Atti intimidatori verso giornalisti campani, prefetto e ministro intensificano la sicurezza sul territorio

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14 i casi di atti intimidatori verso i giornalisti nei primi sei mesi di questo 2020, mentre nel  2019 erano 11.  

“Mai banalizzare o sottovalutare le minacce ai giornalisti”, dichiara il prefetto Vittorio Rizzi, che insieme al ministro dell’interno Lamorgese hanno avviato dal 9 luglio il “Centro di Coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti” con Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Ordine dei Giornalisti e Federazione Nazionale della stampa italiana, riunione presieduta anche dal prefetto di Caserta, Raffaele Ruberto.

ALLEGATI

Comunicazione Ordine dei giornalisti e associazione ossigeno.pdf

Si promuovono interventi per intercettare i giovani anche al di fuori del contesto scolastico

L’incontro sulla sicurezza tenutosi invece a Napoli per la sicurezza presieduto dal prefetto Valentini, l’assessore alla sicurezza Celemente, il presidenta della Municipale e i comandi delle forze dell’ordine e la Polizia, in particolar modo per i quartieri di Secondigliano, Miano e San Pietro a Patierno dove il tasso di “sofferenza sociale” è maggiore. Il prefetto ha sottolineato l’importanza di incrementare la collaborazione tra le istituzioni e gli interlocutori sociali attivi sul territorio, creando una rete stabile che favorisca la promozione e l’attuazione di un sistema integrato e iniziative e interventi volti soprattutto ad intercettare i giovani anche al di fuori del contesto scolastico.

QUANDO L’ODIO DIVENTA UN   REATO.PDF

PUBBLICATO DALLA POLIZIA

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