REGOLA NUMERO DUE

REGOLA NUMERO DUE
OSTACOLI AGLI STUDI OCCULTI

Questa regola è una delle più difficili, ma anche delle più complete. Occorrerà del tempo
per poterne trattare correttamente. Essa offre un’interessante illustrazione della corrispondenza
del microcosmo col macrocosmo. In relazione alla luce di cui si parla sono possibili due interpretazioni.
Si fa riferimento alla “luce maggiore” che illumina i tre e, in secondo luogo, al proiettare
verso l’alto la “luce minore”.
La “luce maggiore” è quella dell’anima, che è la luce stessa, che illumina la manifestazione
della triplice personalità. In ciò è la corrispondenza con il macrocosmo, simboleggiato per noi
in Dio: luce manifesta del sistema solare. Il sistema solare è tre in uno o uno in tre, e la luce
del Logos illumina il tutto. La “luce inferiore” è quella nascosta nell’essere umano sul piano
fisico. Ad un certo stadio dell’esperienza umana questa luce si risveglia in tutto il corpo fisico
per fondersi infine con la “luce maggiore”. È vero che la luce e la vita di Dio stesso emanano
dal Sole spirituale centrale, ma solo quando la luce latente entro il sistema solare stesso si ridesterà
e sorgerà potrà diffondersi lo splendore caratteristico della gloria del sole, risplendente
in tutta la sua forza. Similmente, è vero che la luce dell’anima emana dalla Monade, ma solo
quando la luce entro il piccolo sistema (diretto dall’anima) si risveglia e sorge, può manifestarsi
lo splendore di un figlio di Dio.
In queste istruzioni, tuttavia, dobbiamo trattare principalmente del microcosmo e della luce
in esso dimorante, quindi non ci dilungheremo a parlare delle analogie macrocosmiche.
Nello studiare questa seconda regola, notiamo che una relazione cosciente si è stabilita tra
l’anima e la sua ombra, l’essere umano sul piano fisico. Entrambi hanno meditato. Sarà bene
che gli studenti notino questo fatto e ricordino che uno degli obiettivi della meditazione giornaliera
è di mettere cervello e mente in grado di vibrare all’unisono con l’anima, la quale, “in
meditazione profonda”, cerca di comunicare col suo riflesso.
La corrispondenza con questa relazione o vibrazione sincrona è interessante:
Anima L’uomo sul piano fisico
Mente Cervello
Ghiandola pineale Corpo pituitario
È interessante anche la relazione tra i centri e la loro sincronizzazione, in cui è sintetizzata
tanto l’evoluzione della razza umana quanto quella della singola unità, l’uomo.
Centro della testa Base della spina dorsale
Centro del cuore Plesso solare
Centro della gola Centro sacrale
In quanto abbiamo detto, lo studente più avanzato (proprio quello che esiterà a considerarsi
tale) non mancherà di scorgere un indizio.
Troviamo il medesimo simbolo nella relazione fra Oriente e Occidente e fra i grandi corpi
di verità detti religione e scienza.
Col procedere della vita di meditazione, il rapporto tra l’anima e il suo triplice strumento
diviene sempre più stretto producendo una vibrazione più potente. Quante vite occorreranno
per raggiungere tale risultato, dipende da vari fattori, troppo numerosi per essere citati qui, ma
che lo studente farà bene a valutare, facendo un elenco di quelli che sente debbano essere presi
in considerazione quando cerca di stabilire lo stadio evolutivo in cui si trova.
Il risultato di questa risposta è un riorientamento dell’uomo inferiore allo scopo di produrre
una sintesi dei Tre e dell’Uno, affinché il lavoro dei Quattro possa procedere. Abbiamo qui il
riflesso di quanto avvenne nel microcosmo di ciò con cui il Logos solare iniziò, i “Sacri Quattro”
del Cosmo; l’uomo diviene a sua volta i “Sacri Quattro”, ossia spirito e i tre della manifestazione.
Soffermiamoci a riflettere su quattro parole:
1. Comunicazione
2. Risposta
3. Riorientamento
4. Unione
Ecco come si esprime l’Antico Commentario:
“Quando la comunicazione è stabilita, le parole sono subito adoperate e la legge mantrica assume il
suo vero posto, purché mentre l’Uno comunica le parole, i tre rimangano in silenzio.
