CIVITELLA SAN PAOLO – Le Origini della via Flaminia

CIVITELLA S. PAOLO

Anticamente era denominata Civitucola, poi Castello di Civitella ed in fine, con Breve del Pontefice Eugenio IV, in data 14 gennaio 1446, passò definitivamente al Monastero di S. Paolo per cui prese il nome che ancor oggi conserva. Antonio Degli Effetti, basandosi su alcune citazioni di Strahone. di Silio ltalico, del Nardinı, di Cluerio, ecc. asserisce che Civitella fosse la Città dei Capenati denominata Capenolla
a distinzione di Capena grande che sarebbe stata in regione montana e che per essere venuta in seguito a scemare di edifici e di abitanti, prese il nome diminutivo di Capenina, che poi, per posposizione di sillabe, diventò Canepina (1).E da notare che Strabone colloca il tempio e la città di Feronia, Dea adorata dai Capenati, alle falde del Soratte.

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Mentre il Cluerio colloca il detto tempo sulla cima del Monte dove sorgeva il tempio sacro ad Apollo sulle cui rovine sorse poi l’attuate convento e tempio di S. Silvestro. Tanto il Cluerio che il Nardini invece concordano nell’ aftermare che Capena fosse alle falde del Soratte, dove Strabone colloca la città Feronia, e che Capenate era tutto il territorio che dalle falde del Soratte si stende fino al Tevere e che è attraversato
dall’ antico fiumicello Capena che scaturisce sotto S. Oreste e che oggi porta il nome di Remigine (corrottamente Gramiccia) e di Scorano. Anche P. Stella, che fu Priore del Soratte, in una storia manoscritta della vita di S. Nonnoso, ripone la città di Feronia a piè del Soratte, presso un fonte che ancor oggi è detto corrottamente Fellonica e dove i Sorattini si recavano ad attinger acqua durante T’ estate, quando per la siccità, veniva a mancare l’acqua piovana raccolta nelle cisterne.Forse ciò che ha tratto in errore il Degli Effetti e con lui anche altri, è la denominazione di Civitucola che appartiene a due località diverse, come abbiamo detto nel capitolo prece-dente.I Papa Eugenio IV, con breve in data 6 gennaio 1434  portato nel tomo 2 del Bollario Cassinense,  concesse il castello di Civitella e Civitucola, Diocesi di Nepi, a Giorgio e Battista di Giovanni, da Narni, capitani al suo soldo, soprannominati Gattamelata perché discendenti da qual famoso Capitano che dopo essere stato al servizio della Chiesa, passò al soldo dei Veneziani ai quali conquistò Padova, col sacrificio della vita, nel 1444.II Papa fece tale concessione ai suddetti Gattamelata in compenso di cinquemila fiorini che la Sede Apostolica loro doveva per stipendi decorsi e non pagati. Ma come sopra è stato detto, lo stesso Pontefice, con breve in data 4 gennaio 1446, revocò tale concessione e donò Civitella al Monastero di S. Paolo.Nella Bolla di Gregorio VII del 1074 Civitella S. Paoloè detta Civitatem et Civitellam Scapronatam corrotto da Capenatum, cioe Capenati nuovi. La Cattedrale e il Vescovato di questi Capenati, o Carpenati come li chiama lOlstenio, S. Maria d’ Acquaviva, distrutta, tra Stabia e Civita, menzionata negl’ Itinerari e tavola Petingeriana, 32 miglia antiche distante da Roma, e presso la 12. lapide dopo Castelnuovo. Pietro Saumier nella storia dell’Ospedale di S. Spirito chiama Civitella Scaparolla, da Carpenolla, invece di Capenolla a distinzione di Canepina dei Capenati vecchi della montagna.Nel palazzo abbaziale e nella chiesa si osservano alcuni resti marmorei dell epoca romana.

MOROLO

Sulla via Flaminia, 4 km. dopo Castelnuovo, trovasi la tenuta di Morolo. Alcuni vorrebbero questo nome derivato da Moles rostrata eretta dai soldati Attici in onore di Augusto che, dopo la vittoria navale di Anzio, assegnò al suoi soldati come Colonia tutto il territorio stendentesi tra Monte della Guardia
e la tenuta di Morolo. La Moles rostrata consisteva in una piramide recante da un lato un rostro e dall altro mezza nave; alla sommità era raffigurata l’immagine del sole simboleggiante Augusto, mentre sul rovescio della piramide erano incise le tre lettere: C. I. V. che volevano dire: Colonia lulia Veteranorum o, come altri vogliono interpretare: Classis Prima Victoria, o Victrix. C’è chi vorrebbe che il nome derivasse dal fatto che in quel luogo pare sia stata acquartierata qualche turma di cavalieri mauri militanti negli eserciti romani, donde derivò il nome di Mauroro che fino al 996 si trova dato alla contrada. Le bolle portuensi la chiamano Molinula, e Molmula, invece di Parva Moles Rostrata. Sul luogo dove oggi trovasi il casale di Morolo fu la Villa rostrata di Pompeo che sugli ltinerari è situata presso la 24 lapide miliare della Flaminia che era appunto designata col nome di Stazione della Villa rostrata. Sulle rovine di questa villa Sorse poi un Castro detto Morori che corrottamente diventò poi Morolo.
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