REGOLA NOVE – NECESSITA DI PUREZZA

REGOLA  NOVE
NECESSITÀ DI PUREZZA

Nel Trattato del Fuoco Cosmico questa regola si trova a pagina 1017, accompagnata da un commento molto breve:
“Questa regola è brevemente riassunta nell’ingiunzione: Che desiderio e mente siano così puri ed equamente ripartiti e la forma creata così esattamente equilibrata, che nulla possa attrarla verso il sentiero distruttivo della ‘mano sinistra’. ”
L’estrema semplicità di questa regola nella coscienza di colui che sa e la sua estrema complessità per il lettore casuale sono la ragione della brevità del commento. Esso si limita a darne i significati più semplici e più pratici, ma possiamo forse accennare ad alcuni significati più profondi.
È interessante notare come, mentre si progredisce sul Sentiero, le forme usate per impartire la verità diventino sempre più semplici, mentre il significato diventa sempre più ampio e inclusivo,risultando quindi sempre più complesso all’analisi. Si ricorre infine ai simboli e il piano cosmico è compreso grazie alla presentazione di forme geometriche all’occhio interiore dell’aspirante.
Il punto sul quale s’insiste maggiormente in questa regola è la purezza che, in ultima analisi,dipende largamente dal movente. Se l’incentivo all’azione nei tre mondi scaturisce da un desiderio personale e se l’azione è compiuta applicando la mente, la sua caratteristica è l’impurità.Se l’impulso emana da Colui che dimora nella forma, egli governa l’azione subordinandola al fine predisposto e la sua caratteristica è purezza entro i limiti del gruppo; la purezza assoluta esiste infatti soltanto quando sia raggiunta la completa libertà da ogni dominio. L’anima ha coscienza di gruppo e sotto il suo dominio e, fintanto che il corpo causale non sia stato superato e non sia raggiunta la liberazione dal suo dominio, il vero significato di purezza non sarà compreso. Basti dire che esiste una stretta connessione fra impurità e limitazione qualunque essa sia, fisica, emotiva e mentale.
Dall’aspirante non si pretende la purezza assoluta. Fra gli appartenenti ai gruppi esoterici del mondo, nessuno è finora pervenuto alla quinta iniziazione, quando il significato giunge alla coscienza in un lampo della più intensa realizzazione. Per la maggioranza, l’obiettivo da raggiungere è la purezza fisica ed emotiva, quindi principalmente la liberazione dal dominio del desiderio di natura emotiva. Ecco perché in molti libri d’esoterismo troviamo la ingiunzione, seppure così malamente espressa, “uccidi il desiderio”. Una versione più appropriata per il presente immediato potrebbe essere “riorientare il desiderio” o “ridirigere il desiderio”, poiché un costante processo di riorientamento di tutta la natura del desiderio, in modo da farne uno stato abituale della mente, è la chiave d’ogni processo di trasmutazione e di un efficace lavoro magico. Progredendo lungo il sentiero, i processi di pensiero dell’aspirante diventano più potenti e le forme pensiero, create con un preciso scopo durante la meditazione, diventano più efficaci nel produrre risultati. È quindi evidente che nell’opera magica (che deve sempre compiersi sul piano fisico) esisterà sempre la tendenza verso il “sentiero della mano sinistra”, fintanto che la coscienza dell’anima non sia stabilita in modo permanente e la purezza di movente non sia divenuta un abito mentale. Ricordo a tutti voi che leggete che lo stabilire e stabilizzare abitudini corrette è uno dei principali requisiti essenziali dell’aspirante al discepolato. Coloro che operano nel campo dell’evoluzione planetaria cercano strumenti affidabili e questo fatto non sarà mai abbastanza ripetuto, perché deve imprimersi nelle vostre menti. Coloro che cercano aiutanti, in caso di emergenza non possono fare assegna mento su individui soggetti a eccessiva instabilità emotiva o che mancano di dominio fisico. Individui con la mente annebbiata o incapaci