BENESSERE ORGONICO DI IGHINA: ELIOS, ERIM, L’ATOMO MAGNETICO

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Questa foto è del dispositivo chiamato Elios. Concentra la massima produzione di energia nella cavità. Questo dispositivo è in grado di distruggere ogni tipo di inquinamento tossico, comprese le radiazioni nucleari. Il cibo esposto alla sua azione cambia completamente perché ogni sostanza chimica aggiunta è stata sciolta bilanciando il proprio ritmo (vibrazione) con un segnale a onde multiple comprendente un’intera ottava di colori. Ogni tipo di materia riceve da esso un certo tipo di incantesimo. Ad esempio, il nostro corpo e tutti i tipi di entità biologiche sono guariti e la crescita ne è stimolata. Questo segnale è un fenomeno di tipo stazionario di particelle rotanti che provengono dal Sole e da altre stelle, che sparano alla Terra, immagazzinano energia e ritornano alla sua fonte in uno stato riflesso generando il fenomeno opposto della scarica. Tutto ciò che nasce e cresce cambia in questa colonna di particelle simili alla luce (perché questa energia viaggia fianco a fianco con la Luce). Questo fenomeno, chiamato ritmo solare-terrestre, è l’alimentazione del pianeta, che si bilancia e cresce continuamente; tutto è in questo fenomeno. Ogni materia ha il suo ritmo più il ritmo solare-terrestre. Questo ritmo è unico e rappresenta lo stato di tensione della questione specifica. Cresce e si evolve da esso. Se lo modifichi con inquinamenti, radiazioni e altri tipi di fenomeni distruttivi, distruggi il normale lavoro della natura. Questo dispositivo concentra localmente questo fenomeno e migliora la salute e l’energia vitale dell’ambiente.

Questo dispositivo è solo un risuonatore passivo accordato con la sua “forma” per risuonare su un’armonica del segnale di evento cosmico ben descritto. È costituito da un anello di legno dipinto con sette fori a forma di ettagono nel suo perimetro interno. Questo anello è sostenuto da tre gambe disposte a triangolo. Su ogni buco c’è un pezzo di un tubo di plastica colorata, ognuno con un colore diverso disposto in un ordine particolare. Il conduttore sinusoidale che puoi vedere è fatto di filo di alluminio, avvolto in senso orario, che è stato inserito in tutto il foro in una forma di movimento a serpente, lasciando un’estremità rivolta verso l’alto e l’altra verso il basso. Il segnale inizia dal cielo in senso orario; ricordati che. Le due estremità finiscono nei fori vicini, uno che punta verso il cielo e un altro che punta verso la terra. È tutto! Il dispositivo si trova sul terreno aperto, non sul cemento, perché questo materiale genera un segnale fuori fase del terreno che distrugge il buon ritmo. Il fenomeno si verifica in particolare nella cavità e attorno al perimetro dell’anello. Per aumentare l’ampiezza del segnale puoi mettere bottiglie di vetro piene d’acqua, una all’interno della cavità e sei all’esterno in forma esagonale. Aspetta qualche giorno e osserva l’ambiente: tutto cambia! C’è un’esplosione di vita! Ogni fenomeno che ho descritto, dipende solo dal tempo e dall’ampiezza del segnale. Il dispositivo necessita della luce solare per funzionare meglio. Portalo via da ogni EMF artificiale perché questo è solo un risonatore passivo e una forte emf può distorcere il suo ‘segnale.

Non provare la pulizia nucleare con Elios fino a quando non è molto carico. Il dispositivo è un risonatore passivo e deve accumulare carica prima di avvicinare gli isotopi. Usa sempre contenitori d’acqua in questi esperimenti. NON contattare la sostanza con l’apparato. È possibile distruggere il ritmo ambientale e causare grossi problemi nella zona … Ha una potente risonanza sulla terra di origine, lunga chilometri … Sul vino: ho notato che il vino quando si apre la bottiglia ha un contenuto alcolico molto potente, ma dopo alcune ore la scuola sembra scomparire … C’è uno spazio tra le estremità della bobina di alluminio in Elios: una punta verso l’alto e un’altra verso il basso. Le estremità della bobina sono parallele e inserite quasi due ultimi fori sull’anello di legno.

RITMO MAGNETICO ENERGIA SOLARE DELLA TERRA

ERIM

Questo grande segreto è stato scoperto dallo scienziato Pier Luigi Ighina del Centro Internazionale di Studi Magnetici, Imola, Italia. ERIM è un piccolo apparato che concentra e sviluppa l’energia della Terra solare del ritmo magnetico, rigenerando le cellule e riportandole al normale funzionamento, con tutti i benefici che ne derivano.

PROPRIETÀ:

Le proprietà di ERIM sono determinate dalla sua forma caratteristica. Le tre spirali gialle rivolte verso l’alto concentrano ENERGIA SOLARE. Le tre spirali blu rivolte verso il basso concentrano ENERGIA DELLA TERRA (si noti che ci riferiamo alla “bioenergia” della Terra o al “prana”). Quando queste due energie convergono o, più correttamente, quando l’energia solare diretta diretta converge con il suo riflesso negativo dalla Terra, producono un’onda sulle spirali verdi chiamata RITMO MAGNETICO SOLE-TERRA. All’interno di questo ritmo o impulso, i ritmi di tutto ciò che esiste sulla Terra – sia animati che inanimati – sono migliorati.

Pertanto, nel suo raggio operativo, ERIM normalizza o equilibra le cellule e purifica l’energia di una stanza.

LOCATION-POSITION:

Idealmente, ERIM dovrebbe essere posizionato nella camera da letto in modo che possa agire durante la notte, ma può anche essere efficace quasi ovunque (anche se dovrebbe essere tenuto a circa 10-20 cm dalle pareti). All’inizio, per accelerare il processo di bilanciamento cellulare, posiziona le mani a circa 10-15 cm da ciascun lato di ERIM con i palmi rivolti verso e allo stesso livello delle spirali verdi. Il tempo richiesto dipenderà dalla sensibilità individuale

ALTRI USI DELL’ERIM:

Se si dispone di riscaldamento centralizzato ad acqua calda, è possibile posizionare ERIM a circa 10 cm dalla caldaia con le spirali verdi parallele ad essa; l’acqua in circolazione trasporterà le informazioni in tutto il sistema e pulirà le stanze entro pochi giorni. Per energizzare l’acqua e riportarla al suo stato originale e naturale posizionare una bottiglia d’acqua su ciascun lato di ERIM, a circa 10-15 cm dalle spirali verdi. ERIM può anche dare energia a prodotti alimentari come frutta, verdura e carne posizionandoli a livello e circa 10-15 cm di fronte alle spirali verdi (utilizzando un supporto non metallico, se necessario). I fiori posizionati vicino a ERIM manterranno più freschi più a lungo o fioriranno prima del normale. Se si dispone di riscaldamento centralizzato ad acqua calda, è possibile posizionare ERIM a circa 10 cm dalla caldaia con le spirali verdi parallele ad essa; l’acqua in circolazione trasporterà le informazioni in tutto il sistema e pulirà le stanze entro pochi giorni. Per energizzare l’acqua e riportarla al suo stato originale e naturale, posizionare una bottiglia d’acqua su ciascun lato di ERIM, a circa 10-15 cm dalle spirali verdi. ERIM può anche alimentare alimenti come frutta, verdura e carne posizionandoli a livello e circa 10-15 cm di fronte alle spirali verdi (utilizzando un supporto non metallico, se necessario). I fiori posizionati vicino a ERIM manterranno più freschi più a lungo o fioriranno prima del normale.

L’ATOMO MAGNETICO

La scoperta dell’atomo magnetico (prima parte: teoria)
Quando gli scienziati hanno iniziato a studiare l’atomo, hanno presto capito che quando fosse stato eccitato dall’atomo di luce, sarebbe semplicemente scomparso nella luce. Così hanno iniziato ad eccitarlo con forti campi magnetici e forti tensioni elettriche, causando l’alterazione dell’atomo stesso. Infatti, secondo il dottor Ighina, elettroni, protoni, neutroni, positroni ecc. Sono prodotti di un atomo alterato, quindi le loro leggi sono modificate rispetto all’atomo normale.

Pensa: come puoi provare a studiare qualcosa che è in costante movimento accelerandone il movimento? Ha sviluppato l’idea di provare a fermare il movimento dell’atomo.
Osservando un atomo al microscopio atomico, ha definito 4 leggi fondamentali:

1) Gli atomi di luce, quando eccitano gli atomi osservati, danno parte del loro movimento a quest’ultimo.

2) Gli atomi osservati assorbono parte del movimento degli atomi di luce per accelerare il loro.

3) Per eccitare un atomo, è necessario che entri in contatto con un atomo di movimento superiore; l’atomo con il movimento più alto attirerà quello con il movimento più basso.

4) Maggiore è il movimento degli atomi, più luminoso sarà e viceversa.

Esaminando gli atomi di materia diversa, ha scoperto che ogni atomo ha il suo tasso di assorbimento. Da questa scoperta ha fatto una scala di atomi di materia diversa con tassi di assorbimento, in relazione all’atomo di luce, dal 95% all’1%. Gli ci sono voluti 4 anni di studio per creare questa scala.