“Quando si riconosce che la risposta emana dai tre, l’Uno, in silenzio, ascolta.
Le parti sono invertite. Una triplice parola scaturisce dalla triplice forma. Si produce un capovolgimento.
Gli occhi non guardano più al mondo delle forme, si volgono all’interno, focalizzano la luce e
un mondo interiore dell’essere si rivela; Manas si acquieta poiché occhi e mente sono unificati.
Il cuore non batte più in accordo con il desiderio inferiore, né spreca il suo amore per le cose che
deformano e nascondono il Reale. Con ritmo nuovo, volge il suo amore al Reale e maya svanisce. Kama
e cuore sono intimi alleati; amore e desiderio formano un tutto unico, l’uno appare di notte, l’altro
alla luce del giorno … “
“Quando fuoco, amore e mente si sottomettono, emettendo la triplice parola, la risposta giunge”.
“L’Uno pronuncia una parola che sommerge il triplice suono. Dio parla, La forma rabbrividisce e
trema. Il nuovo sorge, un uomo rinnovato; la forma ricostruita; la casa preparata. I fuochi si uniscono e grande è la luce che risplende; i tre si fondono con l’Uno e nello splendore un quadruplice fuoco appare”.
In questa descrizione poetica, che ho cercato di rendere nel nostro linguaggio moderno, i
saggi dell’antichità esprimevano un’idea. La data dell’Antico Commentario da cui sono tratte
queste parole è imprecisabile. Se cercassi di dirvi a quale epoca risale, non avrei alcuna prova
da addurre per dimostrare la verità delle mie parole e dovrei fare appello alla vostra credulità,
ciò che gli aspiranti devono evitare nella loro ricerca dell’essenziale e del reale. Nelle poche
frasi precedenti ho cercato di dare l’essenza di ciò che è espresso nel Commentario per mezzo
di pochi simboli e un testo criptico. Queste antiche scritture non si leggono come uno dei nostri
libri moderni. Sono interpretate per mezzo della vista e del tatto. Il significato si rivela in
un lampo. Darò un esempio. Le parole: “L’Uno pronuncia la parola che sommerge il triplice
suono”, sono rappresentate da un fascio di luce terminante in una parola simbolica scritta in
caratteri d’oro, sovrapposta a tre simboli in nero, rosa e verde. In tal modo i segreti vengono
accuratamente custoditi.
Lo studio di questa regola sarà suddiviso in due parti:
1. Il rapporto tra anima e personalità, che verrà trattato con particolare riferimento alla meditazione
nella vita giornaliera, piuttosto che dal punto di vista teorico e accademico.
2. Il significato delle parole “la luce inferiore e, proiettata verso l’alto”, che si riferiscono ai
centri e al fuoco di Kundalini. A questo punto vorrei sottolineare quanto sia opportuno
che ogni studente pervenga alla comprensione del suo corpo eterico e ciò per diverse
ragioni.
In primo luogo, il corpo eterico è il prossimo aspetto della sostanza del mondo che verrà
studiato e sul quale scienziati e ricercatori indagheranno. Tale momento potrà essere affrettato,
se uomini e donne capaci di pensare formuleranno idee intelligenti su questo interessante soggetto.
Con un pensiero chiaro possiamo contribuire alla rivelazione della verità e, sulla base
delle nostre attuali cognizioni sull’etere, gli scienziati perverranno alla comprensione delle
forme o dei corpi eterici. In secondo luogo, il corpo eterico è composto di correnti di forza e in
esso vi sono centri vitali, connessi fra loro e con il sistema nervoso dell’uomo fisico, per mezzo
di linee di forza. Tramite queste linee di forza esso è pure connesso con il corpo eterico di
tutto il sistema circostante. Si noti che in ciò risiede la base della fede nell’immortalità, della legge di fratellanza o unità e della verità astrologica. In terzo luogo è la necessità di rendersi
conto che il corpo eterico è vitalizzato dal pensiero, che può portarlo al pieno funzionamento.
Ciò avviene col retto pensiero, non con esercizi di respirazione e tenendo il naso. Comprendendo
ciò, si eviteranno molte pratiche pericolose e si perverrà ad un dominio normale e sicuro
di questo potentissimo strumento, il corpo vitale. È mio vivo desiderio che tale risultato sia
raggiunto al più presto. Gli studi occulti sono d’estrema importanza e coloro che vi si dedicano
devono usare tutta l’applicazione mentale e l’attenzione concentrata di cui sono capaci. Essi
richiedono pure la costante applicazione pratica delle verità apprese.