di mantenerla “ferma nella luce”, non sono adatti a lavorare nelle sfere elevate dello sforzo mondiale.Questa osservazione non deve far desistere nessun membro di questi gruppi dal procedere,poiché il riconoscimento di un difetto è il primo passo per superarlo. Questi gruppi sono in fase di formazione e lo si deve tener presente, altrimenti ci si può sentire scoraggiati di fronte all’enunciazione di un ideale. Oggi il bisogno del mondo e l’opportunità vanno di pari passo. I Grandi Esseri, che formano una muraglia fra l’umanità e il Karma planetario, in questo momento si dice siano sottoposti a forte pressione e vi assicuro che questo è un modo assai blando di presentare la situazione. Fin dalla metà del periodo atlantideo, i pensieri degli uomini sono stati costantemente attratti verso il sentiero distruttivo o della mano sinistra, poiché l’egoismo è sempre stato il movente e l’interesse individuale il fattore predominante. Parte dell’opera di Cristo, quando venne 2000 anni fa, fu di controbilanciare questa tendenza inculcando, con l’esempio e i precetti, l’altruismo e lo spirito di sacrificio; il martirio (anche se spesso tinto di isterismo e interesse personale per i premi celesti) fu uno dei risultati di questo tentativo. Dal punto di vista della Gerarchia, lo sforzo ha avuto successo, poiché lo spirito cristiano sprona al ri-orientamento verso le cose celesti, quindi alla purezza di movente eùall’attitudine a servire; quest’ultima nota fondamentale è nuova dal punto di vista delle epoche passate.Nonostante ciò, la tendenza all’interesse egoistico è tuttora il fattore più potente, che determina quindi la situazione critica esistente fra la Gerarchia della Luce e la gerarchia che governa il sentiero della mano sinistra, ossia il sentiero sul quale forma e desiderio hanno il predominio.Nondimeno, non scoraggiatevi, poiché il pensiero spirituale, che si risolve in opera magica, di un fratello mosso da intento puro, e di gran lunga più potente di quello di molti fratelli che seguono le tendenze della personalità. Sebbene ogni vero aspirante che scorga la vastità del Piano e osservi le forze schierate contro di lui possa sentirsi sopraffatto dal senso di futilità del suo sforzo e dalla piccolezza della parte che compie, non dimentichi tuttavia che esiste un gruppo, sempre più numeroso, di individui simili a lui e che si tratta di uno sforzo di gruppo.
Secondo la legge, i Grandi Esseri operano attraverso i loro discepoli sparsi in tutti i paesi e mai prima d’ora così tanti hanno cercato di rendersi idonei a questa funzione di “Trasmettitori del Proposito” e, mai prima d’ora è esistita un’integrità interiore così forte, un tale rapporto soggettivo
fra collaboratori appartenenti a: tutti i campi in tutte le parti del mondo. Per la prima volta nella storia i Maestri dispongono di un gruppo coerente che possono usare. Finora si trovavano solo lavoratori isolati e solitari o piccoli gruppi staccati, ciò che ha grandemente intralciato il lavoro.
Ora tutto è cambiato. Esorto tutti voi a rendervi conto di questo fatto, a convalidare questo gruppo e a sviluppare il potere di riconoscere questi collaboratori ovunque si trovino, qualunque sia la organizzazione alla quale appartengono, e di collaborare con loro quando li avrete riconosciuti. Non è cosa facile e presuppone:
1. Sensibilità interiore al Piano.
2. Capacità di riconoscere i principi che governano la condotta e l’amministrazione.
3. Capacità di trascurare gli elementi non essenziali dando importanza a quelli essenziali.
4. Dimenticare ambizione e interessi personali per promuovere gli ideali di gruppo.
5. Mantenere costantemente il contatto interiore per mezzo della meditazione, trascurando
le reazioni della personalità e non dando loro importanza.
Questi sono requisiti essenziali e fondamentali, ai quali i collaboratori e gli studenti di tutti
i gruppi dovrebbero prestare attenzione.