problema che ha avuto nell’osservare gli atomi è che sono anche disturbati dagli atomi circostanti. Per isolare l’atomo osservato ha creato una sorta di “muro” composto da diversi strati di atomi, ponendo quelli con il massimo assorbimento (95%) all’interno vicino agli atomi osservati e poi uno dopo l’altro i diversi importa con tassi di assorbimento decrescenti (85%, quindi 75% e così via fino all’1%). Con questa idea fu in grado di creare una sorta di canali che avrebbero allontanato il movimento dagli atomi osservati e li avrebbero resi quasi immobili. Ma c’era ancora il problema di avere un microscopio più forte. Ha inventato un microscopio (vedi più avanti) con il quale è stato finalmente in grado di osservare gli atomi con un ingrandimento di 1,6 miliardi di volte. Attraverso la sua osservazione notò che gli atomi avevano una pulsazione e, con ogni pulsazione, un cerchio luminoso avrebbe lasciato il centro dell’atomo e si sarebbe ingrandito allontanandosi da esso. I diversi cerchi avrebbero creato una sorta di scudo attorno all’atomo. Ha concluso che gli atomi non oscillano ma vibrano e che è possibile dividere la sua energia ma non l’atomo stesso. Notò anche che dopo un po ‘, l’atomo eccitato al massimo dagli atomi di luce sarebbe esploso, e dopo che c’erano due atomi. Ha chiamato questo fenomeno la riproduzione della materia. Ha osservato che materia diversa ha pulsazioni diverse. Questi atomi, che ha chiamato “permanenti riproduttivi”, sono presenti in tutta la materia organica, mentre nei minerali gli atomi non hanno alcuna riproduzione a meno che non siano eccitati da atomi con più potere. I vari colori e forme della materia sono dovuti ad alterazioni nella vibrazione degli atomi che la compongono. Ad esempio, se un fiore ha una pulsazione atomica di base di 1000 e i suoi atomi esterni entrano in contatto con altri atomi come quelli di luce, calore, gas, ecc. Questi ultimi cambiano la vibrazione del primo in 1000,01, 1000,02 che corrispondono ai colori e forma della questione. Dopo questa scoperta fece una scala di alterazioni che gli mostrarono che quando avrebbe raggiunto una pulsazione di 1001, la materia si sarebbe trasformata. Ha classificato diverse categorie di atomi: atomi riproduttivi, atomi immobili, atomi non riproduttivi, atomi semi-riproduttivi, atomi riproduttivi permanenti e così via. Mentre era impegnato a sperimentare, notò che se avesse spostato un magnete vicino agli atomi osservati si sarebbero tutti mossi rapidamente scomparendo poi in una massa luminosa. Ha quindi cercato di osservare gli atomi della magnetite (fino ad ora era stato in grado di fare tutte le osservazioni con una risoluzione inferiore a 1 miliardo di volte). Questa volta aveva bisogno di andare oltre 1 miliardo di ingrandimenti per vedere questi atomi, e vedendoli si stavano muovendo molto più velocemente dei soliti atomi ed erano molto più piccoli. Ha provato a fermare il loro movimento con la sua tecnica sviluppata, ma senza successo. Questi atomi sembravano avere un movimento riproduttivo permanente che era molto più veloce degli altri. Allargando gli atomi a 1,2 miliardi di volte, vide che erano presenti in tutta la materia, e specialmente nell’aria. Decise di chiamarli atomi magnetici. Dopo una lunga sperimentazione è stato finalmente in grado di isolarli quasi totalmente. A questo punto fece un’altra sorprendente osservazione: mentre isolando i soliti atomi si sarebbe fermato il loro movimento, isolando gli atomi magnetici si sarebbe accelerato il loro movimento al punto da sviluppare un’energia atomica così forte che gli atomi circostanti sarebbero stati influenzati. Poiché questa reazione era pericolosa, sviluppò una particolare sostanza composta da diversi atomi e fu finalmente in grado di isolare gli atomi magnetici. Studiandolo ha scoperto che era identico agli atomi riproduttivi con l’unica differenza che il suo movimento era perpetuo. Mettendo questo atomo in contatto con altri atomi diversi, potrebbe osservare quanto segue: quando l’atomo magnetico è isolato sviluppa il suo massimo movimento fino a quando incontra un altro atomo della sua stessa sensibilità di movimento (pulsazione); questo atomo inizia a muoversi e ad assorbire pulsazioni dall’atomo magnetico fino a quando non ha raggiunto il suo massimo movimento; a questo punto i due atomi si separano. Nel frattempo l’atomo ha diminuito il movimento dell’atomo magnetico, quindi quest’ultimo troverà un altro atomo con quella nuova sensibilità di movimento e trasmetterà il movimento a questo fino a quando non ha raggiunto il suo massimo movimento, quindi si stacca e così via fino a quando l’atomo magnetico non ha ha raggiunto la sua pulsazione minima. Ma poiché la sua pulsazione è eterna, si rialzerà e l’intero processo ricomincerà. In questo modo ha scoperto che l’atomo magnetico è quello che dà movimento a tutti gli altri. Riuscì a isolare questi atomi dal magnetico dimostrando che non si sarebbero più mossi senza il contatto con l’atomo magnetico. Poteva anche dimostrare che era responsabile di tutte le variazioni degli atomi di tutta la materia.

Da queste sperimentazioni ha sviluppato un apparato che gli ha permesso di regolare le vibrazioni atomiche magnetiche. Fu così in grado di controllare l’energia della questione. Tentò di sintonizzarsi su una questione diversa per vedere se poteva conoscere la loro vibrazione esatta. Ci riuscì e così, lasciando l’apparato per un giorno intero sintonizzato sulla vibrazione di una certa materia, il giorno successivo l’apparato aveva leggermente modificato la sua frequenza vibratoria, e così aveva fatto la faccenda stessa. La materia sembrava ora avere una struttura diversa, più simile a quella corrispondente alla nuova vibrazione. Attraverso vari esperimenti si rese conto che in questo modo avrebbe potuto cambiare una questione in un’altra.

Con il suo apparato ha identificato l’esatta vibrazione degli atomi di un melo e di un pesco. Accordò l’apparato sulla vibrazione del pesco e iniziò a sollevarlo entro 8 ore alla vibrazione dell’albero di mele. Ha quindi lasciato il pesco con la vibrazione del melo per un periodo di 16 giorni. Dopo questo periodo il pesco era diventato un melo. Con questa tecnica ha anche trasformato la coda di un topo nella coda di un gatto. La trasformazione ha avuto bisogno di 4 giorni per avvenire, e dopo quel tempo la coda ha iniziato a diventare di nuovo una coda di topo, ma poi è caduta e il topo è morto. Gli atomi della coda non avevano resistito all’alterazione. In un altro esperimento ha cercato di curare un coniglio ferito. Ha analizzato la vibrazione dell’osso ferito rispetto a quella di un osso sano. La vibrazione della salute è stata interrotta esattamente dove il coniglio è stato ferito. Quindi sintonizzò la sua macchina sulla frequenza vibratoria dell’osso sano e la applicò vicino alla zona lesa. Gli atomi iniziarono a riprodursi e le due parti sane dell’osso iniziarono a crescere insieme fino a quando non vi fu continuità nelle vibrazioni dell’area lesa. In questo modo la materia alterata tornò normale e la febbre scomparve. Spiega la febbre in questo modo: a causa dell’interruzione della vibrazione della materia malata, gli atomi sani circostanti aumentano la loro vibrazione a causa della perdita di assorbimento della materia malata. Non appena viene reinstallata la normale continuità di vibrazione, la febbre si interrompe.

Ha quindi cercato di fondere i metalli a distanza e durante questi esperimenti ha scoperto che più un atomo è veloce, più attira un altro atomo. Con il suo apparato produceva vibrazioni atomiche di atomi veloci che lungo la loro strada attiravano atomi magnetici dall’etere, formando una sorta di canale. Più forte è la vibrazione, più lungo è il canale. Ma il canale fu disturbato dagli altri atomi non magnetici, quindi risolse il problema creando cinque canali nella stessa direzione formando una sorta di tubo che era vuoto all’interno. All’interno del tubo creò un altro canale che era sintonizzato con gli atomi di la questione che voleva eccitare. Con questo metodo era in grado di sintonizzarsi sulla vibrazione della bomba atomica “Bikini” per neutralizzarla, ma un ritorno non pianificato delle vibrazioni ha perforato l’apparato e ha dovuto interrompere l’esperimento di neutralizzazione della bomba. Comunque, dice che a causa dell’assorbimento delle vibrazioni nel canale l’esplosione è stata meno forte. Nel 1946 fonde con successo del metallo a distanza in presenza di un giornalista. Trasmetteva anche energia elettrica attraverso atomi di luce. Una volta è riuscito ad assorbire energia elettrica puntando la sua macchina verso linee ad alta tensione. Da questi esperimenti ha potuto capire che l’elettricità è l’eccitazione degli atomi di metallo causata dagli atomi magnetici. In effetti, è riuscito a trasformare una sostanza solitamente non conduttiva in una conduttiva semplicemente eccitandone gli atomi. Le esplosioni atomiche fanno sì che gli atomi magnetici si accumulino in grandi quantità. Questi atomi magnetici creano una grande eccitazione sugli atomi circostanti causando la loro riproduzione alla massima vibrazione. I diversi raduni hanno vibrazioni atomiche diverse e creano, quando si incontrano, enormi scariche elettriche. Se gli umani proseguono i loro esperimenti sull’energia atomica, creeranno molti raduni di atomi magnetici e le seguenti scariche causeranno perturbazioni in tutto l’emisfero. Ciò provocherà anche un’alterazione dei tessuti degli esseri viventi. Sempre nel 1946, iniziò alcuni esperimenti per analizzare il sottosuolo. Ha sintonizzato il canale del suo apparato sulla vibrazione dei materiali che stava cercando di scoprire con successo i giacimenti petroliferi sotterranei e le giunture del carbone a una profondità di oltre 10.000 metri. Attraverso questa ricerca ha scoperto i legami tra metano, benzina e carbone. Successivamente è stato in grado di creare diversi idrocarburi dal semplice metano. Ha fatto varie analisi ed esperimenti per motivi e ha scoperto che i fertilizzanti chimici non funzionavano così come lo sterco di vacca. Mentre il suolo naturale avrebbe trattenuto le sostanze nutritive anche per anni, quelle chimiche avrebbero perso quasi tutte le loro sostanze nutritive e la prima forte pioggia avrebbe spazzato via tutto. Dopo un’analisi approfondita con la sua macchina dei composti esistenti nello sterco naturale (ne ha trovati molti che non sono stati trovati nemmeno da un’analisi chimica) ha creato un nuovo fertilizzante contenente le percentuali esatte di tali sostanze come nello sterco naturale; non aveva il problema dello sciacquone della pioggia come prima e le piante sarebbero cresciute per anni senza aggiungere nuovo sterco. Le piante sembravano persino più resistenti agli insetti e alle malattie.

Ha quindi fatto ricerche sulla germinazione del mais: sintonizzando la vibrazione del suo apparato su quella del mais ha scoperto il suo processo di allargamento. Era in grado di costruire una macchina in grado di mantenere costante la vibrazione degli atomi di germinazione. I suoi risultati finali furono: chicchi dieci volte più pesanti del solito, con un contenuto di glutine sei volte il solito e uno stelo tre volte più spesso.

Una volta, mentre stava analizzando le nuvole con la sua macchina, un disco volante passò tra i canali vibranti di energia magnetica atomica. La sua macchina gli ha mostrato la forma, la composizione e il principio di funzionamento del motore. Ha calcolato che la velocità era di 5000 km / h. Dopo i suoi ultimi studi sull’atomo magnetico, è stato in grado di raggrupparli in due categorie: se l’atomo inizia la sua pulsazione contraendosi, ha proprietà negative, se la sua pulsazione inizia espandendosi, allora ha proprietà positive. Ha teorizzato che se fosse possibile separare i due tipi di atomi e metterli insieme separati assorbendo atomi, si potrebbe avere una produzione continua ed eterna di energia elettrica.

Termina la prima parte del libro chiedendosi quale sia il potere che muove eternamente l’atomo magnetico.