In Occidente lo studio dell’occultismo è considerato dal punto di vista dell’indagine intellettuale,
ma non viene applicato alla pratica. Con la teoria, colui che aspira a percorrere il sentiero
occulto giunge alla percezione di qualche barlume di luce, ma la sistematica applicazione
pratica delle leggi occulte finora ha fatto pochi progressi.
Quali sono gli ostacoli? Vale la pena di prendere in considerazione tre punti:
1. Ostacoli che incontrano gli Occidentali nello studio dell’occultismo.
2. Come tali ostacoli possono essere superati.
3. Alcune pratiche che l’aspirante potrà seguire per prepararsi a percorrere il sentiero occulto.
Questo è l’unico stadio attualmente possibile per la maggioranza.
Uno dei principali ostacoli al corretto apprendimento delle leggi dell’occultismo e alla loro
applicazione pratica risiede nella relativa giovinezza dell’Occidente e nei rapidi cambiamenti,
che costituiscono la caratteristica predominante della civiltà europea e americana. La storia
d’Europa risale a soli tremila anni e quella dell’America odierna a pochi secoli fa.
L’occultismo fiorisce in un’atmosfera già preparata, in un ambiente altamente magnetizzato e
in condizioni di stabilità, risultanti da un lavoro di millenni sul piano mentale.
Questa è una delle ragioni per cui l’India offre una così adeguata scuola di formazione. La
conoscenza occulta vi risale a decine di migliaia d’anni fa e il tempo ha lasciato la sua impronta
anche sul fisico del popolo, provvedendolo di corpi che non oppongono quella resistenza
che s’incontra così spesso nel corpo degli Occidentali. L’ambiente è da lungo tempo permeato
delle forti vibrazioni dei Grandi Esseri, che risiedono entro i suoi confini e che con il loro andirivieni
e la loro prossimità, magnetizzano continuamente l’etere circostante. Ciò produce anche
un’altra linea di minor resistenza, poiché questa magnetizzazione eterica influisce sui corpi
eterici della popolazione con cui c’è stato un contatto. Da questi due fattori, tempo e vibrazione
elevata, risulta la stabilità di ritmo che facilita il lavoro occulto e offre una sfera di quiete
adatta all’attività mantrica e cerimoniale.
7Tali condizioni non esistono in Occidente, dove ogni settore della vita è in costante
cambiamento, dove il frequente e rapido spostarsi del campo d’azione crea ampie zone di fermento
che ostacolano qualsiasi lavoro di natura magica. La quantità di forza necessaria per ottenere
certi risultati non ne giustifica l’impiego e si è lasciato passare il tempo nello sforzo di
ottenere un effetto equilibratore.
Il culmine dell’agitazione sembra ormai passato e si sta creando gradatamente una condizione
più stabile, ciò che potrà permettere di tentare con successo un definito lavoro occulto. Il
Maestro R. sta lavorando a questo problema e similmente il Maestro del popolo inglese, che
non è il medesimo Maestro che si occupa del Movimento Laburista o del miglioramento delle
condizioni sociali. Essi sono aiutati da un discepolo di rara capacità in Svezia e da un iniziato
nella Russia meridionale, che lavora molto sui livelli mentali. Il loro scopo è di attingere alla
riserva di forza accumulata dai Nirmanakaya, affinché il suo afflusso possa spazzare via la
materia di grado inferiore, permettendo così ad una vibrazione più alta di agire liberamente.
Un altro ostacolo è costituito dal forte sviluppo della mente concreta. Ma sia ben chiaro che
questo sviluppo non deve essere in alcun modo considerato un danno. Tutto segue il giusto
corso evolutivo e più tardi, quando Oriente e Occidente avranno raggiunto una migliore comprensione e influenza reciproca, il loro mutuo rapporto sarà benefico per entrambi; l’Oriente
trarrà profitto dalla stimolazione mentale derivante dalla forte vibrazione mentale dei fratelli
occidentali, mentre l’Occidente acquisterà molto dal ragionamento astratto dell’Orientale e,
nello sforzo di afferrare ciò che la prima sottorazza della razza madre ariana apprese così facilmente, l’Occidentale verrà in contatto con la sua mente superiore, costruendo così con maggiore
facilità il ponte tra la mente superiore e la mente inferiore. I due tipi hanno bisogno l’uno
dell’altro e il loro effetto reciproco tende ad una sintesi finale.