Sarebbe utile che ogni giorno, alle cinque del pomeriggio, con un atto di volontà tutti gli studenti si collegassero con questo gruppo di servitori, mistici e fratelli che si sta rapidamente integrando. A tal fine sarà bene imparare a memoria la seguente breve dedica, che verrà recitata mentalmente a quell’ora, con attenzione focalizzata nella testa:
“Possa il Potere della Vita Unica fluire tramite il gruppo di tutti i veri servitori. “Possa l’Amore dell’Anima Una caratterizzare la vita di tutti coloro che cercano di aiutare i Grandi Esseri. “Possa io compiere la mia parte nel Lavoro Unico, dimentico di me stesso, con innocuità e giusta parola.”
Si innalzi poi il pensiero dal gruppo di servitori mondiali che si sta rapidamente formando ai Grandi Esseri che vegliano sull’evoluzione del nostro mondo. Questo può esser fatto in pochi secondi ovunque ci si trovi e in qualsiasi compagnia; non contribuirà soltanto all’opera magica delle forze della luce, ma servirà anche a rendere stabile l’individuo, ad accrescere la sua coscienza di gruppo e ad insegnarli il processo di svolgere delle attività soggettive interiori pur continuando quelle exoteriche esteriori e nonostante esse.
FORME FONDAMENTALI
La semplicità di questa regola è tale che l’intero processo d’evoluzione creativa può essere riassunto in poche parole. Sul piano mentale un’idea prende forma. Sul piano del desiderio l’energia senziente pervade quella forma. Seguendo il processo evolutivo, la forma “si gonfia e cresce”. Imprimendo la giusta direzione alla forma e mantenendola nella direzione voluta, il proposito del pensatore si compie. Tutta la vita è vibrazione e il risultato della vibrazione è la forma, densa o sottile, che diviene sempre più eterea man mano che si ascende. Con il progredire della vita che pulsa, la frequenza di vibrazione cambia e in tale mutamento di vibrazione si cela il segreto della distruzione o costruzione delle forme. In questa era della quarta ronda le forme sono di quattro
specie.
1. La forma della personalità, il veicolo di materia fisica, astrale e mentale che fornisce i
mezzi di contatto nei tre mondi. Viene ricostruita in ogni vita e la nota fondamentale della vibrazione viene stabilita nella vita precedente. Questa forma si rivela adeguata all’uomo comune
e gli serve fino alla morte. L’uomo che s’incammina sul sentiero occulto, comincia con il
veicolo di cui dispone, ma durante l’incarnazione si costruisce da sé nuovi veicoli sempre migliori
e quanto più è progredito, tanto più cosciente è il suo lavoro. Da ciò deriva la costante
agitazione e spesso la salute malferma del principiante nella vita occulta. Egli percepisce la legge, si rende conto della necessità di elevare il proprio tono e all’inizio commette spesso degli errori. Comincia a costruire a nuovo il corpo fisico con la dieta e la disciplina, invece di lavorare
dall’interno verso l’esterno. Con l’attenta disciplina della mente, usando la materia del pensiero e con la trasmutazione dell’emozione si ottengono i risultati sul piano fisico. A ciò si aggiunga la purezza fisica in fatto d’alimentazione e modo di vivere e in sette anni l’uomo si sarà costruito tre nuovi corpi attorno agli atomi permanenti.
2. La forma dell’ambiente. Questa è in effetti il processo evolutivo dell’anima gruppo involutiva. Si ricollega ai nostri contatti non solo esteriori, ma anche dei piani interiori. Dalla similarità di vibrazione deriva la coerenza. Perciò, quando un uomo eleva la propria vibrazione
e si ricostruisce completamente a nuovo, alterando di conseguenza il proprio tono, ne risulta una dissonanza nel suo ambiente con conseguente disarmonia. È quindi inevitabile che, secondo la legge, per colui che cerca di penetrare i Misteri e di applicare la legge sopraggiunga un periodo di solitudine e di afflizione, in cui nessuno può aiutarlo e l’isolamento è la sua sorte. In maggiore o minor misura questo capita a tutti, ma il totale isolamento è una caratteristica specifica dell’arhat (o iniziato di quarto grado). Egli si trova a mezza via fra la vita nei tre mondi e quella nel mondo degli adepti. Prima dell’iniziazione, la sua vibrazione non si sincronizza con nessuno dei due gruppi e, per legge, egli è solo. Ma soltanto temporaneamente. Quando l’ambiente soddisfa, allora è il caso di preoccuparsi; è indice di ristagno. L’applicazione della legge produce una totale separazione.