L’atomo magnetico (seconda parte: Technics)

Nel 1954 fu visitato da alcuni scienziati italiani di grande fama che affermarono principalmente che non era possibile che un solo lavoratore con le proprie risorse potesse ottenere importanti risultati scientifici senza costosi macchinari. Uno di questi scienziati ha persino affermato che l’atomo magnetico era già stato scoperto dalla scienza.

Rispose che dal 1926 aveva studiato l’effetto del campo magnetico planetario sulla vitalità umana e sulla formazione della materia. Nel 1928 inviò parte delle sue ricerche all’Istituto Nazionale Scienze ed Invenzioni di Roma (Istituto Nazionale di Scienze e Invenzioni). La risposta che ottenne fu che i suoi studi erano troppo lontani dalle leggi fondamentali della fisica e quindi considerati inaccettabili.

Dice che la comunità scientifica ha usato il campo magnetico sin dall’inizio della ricerca in fisica nucleare. È convinto che il campo magnetico terrestre sia responsabile di molte reazioni nucleari sul pianeta. Ha sperimentalmente dimostrato che la formazione di elettricità nelle nuvole è dovuta al campo magnetico planetario: la condensazione dei vapori d’acqua è guidata in tutto il mondo dalla rotazione e quando uno strato di umidità passa sui poli i suoi atomi sono eccitati positivamente ( elettrificazione). Se c’è un altro strato inferiore di nuvole che corre nella direzione opposta (che si eccita negativamente) i due strati si attrarranno creando reazioni nucleari. Questa reazione trasforma i gas in acqua e questa è, secondo il dottor Ighina, la prova che il campo magnetico è la causa di tutte le reazioni nucleari. È convinto che senza il campo magnetico nessuna reazione possa aver luogo e quindi nessuna vita potrebbe esistere.

IL MICROSCOPIO LENTICOLARE

Negli anni tra il 1928 e il 1932 ha provato a sviluppare un microscopio potente (indispensabile nello studio della materia). Dopo anni di ricerche ha notato che se avesse ruotato alcune lenti e oculari a una certa velocità, era in grado di eliminare la rifrazione delle lenti del microscopio e, segnando i bordi delle lenti con alcune linee longitudinali e verticali, poteva ancora ottenere l’immagine dell’oggetto osservato. Per ottenere un’immagine chiara, ha dovuto trovare la relazione tra la messa a fuoco degli obiettivi e la velocità degli obiettivi rotanti. Ha inventato questa procedura perché, poiché voleva avere un ingrandimento maggiore, pensava di poter mettere diversi microscopi in serie uno dopo l’altro. Per fare ciò, doveva fare quanto segue: in primo luogo eliminare la rifrazione degli obiettivi, in secondo luogo proiettare l’immagine direttamente nell’occhio dell’osservatore. Una volta riuscito a proiettare l’immagine sull’oculare del microscopio, poteva aggiungerne un altro in serie. Dopo mesi di sperimentazione nella corretta regolazione della messa a fuoco dei microscopi e della velocità delle lenti rotanti, è riuscito a ottenere un’immagine. Il suo pensiero lo ha portato al seguente calcolo: se avesse aggiunto un secondo microscopio al primo (supponendo che tutti abbiano un ingrandimento di 200 volte) l’allargamento sarebbe 200 x 200 = 40.000 volte. Un terzo microscopio aggiunto ingrandirà 40.000 x 200 = 8.000.000 di volte. Con il quarto poteva raggiungere un allargamento di 1.600.000.000 di volte. Ed è quello che ha fatto. Ma c’era ancora un problema: tutte quelle lenti assorbivano quasi tutta la luce, quindi nessuna visione era possibile. Ha risolto questo problema passando la luce illuminante attraverso un microscopio simile a quello che aveva costruito ma senza segni sulle lenti rotanti. Con una prudente regolazione della messa a fuoco e della velocità di rotazione delle lenti dei due microscopi, ottenne che gli atomi illuminanti fossero uguali a quelli trasmessi dal microscopio osservatore, creando così un buon contrasto tra bianco e nero. Gli ci sono voluti 4 anni di lavoro per costruire questo microscopio speciale.

LA SCOPERTA DELL’ATOMO MAGNETICO

Ha cercato di osservare alcuni cristalli di magnetite per un lungo periodo di tempo senza ottenere risultati. Era particolarmente interessato al flusso magnetico, quindi ha cercato di osservare un pezzo di vetro cristallino che è stato interposto tra un magnete e un pezzo di ferro. Se ci fosse un flusso, qualcosa si depositerebbe sulla superficie del vetro. Nessun risultato.

Un giorno, mentre osservava il vetro, colpì inavvertitamente un magnete che cadde a terra passando vicino al vetro. Vide molti movimenti e lampi. Dopo lunghe osservazioni su questo fenomeno, è stato in grado di rilevare un atomo molto piccolo. Notò che l’irradiazione dei metalli radioattivi era dovuta a questi piccoli atomi che reagivano con gli atomi di metallo radioattivo portandoli al loro massimo movimento e creando uno stato amorfo della materia intorno; questa materia amorfa non permetterebbe al moto crescente di disperdersi colpendo gli atomi nell’area circostante. Questi piccoli atomi che chiamava atomi magnetici e (come detto in precedenza) erano responsabili del movimento di tutti gli altri atomi in natura. Ma la proprietà più importante di questi atomi non era solo quella di potersi unire tra loro, ma di poter aumentare il loro movimento e quello degli atomi adiacenti con la cooperazione di altri atomi magnetici. Nel frattempo osservò che tutta la materia esistente aveva la proprietà di avere un particolare movimento atomico (vibrazione) che determinava la sostanza e la forma di quella particolare materia. Pensò quindi che se avesse potuto costruire un apparato in grado di spostare il movimento atomico della materia, avrebbe potuto cambiare la struttura di quella materia. Si rese conto che questo era esattamente ciò che Madre Natura sta facendo nei cambiamenti delle sostanze vegetative esistenti sulla terra.

APPARATO PER LA PRODUZIONE DI VIBRAZIONI MAGNETICHE ATOMICHE

Come ha potuto ottenere l’unione di questi atomi magnetici? Tentò di isolarli, ma questa era una procedura pericolosa perché, una volta isolati, questi atomi avrebbero iniziato a vibrare sempre più forte fino a quando non si sarebbero divisi creando nuovi atomi che erano così potenti che non potevano essere immagazzinati perché tutte le sostanze adiacenti avrebbero sciogliersi. Dopo anni di sperimentazione è stato quindi in grado di ottenere atomi magnetici di cui poteva controllare le vibrazioni grazie alla costruzione di microelettromagneti; questo gli ha permesso di ottenere le varie vibrazioni esistenti nelle diverse materie.

Ha costruito il vibratore di atomi magnetici. In precedenza aveva notato che tutta la materia ha un campo magnetico composto da atomi magnetici e di atomi di quella materia. Questi atomi magnetici hanno creato due poli che circondavano il tutto. Costruì così un campo elettromagnetico identico a quello creato dalla natura in modo tale che il polo positivo si trovasse sempre sul terreno e il polo negativo si trovasse vicino al suolo. L’apparato sembrava una specie di palla semioval, ma questa palla doveva ruotare. Doveva quindi creare un campo identico a quello della materia da esplorare, e quindi inserire quella materia all’interno dell’apparato. Dopo la sperimentazione è stato in grado di accoppiare il campo magnetico naturale della materia con il suo campo elettromagnetico creato. Ora aveva solo bisogno di eguagliare la vibrazione del campo elettromagnetico con quella della materia. In questo modo potrebbe quindi cambiare la vibrazione della questione come gli piaceva.

Costituzione dell’apparato

L’apparato è costituito come segue: un campo elettromagnetico rotante identico per forma e polarità a quello della materia esplorata. La materia esplorata viene messa in questo campo elettromagnetico. La corrente CC necessaria per le bobine per creare il campo viene fatta passare attraverso alcuni potenziometri molto potenti. Ruotando il campo elettromagnetico e spostando il potenziometro, ad un certo punto si ottengono le stesse vibrazioni magnetiche del campo della materia esplorata. Questo fatto è evidente osservando l’amperometro e il magnetometro che mostrano un leggero assorbimento causato dagli atomi magnetici che si uniscono, a causa della stessa vibrazione, agli atomi della materia. A questo punto è facile cambiare la materia: basta regolare i due potenziometri un po ‘su o giù per cambiare le vibrazioni degli atomi magnetici e quindi degli atomi della materia. Ma non tutti gli atomi sono soggetti alla variazione: molti non lo sopportano perché si separano creando una nuova variazione che è il risultato delle due vibrazioni (quella originale e quella eccitata).

PERCHÉ ABBIAMO BISOGNO DI RUOTARE IL CAMPO MAGNETICO?

Ruotando il campo magnetico tutti gli atomi magnetici si uniscono e creano molti piccoli canali tra il campo e la materia che sono responsabili del cambiamento degli atomi della materia quando le bobine cambiano il campo elettromagnetico. Tutto ciò accade ad una determinata rotazione che deve essere scoperta insieme alle variazioni del potenziometro. Come detto in precedenza, con questa macchina e le sue teorie è stato in grado di trasformare un pesco in un melo. Da altri esperimenti sugli animali, ha potuto vedere che la letargia degli animali è causata da un’autoregolazione del loro campo magnetico per rallentare la vibrazione della materia ma mantenendo vibranti gli atomi magnetici. In questo modo gli atomi della materia mantengono sempre un piccolo movimento che può durare per lunghi periodi senza la necessità delle reazioni chimiche prodotte dall’alimentazione. Gli animali possono persino proteggersi da diversi pericoli (agenti atmosferici, agenti chimici e persino radiazioni del suolo). Poteva fare gli stessi esperimenti degli ipnotizzatori, che si sintonizzavano semplicemente sul campo magnetico delle persone cambiandolo a loro piacimento. Ogni questione, se lasciata per un certo periodo di tempo in una determinata posizione, lascia alcune tracce magnetiche in quel luogo dopo la sua rimozione. Come detto in precedenza, dopo aver sperimentato sugli animali ha concluso che il campo magnetico ci protegge e quando si verificano variazioni, ci ammaliamo.

Gli uccelli riconoscono il loro luogo di nascita dal suo campo magnetico. Una volta fece l’esperimento di spaventare tutte le rondini che vivevano intorno alla sua casa, creando quindi un campo elettromagnetico attorno ad essa. Le rondini non sono più state in grado di tornare ai loro nidi. Dopo la rimozione del campo magnetico sono tornati senza problemi.