80 La mente concreta, in sé, offre materia per un trattato di grande mole, ma noi ci limitiamo a
rilevare qualcuno dei modi in cui essa ostacola le razze che così prevalentemente la
rappresentano:
a. Con la sua intensa attività e il suo impulso all’azione essa ostacola l’afflusso di ispirazione
dall’alto. Essa agisce come una cortina oscura che preclude l’accesso alla illuminazione
superiore. Solo la stabilità e la quiete stabile permettono a quest’illuminazione
di filtrare, attraverso i corpi superiori, fino al cervello fisico ed essere così disponibile
per il servizio pratico.
b. La saggezza della Triade esiste per essere usata dalla personalità, ma le disquisizioni
della mente inferiore ne sbarrano il passaggio. Quando il fuoco della mente arde troppo
intensamente, si forma una corrente che neutralizza l’afflusso dall’alto e costringe il
fuoco inferiore a recedere. Solo quando i tre fuochi s’incontrano, essendo regolato il
fuoco mediano della mente, si può giungere alla piena luce; il fuoco proveniente
dall’alto, o luce triadica, il fuoco del sé inferiore, o kundalini, e il fuoco della mente o
manas cosmico, devono incontrarsi sull’altare. La loro unione determina la consumazione
di tutto ciò che ostacola la completa emancipazione.
c. Con il discernimento, facoltà del corpo mentale concreto, i corpi inferiori sono esercitati
nell’arte di distinguere l’illusione dal centro della realtà, il reale dall’irreale, il Sé dal
non-sé. Segue un periodo, che occorre superare, in cui l’attenzione dell’Ego è necessariamente
rivolta al sé inferiore e ai suoi veicoli e in cui le vibrazioni della Triade, le leggi
inerenti all’evoluzione macrocosmica e il soggiogamento del fuoco al servizio del
Divino devono perciò essere temporaneamente messe da parte.
Quando l’uomo scorge prontamente la verità in tutto ciò con cui viene in contatto e
automaticamente sceglie il vero o il reale, impara allora la lezione dell’azione gioiosa e
vede aprirsi dinanzi a sé il sentiero della beatitudine. Il sentiero occulto diventa per lui
accessibile, poiché la mente concreta ha servito il suo scopo, è divenuta il suo strumento
e non il suo padrone, il suo interprete e non il suo ostacolo.
d. La mente concreta ostacola in un altro modo, meno comune, di cui lo studente ai primi
tentativi di percorrere la spinosa via dello sviluppo occulto non si rende conto. Quando
la mente concreta è esuberante e domina completamente la personalità, l’aspirante non
può collaborare con le altre vite e con le diverse evoluzioni, fintanto che l’amore non
sostituisce la mente concreta (anche se egli, in teoria, comprende le leggi che governano
l’evoluzione del piano logoico e lo sviluppo delle altre entità solari oltre alla propria Gerarchia).
La mente separa, l’amore attrae; la mente crea barriere fra l’essere umano e ogni deva che supplica; l’amore abbatte ogni barriera e fonde e unisce i diversi gruppi;
la mente respinge con una potente vibrazione, scartando tutto ciò con cui viene in contatto,
come la ruota che getta da parte ciò che ostacola il suo cerchio vorticoso; l’amore raduna tutto intorno a sé e tutto trascina con sé, fondendo le unità separate in un tutto unificato e omogeneo; la mente respinge con il proprio abbondante calore, bruciando e ardendo qualunque cosa le si avvicini; l’amore mitiga e guarisce per la somiglianza del suo calore con quello di ciò che avvicina, e fonde il suo calore e la sua fiamma con il calore e la fiamma d’altre vite che evolvono. Infine, la mente spezza e distrugge, mentre l’amore produce coesione e guarisce.
Ogni cambiamento nella vita umana è soggetto a leggi immutabili, se ci è concessa una
affermazione tanto paradossale. L’occultista che tenta di scoprire queste leggi per conformarsi
a esse, comincia a smaltire il proprio karma e quindi non colora la luce astrale. Il solo metodo
con cui queste leggi possono per ora essere apprese dai molti che desiderano conoscerle, è
l’attento studio delle vicissitudini dell’esistenza quotidiana per un lungo periodo di anni.