3. La forma del devoto. Sì, è proprio la parola giusta, poiché esprime un’idea astratta. Ogni persona, a qualsiasi stadio si trovi, ha una sua devozione, che è la sua ragione di vita e alla quale, con ignoranza, conoscenza o saggezza applica quel tanto della legge che può capire.
Può trattarsi di devozione meramente fisica, accentrata nella carne, nella sete d’oro, nei possessi concreti. Tutte le sue energie sono volte alla ricerca della soddisfazione di questa forma concreta, e così facendo impara. Le mire del devoto possono essere puramente astrali: amore
per il coniuge, il figlio o la famiglia, orgoglio razziale, amore della popolarità o qualsiasi altra brama; il devoto vi dedica tutta la sua energia, usando il corpo fisico per appagare il desiderio dell’astrale.
La forma della devozione può essere più elevata; amore dell’arte, della scienza o della filosofia, la vita religiosa, scientifica o artistica; a tali scopi il devoto consacra tutta la sua energia fisica, astrale e mentale, ma la forma è sempre quella della devozione. La vibrazione è sempre confrontata con la meta, la raggiunge, la supera e si disintegra. La sofferenza è sempre associata alla distruzione della forma e al cambiamento di tonalità. Molte vite, per migliaia di anni, sono vissute nelle vibrazioni inferiori. Con il progredire dell’evoluzione, lo sviluppo diviene più rapido e la tonalità cambia a ogni vita, mentre negli stadi iniziali la tonalità o nota può risuonare immutata per molte vite consecutive. Il Sentiero della Prova dell’uomo che si avvicina al Sentiero è cosparso di molte forme infrante e, passando da un ciclo minore all’altro, egli cambia il tono e spesso, in una sola esistenza, la sua vibrazione si eleva più volte. La vita di tutti gli aspiranti, se progrediscono con la dovuta rapidità, è quindi caratterizzata da movimento costante, da continui cambiamenti e differenziazioni, dal succedersi di costruzione e distruzione, dalla formulazione di progetti e dalla loro dissoluzione. È una vita di sofferenza continua e di frequenti urti con le circostanze ambientali, di numerose amicizie che si formano e si sciolgono, di incessante mutamento con l’angoscia che ne deriva. Gli ideali vengono trascesi in quanto tappe su un cammino verso altri più elevati; balenano visioni, ma solo per essere sostituite da altre; sogni sono carezzati, realizzati e poi messi da parte; si fanno amici che vengono amati ma lasciati indietro a seguire da lontano e con passo più lento le orme dell’aspirante che avanza con ritmo più rapido; e nel frattempo si costruisce la quarta forma.
4. La forma del corpo causale. È il veicolo della coscienza superiore, il Tempio del Dio che dimora nell’uomo, ed esso appare di una bellezza così rara e di una stabilità così certa, che quando subentra la distruzione finale anche di questo capolavoro di molte vite, amaro è il calice da vuotare e l’unità di coscienza sembra indicibilmente orbata. Conscio allora soltanto dell’innato Spirito divino, conscio soltanto della Verità della Paternità divina, rendendosi conto fin nel più profondo del suo essere della natura effimera della forma e di tutte le forme, solo nel vortice dei riti iniziatici, privato di tutto ciò che può averlo sostenuto (amico, Maestro, dottrina o ambiente) l’iniziato può ben esclamare: “Io sono quello che sono e nulla vi è all’infuori di me.” Ben può, in senso figurato, porre la mano in quella del Padre che è nei Cieli, stendendo l’altra a benedire il mondo degli uomini,poiché soltanto le mani che hanno lasciato cadere tutto ciò che esiste nei tre mondi sono libere di elargire la benedizione finale all’umanità che lotta. Egli si costruisce allora una forma secondo i suoi desideri, una nuova forma non più soggetta a distruzione, ma adeguata alle sue necessità, che può essere scartata o usata secondo le circostanze.