In un altro esperimento ha creato un campo elettromagnetico simile a quello degli umani attorno a un pallone pieno di insetti che è stato inviato in aria con un altimetro e il suo indirizzo. Dopo due giorni qualcuno gli ha riportato il pallone. Era salito all’altezza di 97.000 [?] Metri, ma gli insetti erano ancora vivi. Dopo questo esperimento ne seguì un altro in cui creò un forte campo elettromagnetico attorno a una pianta. Cercando di proiettare raggi di calore, freddo, umidità, alfa e beta contro il campo, nessuno di essi è passato. Solo per variazione del campo stesso è stato in grado di proiettare alcune di queste condizioni attraverso di esso. L’ovvia conseguenza fu che introducendo nel campo qualsiasi condizione desiderasse, poteva mantenerlo così senza dispersione. Mettendo diversi oggetti all’interno di un forte campo elettromagnetico e sintonizzando il suo apparato con loro, dopo averlo lasciato acceso per alcune ore, ha misurato che ogni oggetto aveva il suo campo ma era completo ed identico al campo magnetico risultante ma in proporzioni più piccole. Questa è, secondo il Dr. Ighina, la prova della funzione e dell’influenza del campo magnetico planetario su tutta la materia e gli esseri viventi esistenti. Il radar è pericoloso per la vita perché è composto da un campo magnetico rotante e può creare una serie di atomi magnetici. Può quindi eccitare gli atomi magnetici di tutta la materia, specialmente quelli degli umani perché sono più sensibili. Attraverso la costruzione di una speciale valvola che creava raggi luminosi che conducevano elettricità, nel 1943 fu in grado di creare un’immagine televisiva diretta che non era decomposta e poi ricomposta in linee (come di solito viene fatta dai normali televisori).

Un giorno, mentre analizzava la radioattività di determinate sostanze con un contatore Muller, notò che aveva una reazione radioattiva magnetica piuttosto forte sulle motociclette che erano circolate sul circuito di Imola. Dopo alcune ricerche su questo strano fatto, ha scoperto che tutti i veicoli hanno vibrazioni magnetiche dovute a vari elementi del motore. Queste vibrazioni si scaricano sul terreno e penetrano nelle profondità per alcune decine di metri creando numerosi fori microscopici. Dopo diversi round, queste vibrazioni emesse si uniscono a quelle dei depositi di gas sotterranei. Quello che succede è che in una parte specifica del circuito il guidatore passa in una nuvola di atomi di quei gas che, attratti dalla vibrazione magnetica del motore, investiranno il guidatore e a contatto con tutte queste vibrazioni si verificherà una reazione nucleare intorno al corpo magnetico del conducente causando uno squilibrio. Ha messo in relazione questo fatto con la ben nota realtà delle cosiddette “strade della morte” in cui le persone continuano ad avere incidenti stradali senza alcuna ragione apparente. Mentre studiava la differenza tra i fertilizzanti chimici e lo sterco naturale, scoprì che quelli naturali contenevano una specie di olio vegetale che era assente nella sostanza chimica. Con il microscopio studiò così un ambiente naturale in putrefazione e vide che c’erano piccoli microrganismi che assorbivano sostanze dai composti in decomposizione. Dopo un po ‘, questi microrganismi si trasformerebbero in piccole formazioni solide di olio. Questo olio non viene lavato via come succede con i fertilizzanti chimici. Le radici delle piante, contenenti piccole quantità di sostanze acide, rilasciano queste sostanze che dissolvono l’olio rendendolo assorbibile dalle radici delle piante. Queste piccole gocce di olio entrano quindi nel sistema linfatico della pianta pulendolo da sostanze tossiche. La pianta espelle quindi queste particelle di olio tossico mediante la normale traspirazione. Mentre faceva esperimenti con il vibratore magnetico, vide un disco volante passare sul suo laboratorio e atterrare su una collina. Andò immediatamente lì e vide tre persone uscire dal piattino. Chiese loro perché erano atterrati e dissero di avere disturbi magnetici. Disse che ne era la causa, e dopo aver accettato di non parlare con nessuno dell’incontro per almeno 7 anni, ebbe la possibilità di entrare nel piattino e studiarne la propulsione, quindi portò due di loro nel suo laboratorio e mostrò loro il suo esperimento. Descrive il piattino come segue: due dischi di ferro concavi nel mezzo che formano la forma di un guscio. Erano fissati su due perni che avrebbero permesso loro di ruotare. Ai bordi dei dischi c’erano diversi imbuti: quelli superiori erano invertiti rispetto a quelli inferiori. All’interno del piattino su entrambi i lati c’erano tubi di ferro avvolti con fili di rame. Queste bobine avevano la proprietà di creare un campo magnetico sulla superficie del piattino. Durante il funzionamento, il disco superiore ruoterebbe e gli imbuti farebbero lo stesso lavoro delle pagaie in una barca. In una modalità complicata questa rotazione degli imbuti attorno al piattino darebbe movimento al piattino ed eliminerebbe la resistenza dell’aria. I due dischi potrebbero avere qualsiasi polarità magnetica si desideri. Applicando la polarità negativa sulla superficie del piattino, ciò creerebbe una repulsione con la polarità negativa della terra e quindi un movimento verso l’alto. Il contrario sarebbe fatto in caso di atterraggio. Il piattino potrebbe anche avere polarità positiva sul disco superiore e negativo su quello inferiore, o viceversa. Con questa tecnologia il piattino potrebbe raggiungere velocità di 5.000 km / h. Il movimento di accensione dei dischi è stato fornito da una batteria al nichel-cromo. Il grande problema di questo modello di piattino era che con l’alta velocità gli imbuti si scioglievano a causa dell’attrito con l’aria.

In relazione al campo magnetico planetario, dice che se si mettono due pianeti troppo vicini l’uno all’altro, l’interferenza tra i due campi magnetici rotanti causerà una loro variazione. Queste variazioni causerebbero squilibri su ogni pianeta tra le diverse sostanze con un risultato finale di esplosione dei due e creazione di molti piccoli pianeti. Questo è il risultato di un esperimento di laboratorio.

IL TELESCOPIO

Basato sulla tecnologia del microscopio, ha costruito un telescopio e ha potuto vedere acqua, montagne, vegetazione, fauna ed esseri simili agli umani sulla superficie delle lune. (Nota del traduttore: in una discussione personale con un assistente della dott.ssa Ighina, mi è stato detto che crede che il ritmo giorno-notte non dipende dalla rotazione terrestre, ma dalla rotazione del campo magnetico; inoltre afferma che nessun essere umano è mai salito sulla luna perché le condizioni lì non permetterebbero a un normale essere umano di sopravvivere per un secondo, poiché non esiste la combinazione corretta di energia solare ed energia di risposta planetaria che sono i pilastri fondamentali della vita) . Per andare su altri pianeti, dobbiamo creare lo stesso campo magnetico che abbiamo sulla terra. Mentre studiava le stelle, poteva vedere che ognuno ha il suo campo magnetico. Sintonizzando il suo apparato su quel campo magnetico, poteva sentire suoni armonici di musica e suoni simili alla voce umana. Ipotizza che con l’unione degli atomi magnetici positivi e negativi potrebbe creare una fonte di energia eterna solo usando la rotazione magnetica della terra.

“MIRACOLO SCIENTIFICO”

L’esperimento di “neutralizzazione” di un fitto agglomerato nuvoloso realizzato dallo scienziato di frontiera Pierluigi Ighina.

by

Giusy Zitoli

       The esperimento di “neutralizzazione” di un fitto agglomerato nuvoloso realizzato dallo
scienziato di frontiera Pierluigi Ighina.

La città di Milano ha ospitato l’8 e 9 Aprile il I° Congresso Internazionale di Medicina Ufficiale e Medicina Naturale organizzato dalla R.A.U. e dalla casa editrice Atlantide. Hanno aderito al convegno ricercatori e scienziati d’ogni parte del mondo, scelti fra i più innovativi in assoluto in tema di rigenerazione cellulare e riequilibrio energetico dell’Uomo e del Pianeta. Nella rosa degli “avanguardisti” spiccava il nome di Pierluigi Ighina (scopritore dell’atomo magnetico ed erede cognitivo di Guglielmo Marconi), grande ospite d’onore della manifestazione.

Durante i lavori è stata proiettata una videocassetta (registrata da una troupe di RAI 3 per la trasmissione “Report”, andata in onda il 5 Novembre 1998) che riproduceva l’esperimento in diretta della “neutralizzazione” del fitto agglomerato nuvoloso che si trovava quel giorno nel cielo di Imola, con relativa e conseguente ricomparsa del sereno nella zona atmosferica “trattata” da Ighina con l’immissione di Monopòli Magnetici.

La traslazione di energia è avvenuta tramite l’attivazione della macchina produttrice di Monopòli Magnetici – ideata e costruita dallo stesso Ighina – composta da un generatore centrale e da un sistema ad elica posizionato all’esterno del suo laboratorio, in un terreno adiacente sotto il quale sono stati sepolti quintali di purissima polvere di alluminio che ha la funzione di moltiplicare milioni di volte l’energia di ogni singolo monopòlo.

Attraverso l’uso appropriato di queste energie meravigliosamente naturali, ecco verificarsi il “miracolo” scientifico e tangibilmente reale che produce la pioggia o la neutralizza! Una scoperta che potrà risolvere il dramma infinito delle siccità e delle alluvioni che imperversano in diverse zone del mondo. Un olocausto inutile che, forse già da 60 anni a questa parte, poteva essere evitato.

Proprio in presenza dei gravi problemi di siccità verificatisi ultimamente in Italia, dal Centro Internazionale di Studi Magnetici, di cui Pierluigi Ighina è fondatore, sono stati inviati centinaia di comunicati a laboratori ed enti preposti, operanti nel contesto ufficiale, offrendo la risoluzione immediata del problema. Tuttavia, non sono pervenuti risposte né cenni di interesse ogni volta che è stato offerto l’antidoto ai terremoti, ai tornadi ed al disgregamento cellulare dell’uomo e del pianeta causato dall’esplosione di ordigni atomici e dalle radiazioni nucleari tuttora esistenti nella nostra atmosfera. Questa sorta di “congiura del silenzio” è stata denunciata anche dal Professor Giuliano Preparata (purtroppo scomparso proprio in questi giorni) fisico nucleare di altissimo livello, noto per aver condotto esperimenti d’avanguardia sulla Fusione Fredda, basandosi sugli studi di Martin Fleischmann e Stanley Pons. Fu proprio il Prof. Preparata a dichiarare che la genialità di Ighina risulta troppo scomoda per i “baroni” della scienza ufficiale che, abituati a dominare e manipolare il sistema, mai accetteranno l’intrusione di una mente talmente evoluta da stravolgere tutti i loro piani, far traballare i loro “troni” e minare le loro tanto radicate teorie.

