punto essi percepiscono un centro oscuro nel sole radiante; è l’ingresso al sentiero rivelato dal “risplendere della luce sulla porta”. Gli studenti ricordino che è possibile aver raggiunto un alto stadio di coscienza spirituale senza vedere alcuna di queste irradiazioni nel cervello. Esse rientrano nell’ordine dei fenomeni e sono in gran parte determinate dalla costituzione del corpo fisico, dal karma e dai conseguimenti del passato, dalla capacità dell’aspirante di attrarre “il potere dall’alto” e mantenere stabilmente quest’energia nel centro cerebrale, mentre egli stesso, in meditazione, è distaccato dall’aspetto forma e può serenamente contemplarlo.
Quando ciò sia avvenuto (ma non rappresenta un obiettivo da perseguire ed è semplicemente
un’indicazione da registrare nella coscienza e poi abbandonare), lo stimolo che ne deriva
produce una reazione del corpo fisico. Il potere magnetico della luce nella testa e la forza irradiante
dell’anima causano uno stimolo. I centri cominciano a vibrare, risvegliando gli atomi
del corpo materiale fintanto che il potere del corpo eterico vibrante non avrà allineato anche il
centro più basso con quello più alto. In tal modo i fuochi del corpo (la totalità dell’energia degli
atomi) diventano sempre più attivi, fino al momento in cui quell’energia infuocata risale
lungo la spina dorsale. Tutto ciò è determinato dal dominio magnetico dell’anima, posta sul
“trono tra le sopracciglia”.
108 Entra ora in opera uno dei mezzi yoga, l’astrazione o ritiro. L’avvenuta fusione delle tre
luci, con conseguente risveglio dei centri e vibrazione degli atomi, permette all’uomo di accentrare
le tre luci nella testa, a volontà. In seguito, con un atto di volontà e grazie alla conoscenza
di certe Parole, egli può entrare in Samadhi e uscire dal suo corpo, portando la luce con
sé. In tal modo la luce maggiore, risultante dalla fusione delle tre luci, illumina i tre mondi
dell’attività umana e “la luce è proiettata in alto” ad illuminare tutte le sfere dell’esperienza
umana, cosciente e inconscia. Ecco come ciò è espresso negli scritti occulti dei Maestri:
“Il Toro di Dio, porta la luce nella fronte e gli occhi ne trasmettono la radianza; la testa carica di
forza magnetica, rassomiglia ad un sole splendente e dal loto della testa parte il sentiero di luce. Esso
penetra nell’Essere Maggiore producendo un fuoco vivo. Il Toro di Dio vede l’Angelo Solare e sa che
questo Angelo è la luce in cui egli cammina.”
Allora l’opera dei quattro procede. I quattro non sono più che uno. L’Angelo solare è identificato
col suo strumento; la vita degli involucri è subordinata alla vita della divinità interiore;
la luce degli involucri è fusa con quella dell’anima. Testa, cuore e base della spina dorsale sono
geometricamente allineati, e ora certi sviluppi sono possibili.
In queste due Regole è dato il fondamento dell’opera magica dell’anima. Per maggior
chiarezza ne elenchiamo gli stadi descritti:
l. L’Angelo Solare comincia l’opera d’iniziazione della personalità.
2. Ritrae le proprie forze dalle imprese dell’anima nel regno spirituale, accentra
l’attenzione sul lavoro da compiere.
3. Entra in profonda meditazione.
4. Si stabilisce un rapporto magnetico con lo strumento nei tre mondi.
5. Lo strumento, l’essere umano, risponde ed entra anch’esso in meditazione.
6. L’opera procede per stadi ordinati e con attività ciclica.
7. La luce dell’anima è proiettata verso il basso.
8. La luce del corpo vitale e della forma fisica viene sincronizzata con quella della testa.
9. I centri entrano in attività.
10. La luce dell’anima e gli altri due aspetti della luce sono così intensi che ora tutta la vita
nei tre mondi ne è illuminata.
11. Si produce l’allineamento, il lavoro di discepolato e iniziazione diventa possibile e
procede secondo la Legge dell’Essere.