Di questi tempi sarà opportuno riflettere sul soggetto della forma, poiché con l’arrivo di un nuovo raggio e l’inizio di una nuova era sopraggiunge sempre un periodo di grande disgregamento, fintanto che le forme esistenti non si siano adattate alla nuova vibrazione. In questa fase d’adattamento, chi ha coltivato flessibilità e adattabilità o le possiede come caratteristica del raggio della sua personalità progredirà con minor senso di disgregamento di chi è più cristallizzato e rigido. Soprattutto ora si dovrebbe mirare alla flessibilità e alla rispondenza della forma, poiché quando Colui che adoriamo verrà, pensate forse che la sua vibrazione non causerà distruzione ove vi sia cristallizzazione? Fu così in passato, e lo sarà di nuovo. Coltivate la risponsività ai Grandi Esseri, mirate all’espansione mentale e continuate a studiare. Pensate per quanto possibile in termini astratti o numerici e, amando tutti, lavorate per ottenere la plasticità del corpo astrale. Dall’amore di tutto ciò che respira deriva la capacità di vibrare all’unisono con l’universo e dalla flessibilità astrale nascerà la rispondenza alla vibrazione del Grande Signore.
Questa descrizione del procedimento e delle forme è ugualmente vera, sia che si tratti di Dio e della sua opera cosmica di creazione, dell’anima che costruisce il suo strumento d’espressione, inconsciamente nei primi stadi o coscientemente in quelli più avanzati, del discepolo che cerca di esprimere la sua comprensione del lavoro per mezzo del gruppo e organizzando la propria vita, e dell’uomo perfetto che impara, con l’esperienza, ad accentrare le proprie forze sul piano mentale e da quel punto portare a termine il suo proposito generando e producendo le forme pensiero atte a plasmare le menti degli uomini e ad incorporare in sé quell’aspetto della Mente Universale necessario alla giusta realizzazione del frammento di Piano previsto per quell’epoca e per quella generazione.
Tutte le diverse applicazioni di questa regola potrebbero essere chiarite e ampliate, ma dobbiamo tenere ben presente il nostro problema. Siamo anime coscienti o stiamo divenendo coscienti. Con il lavoro di meditazione e l’applicazione allo studio cominciamo a operare sui livelli mentali. Creiamo continuamente delle forme, le pervadiamo d’energia e le inviamo ad adempiere la loro funzione, secondo il proposito soggettivo da noi compreso. Quest’ultima parola esprime il concetto più importante. La chiarezza della nostra visione e la profondità della nostra comprensione determineranno l’adeguatezza della forma creata, e anche la forza della vita che le permetterà di compiere la funzione prestabilita.
Fino a questo momento, la maggioranza degli aspiranti ha manifestato i risultati di un  ensiero limitato e debole, ma ha dimostrato rapidità nell’azione. Gli studenti ora dovrebbero prefiggersi di giungere alla capacità di concentrare rapidamente il pensiero e all’azione lenta.
Questa azione lenta darà tuttavia potenti risultati; non vi saranno spreco di movimenti, reazioni ritardate, né tendenza all’esitazione. L’attenzione del pensatore essendo focalizzata sul piano mentale, il progresso del pensiero manifestato sarà certo e inevitabile. Quando l’idea è chiaramente afferrata, l’attenzione focalizzata con precisione e l’energia o aspetto vita, costantemente applicato, ne risulta apparizione irresistibile e azione potente sul piano fisico. Questo pensiero deve essere tenuto presente se si vogliono evitare i pericoli del sentiero della mano sinistra. Farò alcune brevi e schematiche affermazioni che permetteranno una comprensione più veritiera delle parole “sentiero della mano sinistra”. Qui trattiamo principalmente delle forme pensiero create dall’uomo.

l. Il sentiero della mano sinistra si riferisce all’aspetto materia e la vita immessa nella
forma serve unicamente a vitalizzare gli atomi nella sostanza. Manca la potenza dell’aspetto amore, usato dall’anima.

2. La forma creata è costituita di materia mentale, materia astrale e sostanza fisica. Manca
il contributo dell’anima. Il suo proposito è in accordo con lo sviluppo della forma, ma non con l’espressione dell’anima.