Ciò che è stato tenuto nascosto da tempo immemore e ciò che all’uomo è stato negato come diritto di informazione e di scelta ora va svelato. L’opera di Ighina ci consentirà di strappare il velo dell’ignoranza e di conoscere l’armonia e l’intelligenza degli spazi celesti, dove la sapienza è l’alchimia pura degli elementi. L’unico interesse di chi possiede tale alchimia non è la Potenza, non è il controllo, né l’uso scellerato delle Forze, ma soltanto l’Amore. Ighina da sempre asserisce che non basta scoprire nuove fonti di energia, se non vi è conoscenza profonda degli equilibri delle Forze: “Tutto deve essere compiuto nel totale rispetto della Natura, rigorosamente controllato da una mente sapiente ed armoniosa dove scienza e coscienza sono le coordinate assolute”. Quindi, dobbiamo eliminare la scissione esistente tra scienza e coscienza, perché la separazione di queste coordinate essenziali darebbe origine – pur nell’illusoria luce di un progresso tecnologico – allo stesso meccanismo auto-degenerativo che ha distrutto e sprofondato la civiltà di Atlantide: un abuso scellerato della Conoscenza.

Pier Luigi Ighina, ricercatore originale e prolifico, per molti anni assistente segreto di Guglielmo Marconi.

Nato nel 1908 a Milano, di professione radiotecnico, nel 1936 si trasferisce ad Imola e nella sua abitazione istalla un laboratorio dalle caratteristiche assai strane, frutto delle sue particolari conoscenze che tramuta in numerose invenzioni. Ighina a 16 anni scoprì l’atomo magnetico e, attraverso una serie di fortunate peripezie, arrivò a collaborare segretamente con Marconi per almeno 10 anni. Anche dopo la scomparsa dello scienziato, Ighina ha continuato nella ricerca per tutta la sua lunga vita, basata sulla spirale che è il movimento dell’energia.

Parlando con lui ad Imola, ho potuto scoprire la parte misteriosa di Marconi, soprattutto sul raggio della morte. A Villa Marconi, Ighina riuscì per puro caso a scoprire sperimentalmente il monopolo magnetico. Dopo aver studiato a fondo il campo magnetico, generato da alcune elettrocalamite e dal quale non riusciva a concludere il suo progetto, Ighina, preso da uno strano nervosismo, mise tanta di quella corrente elettrica da determinare la bruciatura totale del congegno. La meraviglia fu tanta perché non avvenne nulla di tutto questo. Fu proprio Guglielmo Marconi a chiarire l’esperimento: era stato inventato il monopolo magnetico. Secondo la sua definizione, il monopolo magnetico non è altro che la divisione dell’atomo magnetico. A tal riguardo Ighina ha detto:

“Avevo così costatato che l’atomo magnetico è il promotore di tutti gli altri atomi. In altre parole avevo notato che l’atomo magnetico si trova in mezzo agli altri atomi per dar loro il movimento continuo. Pensai che se si fosse riusciti ad isolare gli atomi della materia dagli atomi magnetici, i primi non avrebbero più la possibilità di muoversi. E questo ottenni: gli atomi della materia isolati da quelli magnetici rimanevano fermi e la materia non si trasformava. Pensai allora che se l’atomo magnetico poteva influenzare tutti gli atomi esistenti, avrebbe anche potuto produrre tutte le variazioni degli atomi della materia. E anche ciò costatai dopo essere riuscito a regolare il movimento dell’atomo magnetico.”

Questo è l’atomo magnetico che è stato fotografato nel laboratorio di Pier Luigi Ighina nell’anno 1940, per mezzo di un microscopio atomico, con ingrandimento dell’atomo di un miliardo di volte.

Nella foto dell’atomo magnetico si vedono i cinque canaletti d’atomi assorbenti che servono a frenare l’atomo magnetico; nel centro si nota la dilatazione prodotta dalla pulsazione dell’atomo stesso.

Ognuna di queste pulsazioni produce e lancia attorno all’atomo magnetico un’energia, che nella foto è raffigurata dal sottile circoletto luminoso attorno all’atomo centrale. Il circoletto luminoso si espande a sua volta tanto da formare un circolo più grande così fino all’esaurimento della sua pulsazione. Il susseguirsi dei circoletti generati dalle pulsazioni produce l’adagiamento dei circoletti stessi uno sempre più vicino dell’altro, come a coprire e nascondere completamente, come uno scudo protettivo, l’atomo centrale. Quest’atomo è il più piccolo di tutti gli altri atomi e per legge atomica più piccolo è l’atomo più veloce è la sua pulsazione. Esso è quello che imprime a tutti gli altri atomi il loro movimento diventando così promotore di essi. (Informazioni riprese dal libro: “La scoperta dell’atomo magnetico” di P.L.Ighina).

Tornando al concetto di monopolo, ho chiesto direttamente a lui spiegazioni più dettagliate. Il signor Ighina ha così risposto:

“Il monopolo è il principio positivo o negativo dell’energia solare. L’energia solare è la parte principale della polarità; bloccandola e riflettendola, diventa negativa. L’energia solare arriva sulla Terra, viene bloccata e riflessa e quindi diventa energia terrestre. Dall’interazione dell’energia solare con quella terrestre si produce materia. Tutto qui. Semplice no?”

Ho chiesto poi come avevano, lui e Marconi, applicato la conoscenza sul monopolo. La risposta è stata immediata e scioccante:

“Difatti Marconi è morto per quello. Io ero dal ’36 che abitavo già qui ad Imola. Glielo avevo detto: ‘Mi raccomando Guglielmo, telefona se hai bisogno di fare qualche esperimento, mi raccomando…’. Lo avevo già salvato due volte. In una stavo per rimetterci la pelle anch’io. Perché lui adoperava i monopoli con facilità. E i monopoli cosa fanno? Fanno la scomposizione della materia sulla materia stessa. Lui ha fatto l’esperimento e c’è rimasto. Si, effettivamente aveva messo lo schermo magnetico, ma non era sufficiente. Quando sono andato a Roma a vederlo nella bara, ho notato che egli aveva sotto la pelle come degli gnocchetti neri. Allora ho capito che era morto perché non era più circolato il sangue. I medici avevano detto che aveva una cosa nel cuore, come la chiamano loro? Boh… Tutti dicevano che Marconi era morto di Angina Pectoris…”

Detto questo, egli ha continuato con la sua spiegazione:

“Ho portato avanti tutto quello che Marconi mi ha lasciato. I monopoli, la composizione della materia, le lumache, ecc.. Ho ripetuto tutto quello che mi diceva quando era vivo.”
Ighina mi ha spiegato poi che la materia è tenuta insieme dalla colla magnetica. Le due energie, solare e terrestre, producono la colla magnetica. Quindi la differenza sostanziale tra due materie di diversa natura consiste nel possedere più o meno energia. È come il cemento. Se nell’impasto si mette molto cemento, la materia diventa più dura; se ne viene messo poco allora si ottiene una materia morbida. Mi è nata spontanea, a questo punto, una domanda sulle energie nucleari, come tutte le energie elettromagnetiche, generate dalla nostra società attuale possono causare danni irreparabili.

Ighina, con la massima cortesia, ha dato la seguente risposta:

“Non è che disturbano. Dunque… la colla magnetica è formata da due energie, come dei fili invisibili che sono nell’aria. Se questi fili invisibili sono perturbati in continuazione da qualsiasi altra sostanza come i campi magnetici, telefoni, energia nucleare e cose similari, creano continuamente della corrosione vale a dire vanno a distruggere il campo magnetico che è poi quello che crea la colla magnetica. Ciò produce lo scioglimento della materia.”

Ho potuto visitare il suo laboratorio e tutte le varie apparecchiature da lui costruite. È stato per me un incontro proficuo, ma ho avuto netta l’impressione che il signor Ighina avesse rivelato una minima quantità delle sue conoscenze e che non avesse voluto parlare assolutamente dei suoi più importanti esperimenti. L’ultima occasione è stata la visita nel suo giardino di una macchina capace di controllare le nuvole nel cielo. Mentre aspettavamo che il cielo si aprisse per effetto dell’energia sprigionata dalla macchina attraverso le sue due pale rotanti, Ighina mi ha raccontato molti fatti, molti aneddoti sulla sua lunga sperimentazione. Mi ha infine fatto notare che sotto il terreno di sua appartenenza ha sepolto diversi quintali di polvere d’alluminio per trasformare il prato in un grande monopolo magnetico. Ho potuto dedurre poi che i suoi studi, effettuati nella collaborazione con Guglielmo Marconi, hanno portato alla seguente considerazione: unendo o separando i monopoli si può comporre o scomporre la materia.

Questi due ricercatori hanno però scelto diverse strade per promuovere le scoperte suddette. Marconi si è inserito nella logica terrestre e non si è potuto esimere dall’influenza del potere politico, economico, militare e religioso. Ighina invece è rimasto nell’ombra, consapevole che se l’umanità avesse cambiato la sua logica di vita, poteva tranquillamente esprimere le proprie conoscenze per il benessere dell’umanità stessa.

La morte misteriosa di Marconi innescò un’altra leggenda che lo volle in Sud America insieme con altri 98 scienziati (incluso il suo fedelissimo Landini) per costruire una città segreta nel cratere spento di un vulcano situato nella giungla nel sud del Venezuela. Marconi, del resto, aveva lasciato un filone di studio che, nonostante le varie situazioni contingenti, si basava sull’amore per la natura. Egli desiderava che l’uomo seguisse gli insegnamenti dei Maestri e si sforzasse di capire Madre Natura e le sue esigenze. Se questo si realizzasse, sicuramente non ci sarebbero più catastrofi e il pericolo della scomparsa della vita sulla Terra. Nikola Tesla si trovò nella stessa condizione di Marconi, ma anche lui non cedette alle lusinghe del potere. Per puri scopi propagandistici le dicerie su raggi d’ogni genere si diffusero durante la seconda guerra mondiale ed anche dopo. Ciò non toglie che alcuni scienziati avessero intuito e probabilmente realizzato veramente qualcosa che avrebbe potuto cambiare definitivamente il corso della storia. Emerge però che nei quattro personaggi citati la loro coscienza abbia evidenziato il fatto che l’uomo non era ancora in grado di usufruire una generosa sorte e perciò ognuno di loro ha trovato un rimedio adeguato per non diffondere una probabile arma globale. Sono stati amanti della vita e naturalmente codesta invenzione doveva salvare l’umanità e non distruggerla.