PRINCIPI E PERSONALITÀ
C’è tuttavia un punto che merita di essere considerato e che potrebbe essere presentato in
forma di domanda. Lo studente potrebbe chiedere chiarimenti sull’argomento come segue:
“Alcuni si pongono il problema dell’Essere dal punto di vista mentale; altri lo basano sulla
comprensione dei cuore; in alcuni la motivazione scaturisce dalla testa, in altri dal cuore; alcuni
compiono delle azioni o evitano di compierle, perché sanno, più che non sentano; alcuni reagiscono
al loro ambiente mentalmente, più che emotivamente.
“È necessaria l’illuminazione per comprendere se per alcuni non sia adatto il sentiero del
servizio, poiché essi conoscono, più che non amino Dio il quale, dopotutto, non è che il loro
intimo sé. Non è questo il sentiero dell’occultista e del saggio, piuttosto che del mistico e del
santo? Effettivamente, non è forse soprattutto una questione del raggio su cui ci si trova, e del
Maestro sotto il quale si fa l’apprendistato? La vera conoscenza non è forse una specie
d’amore intellettuale? Se ad un poeta è dato scrivere un’ode alla bellezza intellettuale, perché
non potremmo esprimere il nostro apprezzamento di un’unità concepita dalla mente, piuttosto
che dal cuore? Il cuore ha il suo innegabile valore, ma non è adatto ad affrontare il rude trattamento
del mondo.
“Cos’altro si può fare se non accettare la propria presente limitazione, mentre si cerca la
trascendenza che appartiene a ciascuno, secondo la divina Legge d’Evoluzione? Non esiste
forse (al confronto) una specie di complesso d’inferiorità spirituale in coloro che sono sensibili
(e forse ipersensibili) al fatto che, mentre la loro vita trabocca di interessi intellettuali, nel deserto
dei loro cuore non è ancora sbocciata la rosa dell’amore?
“In altre parole, purché un uomo accetti il posto che gli è stato assegnato e li serva, accettando
la Fratellanza nella Presenza del Padre, che importa se il postulato fondamentale è per
lui una questione di testa piuttosto che di cuore?”
Ecco come risponderei a tali domande:
Non è questione di raggio e nemmeno di distinzione fondamentale tra il mistico e
l’occultista. Nell’individuo completo, mente e cuore devono operare con uguale potenza. Nel
tempo e nello spazio, tuttavia, e durante il processo evolutivo, in ogni vita gli individui sono
contraddistinti da una tendenza predominante; è soltanto perché non vediamo il quadro completo
che noi tracciamo queste distinzioni temporanee. In una vita un uomo può essere prevalentemente
mentale, quindi per lui il sentiero dell’Amore di Dio sarebbe inadatto. L’Amore di
Dio è temporaneamente estraneo al suo cuore e il suo accesso all’occultismo basa sulla percezione
mistica delle vite passate. Il suo problema è di conoscere Dio, allo scopo d’interpretare
quella conoscenza come amore per tutto.
L’amore responsabile dimostrato nell’adempimento del dovere verso il gruppo e la
famiglia, è quindi per lui la linea di minor resistenza. L’amore universale, che irradia verso
tutta la natura e tutte le forme di vita, verrà in seguito, quando la conoscenza di Dio sarà più
sviluppata, ma questo farà parte del suo sviluppo in un’altra vita.
Gli studiosi della natura umana (e tutti gli aspiranti spirituali dovrebbero esserlo) farebbero
bene a tener presente che esistono differenze temporanee. Le persone differiscono per:
a. Il raggio che influenza prevalentemente il magnetismo della vita.
b. L’approccio alla verità, potendo il sentiero occulto o il sentiero mistico esercitare volta
per volta maggiore attrazione.
c. La polarizzazione, che decide se la tendenza della vita sarà emotiva, mentale o fisica.
d. Lo stadio evolutivo, che produce le diversità che si notano fra gli uomini.
e. Il segno astrologico, che determina la tendenza di una vita particolare.
f. La razza, che porta la personalità sotto la peculiare forma pensiero razziale.