Dalle caratteristiche predominanti in un ciclo di dieci anni, ad esempio, confrontate a periodi
precedenti o successivi di durata analoga, lo studente potrà avere un’idea approssimativa della tendenza degli eventi e farsene una guida. Quando lo studente raggiunge il punto di evoluzione
in cui può fare un confronto con le vite precedenti e venire a conoscenza della colorazione
del suo ciclo di vita precedente, allora è possibile un rapido progresso nell’adeguare la vita alla legge. Quando lo studente è in grado di conoscere anche le vite successive, vedendone la colorazione, il karma (com’è conosciuto nei tre mondi) cessa e l’adepto è padrone delle cause e degli effetti che condizionano e regolano il suo veicolo inferiore.
Egli aspira al sentiero occulto e considera cambiamenti ed eventi alla luce di tutti gli avvenimenti
passati e, quanto più fedele e accurata è la sua memoria, tanto meglio può dominare tutte le eventuali situazioni.
Due degli ostacoli sono dunque:
a. la relativa novità e la mutevolezza, caratteristiche dell’occidente;
b. lo sviluppo della mente concreta.
Il terzo ostacolo è conseguenza del precedente e consiste nell’importanza che in Occidente
si dà al lato materiale della vita. Ciò ha portato ad una triplice condizione delle cose. In primo
luogo, il mondo dello spirito, o mondo astratto senza forma della coscienza soggettiva, non è
scientificamente riconosciuto. Esso è riconosciuto per innata tendenza solo da chi è dotato di
temperamento mistico o da coloro che sono in grado di studiare la storia soggettiva dell’uomo
e delle razze umane, ma la scienza non riconosce quest’aspetto della manifestazione, né gli
scienziati in genere credono a un mondo d’attività superfisica. Tutto ciò che nelle razze precedenti
occupava un posto predominante nella vita e nel pensiero dei popoli, oggi incontra solo
scetticismo e incredulità e tutte le discussioni sono precedute da un punto interrogativo. Tuttavia,
un progresso c’è stato e dalla guerra sono scaturite molte cose. Ad esempio, la domanda
non è più “C’è una vita dopo la morte?”, bensì “Di quale natura è la vita futura?”, e questo è
un presagio molto incoraggiante.
In secondo luogo, le masse soffrono a causa delle repressioni e degli effetti dell’inibizione.
La scienza ha detto che non c’è Dio, non c’è spirito nell’uomo. La religione dal suo canto afferma
che deve esserci un Dio, ma dove trovarlo? Le masse dicono; “Non vogliamo un Dio costruito dai cervelli dei teologi”. Perciò, la vera comprensione interiore non trova modo di espandersi e l’attività che dovrebbe trovare la sua legittima espressione nell’aspirazione superiore, si volge invece alla deificazione delle cose, cose relative alla carne, connesse alle emozioni o alla mente inferiore. La guerra ha contribuito molto, relegando le cose al giusto posto e la perdita della proprietà ha insegnato a molti il valore di ciò che è essenziale e la necessità di eliminare ciò che è superfluo.
Una terza condizione scaturisce dalle due precedenti. Non esiste una giusta comprensione
del futuro. Quando la vita dello spirito è negata, quando la manifestazione della vita si concentra
sulle cose concrete ed evidenti, il vero fine dell’esistenza scompare e le parole sarcastiche
dell’iniziato Paolo: “Mangiamo e beviamo, tanto domani morremo” caratterizzano l’atteggiamento della maggioranza degli esseri umani. Gli uomini soffocano la voce interiore che testimonia la vita dell’al di là e sommergono le parole che risuonano nel silenzio nel frastuono e nel vortice degli affari, del piacere e dell’agitazione.
Tutto il segreto del successo sul sentiero occulto dipende da un atteggiamento mentale; il
materialismo concreto, la concentrazione sulla forma e il desiderio delle cose dell’immediato
presente non consentono un grande progresso nell’apprendimento della verità esoterica superiore.