L’atomo magnetico – Studi, teorie, progetti e applicazioni di grandi scoperte scientifiche

by

Pier Luigi Ighina

Editore:  Atlantide Edizioni, 1999

Collana / Serie / Edizione:  ISBN 88-86064-42-X,
pagg. 62
Prezzo:  Lit. 15000
Recensito da:  Massimo Barbieri
Data:  27/12/2001

Pier Luigi Ighina,  allievo e collaboratore di Guglielmo Marconi, è uno scienziato pressoché sconosciuto al pubblico, perché le sue scoperte ed invenzioni non hanno ottenuto alcun riconoscimento dalla scienza ufficiale ma che, qualora fossero prese in considerazione, potrebbero (secondo il Reiki master Giuseppe Zanella, che ha curato l’introduzione del libro) cambiare radicalmente la vita dell’uomo. Nel libro, suddiviso nelle due sezioni teoria (I) e tecnica (II), l’Autore descrive le sue ricerche nel campo della fisica dell’atomo, in particolare la scoperta dell’atomo magnetico.

Pier Luigi Ighina, student and assistant to Guglielmo Marconi, is a scientist almost unknown to the public, because his discoveries and inventions have not obtained any official recognition by science but which, if taken into account, could (according to the Reiki master Joseph Zanella, who took care of the introduction of the book) radically change human life. In the book, divided into two sections theory (I) and technical (II), the author describes his research in the field of physics of the atom, in particular the discovery of the magnetic atom.

Ighina affronta lo studio dell’atomo da una prospettiva alquanto diversa rispetto agli altri ricercatori; infatti invece di sottoporre l’atomo all’azione di potenti campi magnetici o di particelle ad alta energia, decide di contenere il suo movimento utilizzando altri atomi, definiti assorbenti, che impediscono agli atomi luce e a quelli esterni di interferire nell’osservazione.

Attraverso questo “geniale” accorgimento e mediante il microscopio atomico lenticolare di sua invenzione, Ighina è riuscito a classificare varie categorie di atomi in base alle loro differenti pulsazioni.

Un concetto importante che l’Autore intende sottolineare è che “l’atomo non oscilla, ma vibra, non si può dividerlo, sarebbe però possibile dividere la sua energia ma non l’atomo stesso”. La scoperta dell’atomo magnetico avviene casualmente come scrive lo stesso Ighina: “ero intento a queste prove quando, spostando inavvertitamente una calamita lì vicina, vidi che tutti gli atomi in osservazione e i cataletti di assorbimento si erano messi vertiginosamente in movimento scomparendo poi in una massa luminosa”. L’atomo magnetico (vedi foto) è il più piccolo rispetto agli altri atomi, possiede una pulsazione più veloce ed inoltre ha la caratteristica di “imprimere il movimento a tutti gli altri atomi, diventando così il promotore di essi. Una delle apparecchiature costruite da Ighina, il regolatore di vibrazioni atomiche magnetiche, si basa proprio sull’energia dell’atomo magnetico e più precisamente sulla variazione della frequenza di vibrazione della materia con la trasformazione della stessa.

Con questa energia è possibile, a detta dell’Autore, guarire qualsiasi malattia, fondere i metalli a distanza, produrre energia elettrica, neutralizzare le radiazioni, investigare il sottosuolo alla ricerca di giacimenti petroliferi  o falde acquifere, aumentare i raccolti agricoli ed altro ancora.

È indubbio che il campo magnetico sia fondamentale per la vita sulla Terra, ma la scoperta di come sia possibile la trasformazione della materia e la produzione di monopoli magnetici risulta piuttosto difficile da credere. Se così fosse, ci troveremmo di fronte alla chiave di comprensione della natura e dei suoi meccanismi.

Nella foto, scattata da P.L. Ighina nel 1940 con il microscopio atomico lenticolare, viene ripreso l’atomo magnetico, con i cinque cataletti di atomi assorbenti. L’atomo produce una pulsazione che si espande dal centro ed è rappresentata da un sottile circoletto luminoso.

           RELAZIONE SUGLI AVVENIMENTI DI IMOLA DEL GIORNO MARTEDÌ
( 12 SETTEMBRE 1972 )

Dott. Alberto Nigi

PREMESSA

Ciò che segue rappresenta la sintesi dì quanto, assieme ad un gruppo di amici, ho personalmente ricavato dall’incontro e dai colloqui con Pier Luigi Ighina. Questa relazione vuole anche essere un resoconto particolareggiato delle esperienze vissute da me e dal gruppo che mi accompagnava ad Imola, (presso la fattoria di Via Romeo galli, 4) il giorno martedì 12 settembre 1972. Essendo testimone diretto (costantemente affiancato da coloro che mi accompagnavano) ho riportato tutto quanto mi è parso più importante e significativo dei fatti accaduti nel corso della mia permanenza sul posto.

BACKGROUND

What follows is a summary day since, along with a group of friends, I personally derived from and discussions with Pier Luigi Ighina. This report will also be a  detailed report on the experiences lived by me and by the group that accompanied me in Imola (at the farm of Via Romeo, 4) the day Tuesday, September 12, 1972. Being witness direct (constantly flanked by those who accompanied me) I have given everything to me it seemed more important and significant events during my stay on the spot.

SITUAZIONE

Pier Luigi Ighina parla di un suo accordo con i pi1oti di una “cellula magnetica spaziale cosmica” (disco volante – UFO) comandata dall’extraterrestre “Scegustori”. Sulla base di tali accordi egli si era fiduciosamente prefisso, tramite appositi dispositivi da lui stesso realizzati (“stroboscopio magnetico”), di creare un corridoio elettromagnetico a forma di spirale conica rivolta verso l’alto ed ortogonale al piano tangente alla sfera celeste nel punto zenitale. Tale corridoio doveva servire per due scopi ben precisi:

SITUATION

Pier Luigi Ighina speaks of his agreement with pilots of a “cosmic magnetic space cell ” (flying saucer – UFO) commanded by the extraterrestrial “Scegustori.” Based on these confidential agreements he had  made a “magnetic stroboscope” , to create a electromagnetic spiral-shaped conical corridor side up and orthogonal to the plane tangent to the celestial sphere at the zenith. This corridor was to serve for two very specific purposes:

1) Doveva servire da “sentiero magnetico” per l’avvicinamento a terra del “disco volante”, il quale, com’è spesso ricordato da vari studiosi anche ufologi, funzionerebbe e si muoverebbe sfruttando l’energia elettromagnetica del campo terrestre secondo le cosiddette rotte ortoteniche.1

1) It had to serve as “magnetic path” for approaching a land of “flying saucer”, which, as is often stated by several scholars also ufologists, work and move by exploiting energy electromagnetic field so-called second land routes  (ley lines).1

2) Doveva erigere una cortina di energia protettiva nei confronti dell’ambiente circostante poiché la “cellula magnetica cosmica” in questione avrebbe emesso energia magnetico-luminosa ad altissimo potenziale, in grado di disintegrare la materia fino ad un raggio di trecento metri. Tuttavia, secondo quanto affermato dallo stesso costruttore, il campo magnetico creato dallo “stroboscopio magnetico” avrebbe determinato ripercussioni fino ad un raggio di trenta chilometri. Insomma, il suo flusso avrebbe influenzato tutta la zona circostante provocando fenomeni insoliti in tutte le apparecchiature elettriche. Si pensava persino che le automobili non sarebbero riuscite a partire a causa, come affermato dallo stesso Ighina, della “staticizzazione del magnete”.2 Avrebbero poi potuto verificarsi fenomeni strani di natura meteorologica, coinvolgenti una vasta area territoriale fino a varie città circostanti.

Questo macchinario di Ighina, chiamato appunto “stroboscopio magnetico”, aveva il compito di opacizzare da un certo punto in poi l’energia emessa dal “disco volante”, bloccandola e limitandola ad un raggio di qualche metro in modo da permettergli di mostrarsi al pubblico per essere osservato e fotografato.

Probabilmente, secondo quanto comunicato dagli extraterrestri, non era tecnicamente opportuno che il “disco volante” appoggiasse definitivamente a terra, ma doveva soltanto librarsi all’altezza dello “stroboscopio magnetico”. Probabl1mente il “disco volante” per atterrare avrebbe dovuto disattivare la sua energia onde non creare una distruzione totale per un raggio abbastanza vasto. Inoltre, poiché tale energia costituirebbe il guscio protettivo di queste astronavi, disattivandola la navicella rimarrebbe indifesa e quindi vulnerabile. Insomma, secondo le dichiarazioni di Ighina, quando l’atterraggio è preannunciato non è prudente eliminare tale energia protettiva, perché il “disco volante” si sottoporrebbe al rischio di essere colpito o catturato da qualche insulsa potenza militare terrestre.

Pier Luigi Ighina ha sempre avuto una particolare disposizione allo studio della fenomenologia elettromagnetica e molta capacità nella esecuzione di meccanismi attinenti. Ma, stando a quanto egli racconta, molte informazioni e suggerimenti g1i sono giunti direttamente dalle intelligenze extraterrestri, vivamente interessate da queste sue attitudini e dalla profondità delle sue intuizioni in quel settore tecnico-scientifico. È naturale però che non gli avrebbero rivelato numerosi ed importanti segreti sull’elettromagnetismo se non fossero stati più che sicuri della sua integrità morale, del suo buon temperamento semplice e cordiale di pacifista. Ighina racconta che il suo incontro con gli extraterrestri è avvenuto quasi dieci anni prima, sul monte Castellaccio presso Imola. Oggi egli è convinto di essere un “programmato” e che il suo compito sia quello di portare avanti una missione importante, quella di rigenerazione dell’umanità nel bene. Egli, dunque, avrebbe il compito di gettare il seme atto a germogliare nel cuore degli uomini per renderli migliori. Se gli uomini non cambieranno e non si adegueranno al ritmo vitale della natura invece di distruggerla, afferma Ighina, essi dovranno soccombere di fronte alla finale azione purificatrice dei Messaggeri della Armonia Cosmica. Anche prima però Ighina si era mostrato eccezionale ed abi1issimo nella sua professione di tecnico. Si dice che riuscisse ad individuare i guasti nelle apparecchiature elettriche senza bisogno di alcuna strumentazione. Sembra che gli bastasse soltanto la punta delle dita per scoprire il punto e la natura del guasto. Si racconta che da piccolo gli nascondevano per casa delle calamite e lui, tramite la sua sensibilità magnetica, ad una ad una le trovava tutte.