È il sottoraggio su cui un essere umano si trova, il raggio minore che varia da
un’incarnazione all’altra, a dare in larga misura la colorazione ad una singola vita. È il suo colore
secondario. Non si dimentichi che il raggio primario della Monade rimane immutato attraverso
gli eoni. Esso non cambia. È uno dei tre raggi primari che sintetizzerà i figli degli
uomini. Il raggio dell’ego varia di ronda in ronda e, in anime più evolute, da una razza all’altra
e comprende uno dei cinque raggi della nostra presente evoluzione. È il raggio predominante
al quale vibra il corpo causale dell’essere umano. Il raggio dell’Ego può corrispondere al raggio
della Monade o essere uno dei colori complementari del raggio primario. Il raggio della
personalità varia di vita in vita, finché si sia attraversata l’intera gamma dei sette sottoraggi del
raggio monadico.
Si noterà quindi che le persone le cui Monadi sono sul medesimo raggio o su uno complementare,
nutrono reciproca simpatia. Dobbiamo tuttavia ricordare che il grado di evoluzione
deve essere molto avanzato perché il raggio della Monade possa ampiamente influire. Perciò,
la maggioranza dei casi non rientra in questa categoria.
Con uomini d’evoluzione abbastanza avanzata, che stanno lottando per avvicinarsi
all’ideale, sarà la similarità del raggio egoico a produrre mutua comprensione, alla quale seguirà
l’amicizia. Per due persone che si trovano sullo stesso raggio egoico è facile comprendere
il punto di vista l’uno dell’altro e divenire grandi amici con incrollabile fiducia reciproca,
perché ciascuno riconosce che l’altro agisce e si comporta come farebbe egli stesso.
Ma quando, oltre all’uguaglianza egoica del raggio vi sia anche quella del raggio della personalità,
allora si verifica quella cosa rara che è l’amicizia perfetta, o un matrimonio ben riuscito,
o un legame indissolubile. Sono casi veramente insoliti e rari.
Fra due persone che sono sullo stesso raggio della personalità, ma con raggio egoico differente,
possono nascere brevi e improvvise amicizie e affinità, ma effimere come farfalle. Sono
fatti da tener presenti, poiché riconoscendoli si acquista capacità d’adattamento. La chiarezza
di visione rende cauti.
Un’altra causa di differenza può essere dovuta alla polarizzazione dei corpi. Se nel trattare
con le persone non si tiene conto anche di questo fatto, ne può derivare incomprensione.
L’espressione “un uomo polarizzato nel suo corpo astrale” significa in realtà un uomo il cui
ego opera principalmente attraverso quel veicolo. La polarità indica la chiarezza del canale.
Spiegherò meglio. L’Ego dell’uomo di media evoluzione dimora sul terzo sottopiano del piano
mentale. Se un essere umano ha un veicolo astrale largamente composto di materia astrale del
terzo sottopiano e un veicolo mentale prevalentemente sul quinto sottopiano, L’ego accentrerà
il suo sforzo sul corpo astrale. Se invece ha un corpo mentale di materia del quarto sottopiano
e un corpo astrale del quinto sottopiano, la polarizzazione sarà mentale.
Quando si dice che l’Ego assume maggiore o minor dominio su un uomo, in realtà significa
che egli ha costruito nei suoi corpi materia dei sottopiani più alti.
L’Ego assume il governo con interesse soltanto quando l’uomo ha quasi interamente eliminato
dai suoi veicoli la materia del settimo, sesto e quinto sottopiano. Quando egli incorpora
una determinata proporzione di materia del quarto sottopiano, l’ego estende il suo dominio;
quando vi sia una certa proporzione del terzo sottopiano, l’uomo è sul sentiero; quando predomina
la materia del secondo sottopiano egli consegue l’iniziazione e, una volta che sia costituito
di sola sostanza atomica, egli diventa un Maestro. Quindi, il sottopiano sul quale si trova
un uomo è importante e il riconoscimento della sua polarizzazione spiega la sua vita.
Oltre ai due punti precedenti occorre tener presente un terzo fattore, l’età dell’esperienza
dell’anima, causa frequente d’incomprensione.