Un quarto ostacolo è rappresentato dal corpo fisico, che è stato costituito con un nutrimento a base di carne e di cibi e bevande fermentati ed è cresciuto in ambienti in cui aria fresca e luce solare non sono fattori predominanti. Naturalmente, parlo in generale, alludendo alle masse e non ai sinceri studenti d’occultismo. Da secoli l’alimento base delle razze occidentali è formato da cibi in decomposizione, e quindi in condizione di fermentazione; il risultato si può riscontrare  nei corpi non adatti a sostenere gli sforzi imposti dall’occultismo e costituiscono quindi una barriera al chiaro risplendere della vita interiore. Quando frutta fresca e vegetali, acqua limpida, frutti oleosi, grani crudi e cotti costituiranno l’unica dieta dei figli degli uomini in evoluzione, allora si formeranno corpi idonei a divenire veicoli per gli Ego altamente evoluti.
Essi attendono pazientemente il girare della ruota e l’arrivo di un ciclo che permetta il compiersi
del loro destino. Quel tempo non è ancora giunto e il lavoro d’eliminazione, e aggiustamento
è necessariamente lento e tedioso.
SUPERAMENTO DEGLI OSTACOLI
Prima di iniziare a rimuovere gli ostacoli è necessario rendersi conto d’alcune cose, che
potrebbero essere espresse come segue:
a. Rendersi conto che l’obbedienza al dovere immediato e l’adesione alla più alta forma di
verità a noi nota costituiscono il sentiero verso un’ulteriore rivelazione.
b. Rendersi conto che la spassionatezza e una grande virtù da coltivare e che la disposizione
ad accettare gioiosamente qualsiasi disagio, dolore o angoscia di natura temporanea
deve essere sviluppata in vista della futura gloria che dissiperà le nubi dell’attimo fuggente.
c. Rendersi conto che la sintesi è il metodo con cui si perviene alla comprensione e che,
fondendo le paia degli opposti, si raggiunge il sentiero di mezzo che conduce direttamente
al cuore della cittadella.
Quando questi tre fattori governeranno in modo predominante la sua visione della vita, lo
studente potrà sperare di riuscire, con strenuo sforzo, a superare i quattro ostacoli cui abbiamo
accennato.
Riprendendo le nostre considerazioni sulla seconda regola, tratteremo in primo luogo della
relazione dell’anima con la personalità, soprattutto dal punto di vista della meditazione. Trattiamo
quindi della “luce maggiore” e in seguito ci occuperemo della “luce inferiore che si
proietta verso l’alto”, uniformandoci così alla legge della conoscenza occulta, secondo la quale
si comincia sempre dai principi universali.
Si tenga presente che queste regole sono destinate a coloro che hanno una personalità ben
coordinata e che stanno gradatamente dominando la mente. L’uomo utilizza perciò la mente
inferiore o mente razionale, mentre l’anima utilizza la mente superiore o astratta; queste unità
operano con due aspetti del principio universale della mente e su questo terreno la loro relazione
diviene possibile. Il lavoro che l’essere umano compie sulla propria mente è di renderla negativa e ricettiva all’anima; questa è la sua occupazione positiva (notate l’uso della parola “positiva” nel tentativo di rendere la mente ricettiva, poiché in ciò sta la chiave della retta azione).
Il lavoro dell’anima in meditazione consiste nel rendere il punto di quella meditazione
tanto positivo da impressionare la mente e in tal modo condurre l’uomo a uniformarsi al Piano
eterno.
Abbiamo quindi di nuovo lo stabilirsi di una relazione tra una vibrazione positiva e una negativa. Lo studio di questi rapporti è ricco d’utili chiarimenti, che fanno parte dell’insegnamento impartito durante la preparazione alla prima iniziazione. Possiamo elencare queste relazioni in ordine progressivo in rapporto al sentiero evolutivo.
1. La relazione tra il corpo fisico maschile e femminile, che l’uomo chiama rapporto sessuale
e al quale oggi si dà estrema importanza. In questa valle dell’illusione, sovente il simbolo
accaparra l’attenzione e si dimentica ciò che esso rappresenta. La soluzione di questa
relazione condurrà all’iniziazione dell’intera razza umana ed attualmente essa è totalmente
presa proprio da questo fatto.
2. La relazione fra il corpo astrale e quello fisico, che per la maggioranza degli esseri umani
consiste nel dominio che la natura astrale positiva deve acquistare sulla natura fisica, automatica,
negativa. Il corpo fisico, strumento del desiderio, ne è influenzato e dominato:
desiderio della vita fisica e dell’acquisizione di cose tangibili.