Ighina afferma, poi, che è stata la Madonna ad ispirarlo nello studio dei fenomeni elettromagnetici. Egli sostiene che proprio nell’elettromagnet1smo sta il nocciolo dell’esistenza e della natura. Ma Pier Luigi Ighina, un uomo buono come il pane e semplice come un fanciullo, per quanto infaticabi1e resta pur sempre un uomo. Pur lavorando persino nelle ore notturne assieme ai suoi validi col1aboratori e dietro le precise istruzioni provenienti dal cielo si è accorto di essere rimasto indietro nella costruzione del meccanismo progettato. I tempi sono stati accelerati, la costruzione si è fatta quasi frenetica e conseguentemente frettolosa.FATTI

Vediamo, ora, che cosa realmente è accaduto ad Imola il giorno martedì 12 settembre 1972 nei campi della fattoria di Ighina che si trova in Viale Romeo Galli, 4, ove egli ha sistemato il suo laboratorio. Lunedì 11 Settembre, alle ore ventuno, arrivato ad Imola in compagnia di alcuni amici, lo trovo mentre sta lavorando accanitamente. Tuttavia, per il suo carattere fraterno, per il suo spirito familiare di buon romagnolo, perde tempo prezioso in una calorosa accoglienza. Ci fornisce ampie spiegazioni sulla natura e il funzionamento di alcune macchine da lui realizzate. Alle ore ventidue decidiamo di lasciarlo lavorare in pace e ce ne andiamo a cena. Torniamo al laboratorio quando già le 23.30 preannunziano l’arrivo del fatidico 12 settembre. Ighina sta ancora lavorando. Noi lo osserviamo mentre si dà da fare in mezzo ai suoi stranissimi congegni. Ci avvisa che prima del mezzogiorno dell’indomani non avrebbe dato via all’esperimento. Per le lancette dei nostri orologi scocca già l’una di notte ed è già il 12 settembre. Noi ce ne andiamo a dormire mentre egli resta lì a lavorare, assieme ad alcuni fra i suoi più infaticabili e fedeli collaboratori.

La mattina del 12 settembre ci alziamo un po’ tardi. Sono già passate le 10.30 quando arriviamo al laboratorio. Nutriamo la speranza che i lavori vengano ultimati in tempo, ma veniamo informati che restano ancora da eseguire gli ultimi ritocchi. Il lavoro è ritardato del continuo arrivo dei visitatori che in verità sono numerosi e provengono dalle più varie città italiane. C’è chi viene anche dall’estero. Ighina si perde a parlare con tutti, ma il suo lavoro sembra ormai ultimato: è quasi mezzogiorno. Il dispositivo, lo “stroboscopio magnetico” comincia a funzionare, ma ha bisogno di almeno tre ore d’alimentazione per accumulare le cariche capaci di creare il campo energetico ottimale. Il primo inconveniente, assai banale, si verifica poco dopo le 12,30. È la puleggia di un motorino elettrico che non funziona bene. Si tratta di una cosa da nulla, ma richiede tempo perché deve essere sostituita. Bisogna togliere la vecchia, mandare a prendere la nuova e rimontarla. Intanto Ighina annuncia che il “disco volante”, ha comunicato di trovarsi già a quattromila metri d’altitudine e che sarebbe sceso non appena lo “stroboscopio magnetico”, funzionante, avesse determinato il campo magnetico fino alla condizione ottimale atta alla discesa.

Intanto, da fuori, arriva la notizia che ventisette RADAR dell’Aviazione Militare sono puntati sull’oggetto volante. Poco dopo, due reattori caccia militari sorvolano a bassa quota la nostra zona e poi puntano decisi verso l’alto. Non si è fatto caso se si trattasse di aerei italiani o americani o francesi, ma sicuramente appartenevano alle forze NATO. Intanto in casa di Ighina, tra i visitatori c’è anche un alto funzionario di polizia. Sappiamo che fuori, per strada, gironzolano carabinieri in borghese. Ma il laboratorio è aperto a tutti: lì non ci sono veri e propri segreti e anche le spie perderebbero la loro caratteristica di spie, diventando semplici osservatori come tutti gli altri. Secondo me, l’unico vero segreto è quello che è racchiuso nella mente di Ighina, che lui dice di aver ricevuto dagli extraterrestri e che lui non può rivelare perché l’umanità, oggigiorno così perversa, non ne farebbe altro che strumento di guerra e di distruzione. In effetti, il segreto è molto semplice, ma consiste nel più grande enigma che attualmente si presenti alla problematica delle scienze fisiche: polarizzare univocamente un campo elettromagnetico, separandone le cariche ed usando indifferentemente e separatamente le positive o le negative. È forse nell’essenza di questo principio che si cela la risoluzione del problema del1’antigrav1tà e forse anche dell’antimateria. È forse questa la strada per giungere a quanto già era stato scoperto da Ettore Majorana nel 1938 prima della sua misteriosa scomparsa. A questo punto ci sembra lecito pensare che anche Ettore Majorana sia stato invitato dagli Extraterrestri a collaborare con loro nel segreto di una delle loro numerose basi sparse, come sembra, sulla Terra. Ighina sostiene che quando la coscienza dell’uomo sarà mig1iore (se sarà in grado di migliorare), allora lui rivelerà i1 suo segreto. Solo allora l’uomo romperà quello schermo negativo che lo rende cieco e potrà armonizzare con la natura, capirne i segreti e quindi dominarla rispettandola.Sono già le ore 13: il cielo si rannuvola sempre più e si preannuncia cattivo tempo. Ighina però, con un sorriso divertito dice che ciò non ha importanza e di non temere. Si dice, infatti, che egli sia in grado di richiamare o allontanare i temporali. Allora, la famosa danza della pioggia degli indiani d’America non era altro che la creazione di un campo magnetico particolare? Ovvero di un campo magnetico di segno opposto a quello delle nuvole e delle particelle umide dell’aria, di modo che esse si radunavano e si condensavano al punto da provocare la pioggia?

Sono già 13 ore: il cielo è sempre più [rannuvola [e predice il maltempo. Ighina, tuttavia, con un sorriso divertito dice che questo non è importante e non preoccuparsi. Dicono, infatti, che è in grado di ricordare o rimuovere i temporali. Quindi, la famosa danza della pioggia degli indiani d’America non era semplicemente la creazione di un campo magnetico? O di un campo magnetico di segno opposto a quello delle nuvole e dell’aria bagnata, in modo che si formino e si condensino per causare la pioggia?

Mentre tutti i dipendenti sono impegnati nella riparazione del fallimento della puleggia, Ighina è disponibile al pubblico e piega le sue teorie sull’elettromagnetismo con tutte le loro varie applicazioni. Guarda quindi i risultati ottenuti in varie esperienze: chicchi di mais come quelli grandi mais, pesche tre grandi del normale e così via, che ci vengono distribuite foto.Mentre tutti i dipendenti sono impegnati nella riparazione del fallimento della puleggia, Ighina è disponibile al pubblico e piega le sue teorie sull’elettromagnetismo con tutte le loro varie applicazioni. Guarda quindi i risultati ottenuti in varie esperienze: chicchi di mais come quelli grandi mais, pesche tre grandi del normale e così via, che ci vengono distribuite foto.

Ighina ci mostra anche alcune ampolline piene di polvere e di varie pietruzze lunari, che chissà dove potrà mai aver preso. Egli sostiene di aver utilizzato un certo apparecchio da lui costruito, ma probabi1mente qui gli Extraterrestri ne sanno qualcosa… Naturalmente quelle ampolline non sono in cassaforte, ma lì, abbandonate su un tavolo, a vista di tutti, senza, barriere, reti o congegni antifurto. Nessuno si sognerebbe di rubarle perché nessuno ci crede sul serio che sia davvero materiale lunare perché dicono che Ighina è “matto”. Allora, secondo me, se Ighina è un “matto” è comunque un “matto”che parla e agisce come un saggio e tanto dovrebbe bastare.

Finalmente alle 18,30 circa lo “stroboscopio magnetico” entra in funzione definitivamente: due pale simili a quelle di un elicottero cominciano a girare lentamente. Numerose lampade applicate alle due pale girevoli diffondono la loro luce accecante, intermittente e ritmica. Quelle luci diventano sempre più accecanti, man mano che cala la sera. Finalmente verso le 18.30 lo “stroboscopio magnetico” inizia a funzionare definitivamente: due pale simili a quelle di un elicottero iniziano a girare lentamente. Molte lampade hanno applicato due lame rotanti per diffondere la loro luce accecante, intermittente e ritmo. Quelle luci diventano sempre più accentuate al calare della sera.

Come si è detto occorrono almeno tre ore per ottenere la carica elettromagnetica sufficiente a formare la spirale d’energia magnetico-luminosa sufficiente a forare il campo magnetico terrestre artificiale per aprire un varco alla “cellula magnetica spaziale cosmica” (disco volante). Insomma, doveva trattarsi di una specie di “trapano magnetico” e la sua energia doveva accumularsi nella punta e poi esplodere come un sole di mezzogiorno nella notte. Poi il disco sarebbe sceso. Ma occorrevano ancora tre lunghe interminabili ore. Intanto assistiamo a fenomeni strani. Nella cortina di nubi che prima si erano accumulate nel cielo, si apre uno spiraglio a forma circolare proprio a perpendico1o sullo “stroboscopio magnetico” in attività. In poco tempo tutte le nuvole si allontanano, allargano sempre di più questo “buco” nel cielo sopra di noi e poi spariscono definitivamente dietro l’orizzonte. Alcuni stormi di rondini, come impazzite, cominciano a volare in tondo, vorticosamente, sopra lo “stroboscopio magnetico”, poi, dopo acuti garriti fuggono senza più farsi vedere. Intanto cala la sera.

Come abbiamo detto, ci vogliono almeno tre ore per ottenere il campo elettromagnetico sufficiente a formare l’energia magnetica a spirale abbastanza luminosa da perforare artificialmente il campo magnetico terrestre da aprire una porta alla “cellula dello spazio cosmico magnetico” (disco volante). In breve, doveva essere una specie di “trapano magnetico” e la sua energia doveva accumularsi in punta e poi esplodere come un sole di mezzogiorno nella notte. Quindi il disco verrebbe lasciato cadere. Ma servivano ancora tre lunghe interminabili ore. Intanto vedo strani fenomeni. Nella cortina di nuvole che si erano accumulate per prime nel cielo, si apre una finestra circolare a forma perpendicolare precisamente sulle attività dello “stroboscopio magnetico”. In breve tempo tutte le nuvole partono, estendono sempre più questo loro “buco” nel cielo sopra di noi e poi scompaiono definitivamente dietro l’orizzonte. Alcuni stormi di rondini, come [impazzite], iniziano a volare in tondo, [vorticosamente], sopra lo “stroboscopio magnetico”, quindi, dopo essere fuggiti senza [garriti] acuti, si vedono più. Intanto cala la notte.