I due punti già discussi non possono esserci di grande ausilio, poiché la razza attuale non è
ancora dotata della capacità di riconoscere il raggio di un uomo. Una supposizione approssimativa
e l’uso dell’intuizione sono le sole possibilità del momento. L’uomo poco evoluto non
è in grado di comprendere appieno quello molto evoluto e, in misura minore, l’ego avanzato
non comprende un iniziato. Il maggiore comprende il minore, ma non è così nel caso inverso.
In quanto al comportamento di fronte all’azione di coloro il cui punto di conseguimento
trascende di molto il vostro, posso soltanto chiedervi di seguire tre suggerimenti:
a. Astenersi dal giudicare. La loro visione è più ampia della vostra. Non dimenticate che
una delle più alte qualità conseguite dai membri della Loggia è la capacità di ritenere
senza importanza la distruzione della forma. Il loro interesse è rivolto alla vita che evolve.
b. Rendersi conto che tutti gli eventi sono prodotti dai Fratelli e mirano a un saggio scopo.
Gli iniziati di grado minore, benché agenti del tutto liberi, s’inseriscono nei piani
dei loro superiori, proprio come fate voi in misura minore. Essi pure hanno le loro lezioni
da imparare e I regola dell’apprendimento è che ogni esperienza deve essere pagata.
S’impara attraverso la punizione che un atto sconsiderato comporta. I loro superiori
vigilano per volgere in bene le situazioni causate dagli errori di coloro che sono
ad un punto di sviluppo inferiore.
c. Ricordare anche che nella Legge di Rinascita è celato il segreto della crisi attuale.
Gruppi di Ego vengono insieme per esaurire un determinato karma, generato in passato.
Gli esseri umani hanno errato gravemente nel passato; punizione e trasmutazione ne
sono la naturale conseguenza. Violenze e crudeltà del passato produrranno una messe
di pesante karma, ma ora è in vostro potere trasmutare gli antichi errori.
Tenete inoltre presente che i principi sono eterni, le personalità temporanee. I principi devono
essere considerati alla luce dell’eternità; le personalità dal punto di vista del tempo. Il
male è che in molte situazioni sono compresi due principi, uno dei quali è secondario. La difficoltà
consiste nel fatto che, essendo ambedue principi, sono ambedue giusti. È regola di sicura
guida il ricordare sempre che solitamente i principi fondamentali, per essere saggiamente
compresi ed elaborati in modo efficace richiedono l’intervento dell’intuizione, mentre i principi
secondari sono di una natura puramente mentale. I metodi, quindi, necessariamente differiscono.
Quando ci si attiene ai principi fondamentali, il metodo più saggio è quello del silenzio e
della gioiosa fiducia che la Legge opera, evitando ogni intervento della personalità, salvo un
commento saggio e amorevole e la determinazione a vedere tutto alla luce dell’eternità e non
del tempo, uniti al costante sforzo di seguire la legge dell’amore, scorgendo solo il divino nei
vostri fratelli, anche se vostri avversari.
Nei principi secondari, ai quali attualmente tutte le forze in opposizione danno rilievo, l’uso
della mente inferiore comporta il pericolo della critica e dell’impiego di metodi sanzionati da
tempo nei tre mondi inferiori, metodi che implicano attacco personale, invettiva, uso della forza
lungo linee distruttive e uno spirito contrario alla legge del piano dell’unità. Il termine “forze
in opposizione” è giusto solo se impiegato in senso scientifico e significa il polo opposto
che conduce all’equilibrio. Ricordate quindi che gruppi in opposizione possono essere del tutto
sinceri, ma la mente concreta agisce in essi come barriera al libero intervento della visione
superiore. La loro sincerità è grande, ma il punto d’evoluzione da loro raggiunto lungo alcune
linee è inferiore a quello di coloro che aderiscono ai principi fondamentali, percepiti alla luce
dell’intuizione.
Un principio è ciò che incorpora un aspetto della verità su cui è basato questo nostro sistema;
è il penetrare, nella coscienza dell’uomo, di una piccola parte dell’idea sulla quale il nostro
Logos basa tutto ciò che compie. La base di tutta l’attività del Logos è amore in azione e
l’idea fondamentale su cui Egli basa l’azione connessa con la Gerarchia umana è il potere
dell’amore che conduce verso l’alto; chiamatelo evoluzione se volete, impulso innato se preferite,
ma è l’amore che origina il moto e la spinta verso l’alto, verso il compimento. È il condurre
il singolo e il tutto ad ulteriore espressione. Per tale motivo questo principio dovrebbe
essere alla base d’ogni attività, e il governo delle organizzazioni minori, se basato sull’amore
che conduce all’attività, condurrebbe ad uno stimolo divino di tutti i suoi membri, guidandoli
anch’essi ad un’espressione più piena e quindi a maggiore completezza e a uno sforzo più
soddisfacente.