3. La relazione fra mente e cervello, la quale costituisce il problema per gli uomini e le razze
più progrediti e la cui importanza è testimoniata dal vasto sistema di scuole, collegi e
università. Negli ultimi cinquant’anni è stato compiuto un notevole progresso riguardo a
questa relazione e l’opera degli psicologi ne indica il punto culminante. Quando ciò sarà compreso, la mente verrà considerata il fattore positivo e gli altri due aspetti della natura formale reagiranno in modo ricettivo.                                                                                                                                                           4. La relazione tra l’anima e la personalità, il problema cui attualmente è rivolta l’attenzione degli aspiranti, i pionieri della famiglia umana, che aprono le vie del mondo dell’anima. Di tale relazione si occupano mistici e occultisti.
5. La relazione fra i centri sotto il diaframma e quelli al disopra di esso:
a. Fra il centro alla base della spina dorsale e il loto dai mille petali, il centro della testa.
In tale relazione i quattro petali del centro alla base della spina dorsale diventano i
molti, ossia il quaternario si perde nell’universale.
b. Fra il centro sacrale e quello della gola. In questa relazione avviene una unione fra le
dodici Gerarchie creative e il quaternario ed è rivelato il segreto dei sedici petali del
loto della gola.
c. Fra il centro del plesso solare e il cuore. Relazione in cui il dieci dell’uomo perfetto,
in questo nostro sistema solare, si perde nella completezza del dodici. Allo stesso
modo in cui l’uomo, quaternario perfetto dal punto di vista della forma, viene in contatto
con le dodici Gerarchie creative (nel loro aspetto creativo ed inferiore), così nella
relazione fra il plesso solare e il centro del cuore si perfeziona il secondo aspetto;
l’amore dell’anima può esprimersi perfettamente tramite la natura emotiva.
6. La relazione fra i due centri della testa, o il centro fra le sopracciglia e il centro al sommo
della testa, la quale si stabilisce quando anima e personalità sono un’unità operante.
7. La relazione fra la ghiandola pineale e il corpo pituitario, risultante da quella precedente.
8. La relazione fra mente superiore e mente inferiore, che implica un costante e crescente
contatto con l’anima. L’atteggiamento meditativo dell’anima viene assunto anche dai tre
corpi (l’uomo spirituale), mentre la costante meditazione dell’anima continua anche sul
suo proprio piano. In questa regola ci occupiamo principalmente di questa relazione e
degli effetti che ne derivano.
Una successiva relazione, che però non ci riguarda in alcun modo si stabilisce tra l’anima e
la Monade dopo la terza iniziazione e, nel corso dell’evoluzione cosmica, queste relazioni emergeranno.
Scopo dell’umanità nel suo insieme è di stabilire la relazione fra anima e corpo e non è necessario andare oltre.
A mano a mano che l’uomo cerca di raggiungere il dominio della mente, l’anima a sua volta
diviene più attivamente aggressiva.
L’opera dell’Angelo Solare sinora si è svolta in gran parte nel suo mondo e riguarda la sua
relazione con lo spirito; l’essere umano, operante attraverso i cicli del piano fisico, non vi ha
partecipato.
L’anima ha usato la sua energia in modo generale, in direzione del quinto regno. L’Angelo
Solare ora sta avvicinandosi ad un periodo di crisi e di riorientamento. All’inizio della storia
dell’umanità vi fu una grande crisi che chiamiamo individualizzazione. In quell’epoca gli Angeli
Solari, in risposta a una richiesta o attrazione da parte degli animali-uomini (nel loro insieme,
lo si noti) inviarono loro una parte della loro energia, incorporante la qualità del processo
mentale. Essi fecondarono, per così dire, il cervello. Nacque così l’umanità. Questo
germe portava in sé due altre potenzialità: amore spirituale e vita spirituale, che a suo tempo si
manifesteranno. Il continuo fiorire della mente dell’uomo, che contraddistingue l’epoca attuale, indica all’Angelo Solare una seconda crisi, di cui la prima non fu che il simbolo. La ragione di esistere dell’Angelo Solare è di rendere evidente la sua presenza nell’umanità e su di esso si sta esercitando un’altra forte sollecitazione, che questa volta produrrà una seconda fecondazione.