3. Il sentiero della mano sinistra è perciò il sentiero del progresso per la sostanza o materia. Non è il sentiero del progresso dell’aspetto anima. È la “via dello Spirito Santo”, ma non la via del Figlio di Dio. Esprimo tale verità con queste parole, poiché serve in modo peculiare a fare una chiara distinzione pur preservando l’integrità della sostanza- materia e la loro Unità entro la Vita Una.

4. Tutte le forme create, a qualsiasi stadio esse siano, o appartengono al sentiero della mano sinistra oppure lo includono, però vanno oltre e proseguono su quello della mano destra. Questa frase offre argomento di riflessione e il suo significato non è facile da afferrare. Si tenga presente che tutte le forme, sia che seguano il sentiero della mano destra che quello della mano sinistra, fino ad un certo punto sono simili; passano attraverso i medesimi stadi progressivi e per un certo periodo della loro carriera sembrano uniformi e simili. La distinzione diviene evidente solo quando appare il proposito che le anima ed ecco perché l’aspirante deve esercitarsi a coltivare il giusto movente per prepararsi a un vero lavoro occulto. Si potrebbe chiedere, cosa s’intende per lavoro occulto? Il vero lavoro occulto comporta:
1. Possibilità di contatto con il Piano.
2. Sincero desiderio di cooperare al compimento del Piano.
3. Lavoro di costruzione di forme pensiero, e concentrazione dell’attenzione del creatore di queste esclusivamente sul piano mentale. Questo è di natura così potente che le forme pensiero create hanno un proprio ciclo di vita e non mancano mai di manifestarsi e compiere la loro opera.
4. Dirigere la forma pensiero dal piano mentale limitando l’attenzione a quell’iniziativa specifica,
sapendo che il giusto pensiero e il giusto orientamento conducono al funzionamento
corretto e permettono di evitare con certezza il sentiero della mano sinistra.
È una lezione poco apprezzata dagli aspiranti. Essi adoperano il desiderio emotivo per far apparire la loro forma pensiero e ottenere la manifestazione dell’idea. Impiegano molto tempo nel seguire i soliti metodi di lavoro e nel compiere attività sul piano fisico. Si esauriscono identificandosi con la forma che hanno creato invece di rimanerne distaccati e agire unicamente come strumenti direttivi. Imparate a lavorare sul piano della mente; lì costruite la vostra forma, ricordando che se v’immergete nella forma di cui siete responsabili, essa può ossessionarvi e dominarvi, divenendo il fattore predominante mentre non lo sarà più il proposito della sua esistenza. Se la forma assume il predominio, c’è il pericolo che possa volgersi nella direzione sbagliata e avviarsi sul sentiero della mano sinistra, accrescendo il potere della materia e il suo dominio sulle anime senzienti. Si può aggiungere brevemente che qualsiasi cosa tenda ad accrescere il potere della materia e la potente energia della forma- sostanza, determina una tendenza verso il sentiero della mano sinistra e il graduale allontanamento dal Piano e dal Proposito che esso vela e nasconde.
Ogni lavoro e tutte le forme pensiero create (sia che si materializzino in una organizzazione,
una religione, una scuola di pensiero, un libro o una vita di lavoro di qualsiasi genere) che
esprimano ideali spirituali e mettano in rilievo l’aspetto vita rientrano nella categoria della
magia bianca. Essi fanno parte della grande corrente di vita che chiamiamo sentiero della mano
destra, che conduce l’umanità fuori dalla forma alla vita, l’allontana dalla materia per condurla
alla coscienza.
Nell’ashram di uno dei Grandi Esseri, non molto tempo fa un discepolo chiese al suo Maestro
di formulare questa verità in modo da esprimere in poche parole un concetto degno di costante
riflessione. Il Maestro così rispose:
“Solo i Figli degli Uomini conoscono la distinzione fra la magia del sentiero della mano destra e
della mano sinistra e quando giungeranno al conseguimento, queste due vie scompariranno. Quando i Figli degli Uomini sapranno distinguere fra materia e sostanza, la lezione di quest’epoca sarà appresa.
Vi saranno altre lezioni da apprendere, ma questa sarà passata. L’unione di materia e sostanza produce la via delle tenebre. La fusione di sostanza e proposito indica la via della luce.”

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