Tra gli astanti c’è molta agitazione: non mancano i giornalisti avidi di qualche improvviso accadimento, ma la macchina continua febbrile se pur monotona il suo lavoro. Si sente dire che non manca molto al finale e che tutto procede bene. La luce accecante dello “stroboscopio magnetico” con la sua intermittenza a frequenza abbastanza elevata, provoca uno strano effetto ottico. Ogni cosa in movimento sembra procedere a scatti e se camminiamo sembra che il terreno ci traballi sotto i piedi. L’attesa è paziente, ma snervante. Anche se il freddo umido pizzica la pelle sotto i vestiti un po’ troppo estivi, ci si fa reciprocamente coraggio. Il freddo arriva a sopraffare anche gli espedienti improvvisati. I pigiami infilati sotto il vestito proteggono per quello che possono. I vestiti di panno fanno più caldo, ma si inzuppano per l’umidità. I giubbotti di incerata non fanno passare l’umidità, ma ti lasciano in un freddo cane. Abbastanza caldi, ma poco pratici, i plaid da pic-nic usati come mantelli. Si deve ammettere che la situazione è così interessante da essere una notevole esperienza, malgrado tutto. Nell’erba umida e nella terra morbida dei campi, i pezzi di polistirolo espanso vengono posti sotto i piedi come un’intercapedine isolante e alcuni giornali avvolti alle gambe danno un po’ di sollievo. Lo “stroboscopio magnetico” continua a funzionare. L’attesa si fa davvero snervante e la speranza è al culmine. Sono già le 22.20. Ighina avverte che è necessaria un’altra ora di attività. Arrivano le 23.30. Molti non hanno resistito al freddo e si sono rifugiati all’interno del laboratorio, mentre altri si sono infilati nelle proprie auto. In molti la speranza comincia a cedere, ma moltissimi restano fuori a scrutare il cielo. Anch’io, col mio gruppo di amici, resto fuori. Stiamo lì, attenti, con macchine fotografiche e cineprese puntate, pronte all’uso. Saremo gli ultimi ad andarcene. Mentre continuiamo a tenere gli occhi fissi sullo “stroboscopio magnetico” che pulsa febbrilmente la sua luce ed il suo flusso magnetico, alcune persone arrivano eccitate da non molto lontano nei campi, dove la luce del dispositivo non rendeva difficoltosa l’osservazione del firmamento. Dicono di aver notato nel cielo un puntino luminoso di colore bianco stellare un po’ più grande di una comune stella che, durante la sua traiettoria, aveva rallentato la velocità diventando rosso per poi sparire. Dopo alcuni minuti ne avevano visto un altro (forse lo stesso poi ricomparso) che aveva percorso una traiettoria ad “esse” senza però cambiare velocità e colore. Un altro gruppo di persone, da un altro punto del campo, gridano puntando il dito verso il cielo un po’ in basso verso l’orizzonte: un disco luminoso compie nel cielo un brevissimo arco di parabola e subito scompare. La sua dimensione poteva essere paragonabile a quella della Luna. Intanto lo “stroboscopio magnetico” continua a ruotare febbrilmente e a pulsare il suo ritmo magnetico. Il tempo passa. Ighina e i suoi collaboratori cominciano a disperare riguardo la riuscita piena dell’esperimento e quindi circa l’atterraggio del “disco volante”. Gli operatori sostengono che se la condizione non è ottimale il “disco volante” non scende. Dicono che il congegno in funzione non ce la fa a perforare. Poi Ighina si accorge che qualcosa non va nel funzionamento del dispositivo. Infatti, la spirale conica di energia (così lui ci spiega) invece di condensare il suo potenziale sulla punta, la disperdeva qua le là in piccole punte secondarie disseminate sulle spire. Così il difetto è presto scoperto: le pale girevoli non sono perfettamente in asse, la loro inclinazione non è quella giusta e il cono d’energia ne fuoriesce irregolare. A molti è parso di “vederle” queste spire di energia avvitarsi nell’aria, ma così ad occhio nudo potevano sorgere molti dubbi. Io posso dire di esserne certo, avendo osservato lo “stroboscopio magnetico” attraverso le lenti di occhiali da sole polaroid: mi era anche sembrato di vedere come degli scoppiettii di luce lungo dette spire. Molti asserivano che poteva trattarsi di un’illusione ottica. Allora, però non si può spiegare perché alcuni le vedevano queste “illusioni” e altri no. E questo anche tra i bambini che notoriamente sono la voce della

Ormai siamo rimasti solo noi nel campo, lì, davanti allo “stroboscopio magnetico”. A questo punto ci sembra inutile continuare l’osservazione del cielo. Sono rimasto io, da solo, a guardare lo “stroboscopio magnetico” da vicino, fintanto che le sue luci non si sono spente e le sue pale hanno smesso completamente di ruotare. Poi si spenge tutto, davvero definitivamente. Ormai è già l’una e mezza della notte, è già mercoledì e siamo giunti al 13 settembre. Ighina ci appare più stanco che abbattuto: ha un certa età e le notti in bianco si fanno sentire. Egli semplicemente si scusa dell’insuccesso finale del suo esperimento. Era riuscito quasi tutto bene: forse il “disco volante”, quel puntino che era stato osservato mentre vagava nel cielo, era pronto a scendere, ma, ironia della sorte, una banale imperfezione nel meccanismo dello “stroboscopio magnetico” lo ha impedito. “Pazienza!”, dicono i vari operatori e affermano fiduciosi che le Intelligenze del Cosmo si manifesteranno in una prossima occasione. A quando, dunque, il prossimo esperimento? Ci sono tante prospettive in programma, cose strabilianti, affermano gli operatori. Ma adesso Ighina è stanco, ha bisogno di dormire, di riposarsi, almeno per un mese di fila. Egli sostiene che gli extraterrestri lo aiuteranno ancora e che la prossima volta lavorerà con più calma e non fallirà. Intanto, anche in questo breve periodo di riposo, l’affetto e la solidarietà dei suoi collaboratori e amici lo accompagneranno ugualmente col proposito di aiutarlo e sostenerlo nel futuro per la sua missione di pace e di fratellanza tra gli uomini.

Ormai eravamo solo noi nel campo, lì, davanti allo “stroboscopio magnetico”. A questo punto sembra inutile continuare l’osservazione del cielo. Ero solo a guardare da vicino lo “stroboscopio magnetico”, purché le sue luci non fossero spente e le sue lame cessassero completamente di ruotare. Quindi [spenge] tutto davvero in modo definitivo. È già l’una e mezza della notte, è già mercoledì e siamo arrivati ​​al 13 settembre. Ighina ci appare più stanca che abbattuta: ha una certa età e si sentono notti bianche. Scusa semplicemente il fallimento del suo esperimento finale. Ci riuscì quasi tutto bene: forse l’UFO che fu osservato mentre [vagava] nel cielo, era pronto a cadere, ma, ironia della sorte, una banale imperfezione nel meccanismo dello “stroboscopio magnetico” ha impedito. “Pazienza!”, Dite i vari operatori e confidate che l’intelligenza di Cosmo avverrà in un’occasione futura. Quando, quindi, il prossimo esperimento? Ci sono molte prospettive nei tempi previsti, cose straordinarie, dicono i commercianti. Ma ora Ighina è stanca, ha bisogno di dormire, rilassarsi, almeno per un mese di seguito. Sostiene che l’aiuto extra e che la prossima volta lavorerà con più calma e non fallirà. Nel frattempo, anche in questo breve periodo di riposo, l’affetto e la solidarietà dei suoi collaboratori e amici accompagnano gli stessi per quanto riguarda l’aiuto e il sostegno in futuro per la sua missione di pace e fratellanza tra gli uomini.

RISPOSTA DEI COLLABORATORI DI IGHINA AD UN’OVVIA OBIEZIONE 

Domanda: “Che bisogno hanno gli Extraterrestri di ricorrere ad Ighina? Non sono più progrediti di noi? Allora non possono fare da soli?”

Risposta: “Evidentemente gli Extraterrestri non ritengono opportuno fare da soli. Infatti essi si servono di operatori e di programmati terrestri, i quali agiscono per loro diretto consiglio e ammaestramento. Ighina è un programmato. Ma anche gli operatori ed i programmati possono fallire. Infatti, gli errori umani sono imprevisti previsti. Tutti quegli errori che si verificano a causa degli operatori e dei programmati sono dovuti al fatto che gli uomini sono sempre uomini e non extraterrestri. Solo in caso di estrema necessità e per il minimo indispensabile le Intelligenze Cosmiche intervengono e agiscono direttamente. Il nostro ambiente, specie ai bassi livelli di altitudine, non loro molto favorevole. Inoltre essi sono qui per aiutarci, ma non perché gli uomini restino passivi, bensì perché raggiungano da soli, con i loro sforzi di uomini, i più alti gradi dell’evoluzione”.

RISPOSTA DEL PERSONALE DI IGHINA ALL’OBIEZIONE DA PARTE DI ALCUNI DIFENDENTI

Domanda: “Che bisogno hanno gli Extraterrestri di usare Ighina? Ci sono più avanzati? Quindi non possiamo andare da soli?”

Risposta: “Ovviamente gli Extraterrestri non ritengono opportuno fare da soli. In realtà servono gli operatori e pianificano i terreni, che agiscono su loro consiglio e l’ammaestramento diretto. L’Ighina è un programma. Ma gli operatori e i piani potrebbero fallire. In effetti, gli errori umani sono imprevisti Tutti gli errori che si verificano a causa di operatori e pianificati sono dovuti al fatto che gli uomini sono sempre uomini e non extraterrestri. Solo in casi di estrema necessità e per le informazioni minime necessarie, Cosmiche parla e agisce direttamente. Il nostro ambiente, soprattutto a bassa livelli di altitudine, non molto favorevoli. Inoltre, sono qui per aiutarci, ma non perché gli uomini restino passivi, ma perché raggiungono da soli con i loro sforzi di uomini, i più alti gradi di evoluzione. “

Dott. Alberto Nigi
Genova, 05 ottobre 1972

1 Cfr. Alberto PEREGO, Rapporto sull’aviazione elettromagnetica, Roma, 1957

Alberto PEREGO, Rapporto Perego sull’aviazione di altri pianeti, Roma, 1963
Alberto PEREGO, Gli extraterrestri sono tornati, Roma, 1970

2 Secondo quanto affermato dallo stesso Pier Luigi Ighina e dai suoi collaboratori, un prossimo esperimento, piuttosto clamoroso, dovrebbe essere quello di bloccare per ventiquattro ore (in data imprecisata) tutte le apparecchiature elettriche d’Italia al fine di risvegliare le coscienze degli uomini e spingerli ad operare per il bene, rispettando la natura ed evitando così l’autodistruzione.

3 A questo proposito è bene ricordare quanto accadde al pilota militare americano Mantell, quando volle malauguratamente avvicinarsi troppo col suo aereo ad un disco che stava inseguendo.

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