Essa doterà l’uomo di qualità che lo metteranno in grado di trascendere le limitazioni umane e
di entrare a far parte del quinto regno della natura o regno spirituale. Il primo sforzo dell’Angelo Solare mutò l’animale-uomo in essere umano; il secondo muterà gli esseri umani in entità spirituali, arricchite dell’esperienza acquisita nella famiglia umana. Per questo l’Angelo Solare, l’anima, sta organizzandosi e riorientandosi alfine di dirigere nuovamente il suo potere sul mondo degli uomini. L’anima deve stabilire un contatto fra l’aspetto inferiore della sua triplice natura e l’aspetto che già si è insediato nel cervello umano.
Attività intelligente e amore saggezza devono unirsi e l’unione deve avvenire sul piano fisico.
Per poter fare questo l’anima sta entrando in “profonda meditazione” in unione con tutte le altre
anime che sono riuscite a portare il loro strumento in condizione di rispondere. Questa è la
meditazione di gruppo fondamentale e quando l’uomo raggiunge lo stato che nei libri orientali
è chiamato “samadhi”, può partecipare, come anima, a questa meditazione di gruppo ed entra
nel ciclo di servizio che si esprime attraverso la Gerarchia planetaria. La mente razionale e la
mente astratta funzionano come un’unità e il principio motivante è l’amore. L’anima, che esprime
amore e intelligenza astratta, si unifica con la sua espressione sul piano fisico tramite il
cervello e, quando ciò avviene, l’uomo inferiore ha sincronizzato la sua meditazione con quella
dell’anima.È questo l’obiettivo del nostro lavoro. Non dimentichiamolo e facciamo ogni sforzo per
portare mente e cervello in condizione di funzionare in modo tale da permettere all’uomo di
sgusciare dalla propria meditazione e (perdendo di vista i propri pensieri) diventare l’anima, il
pensatore nel regno dell’anima. A qualcuno può risultare nuovo questo concetto dell’anima che si organizza in vista dello sforzo, riorienta le sue forze e si prepara a infondere un nuovo e più potente impulso, ma è così.
Tutte le forme di vita sono soggette alla forza evolutiva e passano da un’iniziazione all’altra
e l’anima non è esclusa da questo processo. Come l’anima dell’animale-uomo si unì a un altro
principio divino, dando origine al quarto regno della natura, così l’anima dell’umanità cerca di
mettersi in contatto con un altro aspetto divino. Questo contatto, una volta effettuato, determinerà
l’avvento del Regno di Dio sulla Terra; il piano fisico ne verrà trasformato e si entrerà in
quel peculiare periodo che viene presentato simbolicamente col termine di “millennio”.
I conoscitori di Dio di quell’epoca avranno la preponderanza su coloro che semplicemente
aspirano a quella conoscenza; il loro contatto e gli effetti della forza da essi trasmessa saranno
sentiti in tutti i regni della natura. Il dominio su tutte le forme e il potere di agire come trasmettitori
dell’energia spirituale che chiamiamo amore è la promessa ricompensa degli Angeli
Solari trionfanti e l’ambita meta della loro meditazione. I Figli di Dio trionferanno sulla Terra
in piena espressione incarnata e porteranno luce (quindi vita) a tutte le forme manifestate.
Questa è la “vita più abbondante” di cui parla il Cristo. Questo è il conseguimento dei veri
Nirvani, che pur vivendo in ininterrotta meditazione nei regni spirituali, possono anche operare
sulla Terra. Scopo dell’iniziazione è di mettere l’uomo in grado di vivere sempre al centro,
ma di agire come distributore d’energia in una direzione qualsiasi e, dopo le iniziazioni successive,
in tutte le direzioni.Nelle prossima regola ci occuperemo del lavoro della “luce minore” dell’uomo sul piano fisico.Io, che ho acquisito una certa comprensione della vita dell’Angelo Solare, cerco di assicurare i miei compagni di pellegrinaggio che le cose dei sensi sono insignificanti e di nessun
valore se paragonate alle ricompense che, qui e in questa vita, attendono l’uomo che cerca di
fondere la sua coscienza d’ogni giorno con quella della sua anima. Egli entra a far parte della
comunità delle anime e non è più solo. I periodi di solitudine non sono che il risultato di un errato
orientamento e dell’attaccamento a ciò che nasconde la visione e riempie così completamente
le mani che non possono afferrare ciò che è stato chiamato “il gioiello nel loto”

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TRATTATO DI MAGIA BIANCA

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