Un principio, se veramente fondamentale, fa subito appello all’intuizione e richiama
un’immediata reazione di consenso da parte del Sé superiore dell’uomo e piace poco o nulla
alla personalità. Esso incorpora un concetto dell’Ego nella sua relazione con gli altri. Un prin60
cipio è ciò che governa sempre l’Ego sul suo piano e soltanto ponendoci sempre più sotto la
guida di quell’Ego, la nostra personalità potrà concepire quelle idee e rispondervi. È un fatto
da tener presente nel comportamento con gli altri e dovrebbe modificare i giudizi.
L’apprendimento corretto di un principio significa un progresso nell’evoluzione.
Un principio è ciò che anima un’affermazione che tratta del bene più alto per la maggioranza.
Che un uomo debba amare sua moglie è l’affermazione di un principio che governa la personalità,
ma dovrà essere trasmutato nel principio superiore secondo cui un uomo deve amare i
suoi simili. I principi sono di tre tipi e ai più elevati si deve pervenire attraverso quelli inferiori:
a. Principi che governano il sé personale inferiore, che concernono le azioni e la vita attiva
del sé inferiore. Essi incorporano il terzo aspetto, ossia l’aspetto dell’attività della manifestazione
logoica e costituiscono la base di un ulteriore progresso. Governano l’uomo allo stadio
meno evoluto e nel periodo in cui il pensiero è poco attivo; potrebbero essere meglio compresi
dicendo che tali principi sono incorporati nelle regole comunemente accettate dalla morale
corrente. Non ammazzare, non rubare, sono connessi con la vita attiva dell’essere umano e con
la formazione del carattere.
Principi che governano il Sé superiore e che si ricollegano con l’aspetto amore o
saggezza. È di questi che dobbiamo occuparci ora; una buona metà dei disordini del mondo attuale
deriva dal fatto che questi principi superiori, essendo connessi con l’aspetto amore o
saggezza in tutta la sua pienezza, soltanto ora cominciano ad essere appresi e applicati dal genere
umano. Dal rapido riconoscimento della loro verità e dal tentativo di attuarli senza aver
precedentemente preparato l’ambiente a questi ideali, derivano i frequenti conflitti e le lotte tra
coloro che sono mossi dai principi che governano la personalità e coloro che riconoscono i
principi che governano il sé superiore. Fintanto che un numero preponderante di uomini non
sarà governato dalla coscienza dell’anima, questa lotta sarà inevitabile. Quando il piano emotivo
sarà dominato dall’intuitivo, si perverrà alla comprensione universale.
La prima serie di principi viene appresa dall’essere umano mediante l’avidità di possesso e
le conseguenze disastrose che ne risultano. L’uomo ruba, subisce il castigo e non ruba più. Il
principio s’imprime in lui per mezzo della sofferenza ed egli impara che solo ciò che gli spetta
per diritto e non per appropriazione indebita può essere goduto. Il mondo ora impara questa
lezione in gruppi, poiché con le usurpazioni e le appropriazioni indebite si scopre che i beni
rubati non recano che sofferenza e dolore. Così, col tempo, gli uomini apprendono i principi.
I principi della seconda serie s’imparano mediante la rinuncia e il servizio. L’essere umano
(che ha già appreso i principi della prima serie) distoglie l’attenzione dalle cose della personalità
e nel servizio impara il potere dell’amore, nel suo significato occulto. Dà e di conseguenza
riceve; vive la vita di rinuncia e la ricchezza dei cieli si riversa su di lui; egli dà tutto ed è pieno
fino alla completezza; non chiede nulla per sé ed è l’essere più ricco della terra.
I principi della prima serie riguardano l’unità differenziata e l’evoluzione raggiunta
attraverso l’eterogeneità. I principi che l’umanità sta imparando ora, riguardano i gruppi; la
domanda non è: “Cosa è meglio per l’uomo?”, bensì “Cosa è meglio per i molti?”; solo coloro
che pensano secondo la visione dell’unità dei molti possono affermare questi principi in modo
soddisfacente. Essi sono i più importanti, perché principi di base di questo sistema solare basato
sull’amore. Il guaio è che oggi gli uomini sono confusi. Alcuni principi della prima serie,
elementi essenziali dell’attività inferiore, ora sono radicati e innati negli uomini, mentre alcuni
dei principi egoici superiori o principi d’amore stanno filtrando nei loro cervelli confusi causando
un apparente e momentaneo scontro d’idee. Quindi, come Pilato, essi chiedono: “Dov’è
la verità?”. Se solo volessero ricordare che i principi superiori sono connessi con il bene del
gruppo e gli inferiori con il bene dell’individuo, ne potrebbe seguire maggior chiarezza di pensiero.
L’attività, inferiore della vita personale, per quanto buona e degna, col tempo deve essere
trascesa dalla superiore vita d’amore, che cerca il bene del gruppo e non dell’unità.
Tutto ciò che tende alla sintesi e alla divina espressione nella riunione dei singoli, si avvicina
più strettamente all’ideale e ai principi superiori. Il riflettere su queste idee può essere
d’aiuto. Troverete una dimostrazione di quanto dico osservando che molte delle lotte che sor61
gono nelle organizzazioni sono basate sul fatto che alcune persone valide sono asservite alla
personalità e si sacrificano sì per un principio, ma un principio che governa la vita della personalità.
Altri intravedono vagamente qualcosa di più elevato e cercano il bene dei gruppi anziché
quello di una persona, s’imbattono in un principio più elevato attirando in tal modo la forza
dell’ego. Essi lavorano per gli altri e aspirano ad aiutare il loro gruppo. Quando Ego e personalità
si scontrano, la vittoria del superiore è certa; il principio inferiore deve cedere il passo
al più elevato.
L’uno si concentra su ciò che gli sembra essere di valore inestimabile, soddisfare il
desiderio della vita personale e, in quel periodo, il suo interesse per il bene dei molti è solo secondario, sebbene a volte possa pensare che questo sia il suo intento principale. L’altro non si
cura di ciò che avviene al sé personale e si preoccupa soltanto di aiutare i molti. In fondo, tutto
si riduce alla questione del movente egoistico o altruistico e, come sapete, il movente varia
con il passare del tempo e a mano a mano che l’uomo si avvicina al sentiero della prova.
c. Principi ancora più alti, sono quelli compresi dallo Spirito e prontamente afferrati soltanto
dalla coscienza monadica. Solo quando l’essere umano abbia trasceso la sua vita attiva personale
e l’abbia sostituita con la vita d’amore o di saggezza come quella diretta dall’Ego, può
cominciare a comprendere la portata di tale vita ed a riconoscerla come potenza in manifestazione.
Come la personalità si uniforma ai principi che governano l’attività del sé inferiore e
l’Ego opera in conformità con la legge d’amore, che si manifesta nel lavoro di gruppo, o amore
che si dimostra nella sintesi dei molti nei pochi, così la Monade si occupa della vita attiva
dell’amore, dimostrato come potere mediante la sintesi dei pochi nell’uno.
Il primo ha a che fare con la vita dell’uomo sul piano fisico o nei tre mondi inferiori, il secondo
con la vita sui livelli causali e l’ultimo con la propria vita dopo il conseguimento del fine
cui tende l’attuale evoluzione umana. L’uno si occupa delle singole unità, l’altro dei gruppi
e l’ultimo dell’unità. L’uno riguarda la differenziazione in tutte le sue varietà, il secondo dei
molti che si risolvono nei gruppi egoici, mentre l’ultimo vede la differenziazione che torna a
risolversi nei sette, ciò che indica l’unità per la Gerarchia umana.
Tutti questi fattori e molti altri determinano differenze fra gli esseri umani e nel suo processo
di ridimensionamento l’uomo deve necessariamente prenderli in considerazione.
Si tenga quindi presente che un discepolo di uno qualsiasi dei Maestri avrà le sue doti
particolari, le sue qualità e lacune individuali. Di una cosa può comunque essere certo, fintanto
che il Sentiero della Conoscenza non sarà congiunto al Sentiero dell’Amore, egli n on potrà
mai pervenire alle iniziazioni maggiori, poiché esse sono conseguite sui livelli superiori del
piano mentale. Fintanto che il Sentiero della Luce non sarà unito al Sentiero della Vita, il
grande passaggio dal quarto al quinto regno non potrà avvenire. Certe espansioni di coscienza
sono possibili; si possono conseguire le iniziazioni sul piano astrale e mentale inferiore; si può
cogliere qualche aspetto della visione e il senso della presenza può essere percepito; l’Amato
può essere raggiunto con l’amore e la beatitudine e la gioia di questo contatto possono arrecarne
la gioia costante, ma la chiara percezione che deriva dall’esperienza vissuta sul Monte
dell’Illuminazione è qualcosa di diverso dalla gioia sperimentata sul Monte della Beatitudine.
Il Cuore conduce nell’una, la Testa conduce nell’altra.
Per dare una risposta esplicita: il Sentiero della Conoscenza è quello dell’occultista e del
saggio; il Sentiero dell’Amore è quello del mistico e del santo. L’approccio con la testa o con
il cuore non dipende dal raggio, poiché entrambe le vie devono essere note; il mistico deve diventare
l’occultista. L’occultista bianco è stato già il santo mistico. La vera conoscenza è amore
intelligente, poiché risulta dalla fusione d’intelletto e devozione. L’unità è percepita nel
cuore; la sua applicazione intelligente alla vita deve essere attuata mediante la conoscenza.
È d’estrema importanza riconoscere la tendenza del proposito di un’esistenza e sapere se
l’obiettivo di una vita specifica sia il metodo della testa o quello del cuore. A tale scopo è tuttavia
necessaria una sottile discriminazione, affinché le nebbie dell’illusione non attraggano al
sentiero dell’inerzia. Ponderate con cura su queste parole e badate che l’esame poggi su un vero
fondamento e non scaturisca da un complesso d’inferiorità, dalla considerazione di
un’impresa compiuta da un fratello e la tendenza alla gelosia che ne può derivare, oppure da
una placida compiacenza che annulla l’attività.
Per il maggior numero degli aspiranti al discepolato, si può normalmente supporre che nel
loro passato vi sia stata molta applicazione della via del cuore e che in quest’incarnazione lo
sviluppo mentale sia di primaria importanza. Un’antica Scrittura dice:
“Non cercare, o tu, due volte Beato, di raggiungere l’essenza spirituale prima che la mente abbia
appreso. Non così si cerca la saggezza. Solo a colui che ha la mente disciplinata e vede il mondo come
in uno specchio, possono essere affidati senza pericolo i sensi interiori. Solo colui che sa che i cinque
sensi non sono che illusione e che nulla rimane, salvo i due principali, può essere ammesso al segreto della cerimonia della Crocifissione.
“Il sentiero percorso dal Servitore è il sentiero del fuoco, che passa attraverso il cuore e conduce alla
testa. Non è sul sentiero del piacere, né su quello del dolore che si può ottenere la liberazione o
giungere alla saggezza. È trascendendo i due, mediante la fusione del dolore col piacere, che si perviene alla meta, quella meta che si scorge in lontananza, come un punto di luce nell’oscurità di una notte invernale. Quel punto di luce può richiamare alla mente una tenue fiammella di candela in qualche solitaria soffitta, ma quando il sentiero che conduce a quella luce è percorso mediante la fusione delle paia degli opposti, quel punto di luce fredda e vacillante cresce con radiazione costante, finché la calda luce di una lampada risplendente si mostra alla mente del pellegrino sulla via.
“Procedi o pellegrino, con ferma perseveranza. Non vi è candela alcuna né lampada a olio terrena.
La radianza continua a crescere fino a che il sentiero non termina in una vampa di gloria e il pellegrino nella notte diviene il Figlio del Sole, ed entra nei portali di quel globo radioso.”

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