13 – QUATERNARI CHE DEVONO ESSERE RICONOSCIUTI

Spread the love

REGOLA NUMERO TREDICI
QUATERNARI CHE DEVONO ESSERE RICONOSCIUTI
Il mago deve riconoscere i quattro; notare nel suo lavoro la sfumatura color viola che essi
mostrano e cosi costruire l’ombra. Fatto questo, l’ombra si riveste e i quattro divengono i sette.
Quaternari che devono essere riconosciuti
Precipitazione di forme pensiero
*****

541 Questa regola è una delle più difficili da spiegare e questo per tre ragioni.
Primo. Il numero delle persone, attualmente in incarnazione fisica, in grado di lavorare in
maniera veramente creativa e di trarre profitto dalle istruzioni impartite in questa regola è estremamente
limitato. La vera interpretazione può essere concessa soltanto al mago bianco,
esperto nel suo lavoro. È molto pericoloso impartire il significato di queste regole a chi non sia
dotato dei requisiti necessari per lavorare correttamente. Prenderemo quindi in considerazione
le qualifiche necessarie per poter accedere a tale conoscenza, in modo che lo studente possa
cominciare a sviluppare in sé le facoltà che potrebbero far difetto.
Secondo. Il pericolo consiste nel fatto che se le istruzioni dettagliate venissero divulgate nel
mondo in questo momento, verremmo inondati da forme pensiero create per esprimere desideri
puramente egoistici e la materia mentale verrebbe spinta in attività sull’onda delle fantasie e
dei capricci di persone spiritualmente poco evolute. Si deve ricordare che ogni pensiero umano,
che si tratti di potenti pensieri di massa o di idee dinamiche individuali, alla fine emerge
oggettivamente sul piano fisico.
Questa è una norma inevitabile ed inalterabile; un attento esame di questa legge, che governa
la sostanza mentale, mostrerà il pericolo rappresentato dal pensiero scorretto e il potere di
quello giusto. In questo momento il pensiero umano è potente soprattutto in senso collettivo,
poiché pochi sono gli individui capaci di pensare in modo creativo.
542 Opinione pubblica, idee di massa, tendenze del desiderio e del pensiero umani, oggi non
sono di ordine molto elevato. Nella precipitazione più interessante si nota infatti la precipitazione
fisica di questi pensieri vaghi e caotici, caratterizzati da grande somiglianza, colorati da
intento egoistico ed esigenze personali, basati su simpatie e antipatie, pregiudizi e ardenti desideri.
La grande quantità di insetti che infestano il nostro pianeta, che preoccupano sempre
maggiormente gli scienziati, gli agricoltori e tutti coloro che si occupano del benessere
dell’animale umano, sono il risultato diretto di una precipitazione di pensiero.
Non ho il tempo di dilungarmi su quest’argomento, ma posso assicurarvi che, a mano a
mano che l’uomo imparerà a pensare in modo meno egoistico e con maggior purezza, quando
malignità, odio e competizione saranno sostituiti da fratellanza, benevolenza e cooperazione, il
flagello degli insetti, come ora è chiamato, scomparirà certamente.
Terzo. Un’altra difficoltà che incontro nello spiegare queste regole sta nel fatto che oggi è
più facile dimostrare l’esistenza del regno della mente, piuttosto che quella del regno
dell’etere, sebbene gli scienziati usino ampiamente questo termine. Questa regola tratta dei
quattro gradi di sostanza eterica che costituiscono l’involucro eterico di tutte le forme della natura,
dalla montagna alla formica, dalla pianta all’atomo. Alcuni scienziati riconoscono la realtà
del corpo eterico, ma molti altri no; per quanto riguarda la massa degli uomini, esso è ignorato.
Ciò che è più vicino e proprio davanti a noi viene spesso trascurato; quelli fra di noi che
istruiscono e guidano, hanno notato quanta importanza si dia ai fenomeni astrali e psichici,
mentre si presta ben poca attenzione alle forme e forze eteriche, più evidenti e più facilmente
percepibili! Con una leggero cambiamento dell’attuale focalizzazione visiva, si troverebbe che
l’occhio umano è in grado di includere una sfera completamente nuova di percezione e di consapevolezza.
Ciecamente gli uomini ripiegano la coscienza in se stessi e divengono consapevoli
di oggetti astrali e del mondo ingannevole di forme in continuo mutamento in cui viviamo,
ci muoviamo e siamo, ma non vedono ciò che è proprio davanti a loro.
543 Queste tre difficoltà:
1. mancanza dei requisiti necessari,
2. pericoli inerenti alla costruzione inconscia di forme,
3. cecità eterica
mi rendono quindi pressoché impossibile far piena giustizia a questa regola e spiegare il lavoro
che si svolge sui livelli eterici; da ciò deriva la relativa brevità di questa spiegazione.
In merito al soggetto dei requisiti necessari ed in risposta alla domanda di quali siano quelli
che deve possedere un mago bianco, vorrei dire una sola cosa. Tutti gli studenti si rendono
conto che un uomo deve soddisfare certe esigenze prima che gli si possa affidare una qualsiasi
misura di comprensione della tecnica della Grande Opera. È ovvio, tuttavia, che in questo caso
non si allude alle doti del carattere. Tutti gli aspiranti sanno, ed è stato insegnato loro nel corso
di tutte le epoche, che mente pura, cuore puro, amore della verità, una vita di servizio e
l’assenza di egoismo sono requisiti essenziali, senza i quali nulla giova e nessun grande segreto
può essere svelato. A questo punto potreste obiettare che vi è stato pure insegnato che esistono
persone operanti nei quattro eteri e che indubbiamente compiono azioni magiche, pur
senza possedere l’essenziale purezza e l’amorevole benevolenza di cui si è parlato. È vero,
senza alcun dubbio; esse appartengono a un gruppo di persone che operano con la materia e
che chiamiamo Maghi Neri; essi sono altamente evoluti intellettualmente e in grado di manipolare
la sostanza mentale in maniera tale da farla giungere all’oggettività sul piano fisico a
realizzare il loro intento profondo.
544 Su questo gruppo vi è molta incomprensione e una grande ignoranza. Forse è un bene,
poiché il loro destino è legato alla futura razza, la sesta; la loro fine e la cessazione della loro
attività avverranno in quell’epoca lontana, che tecnicamente è chiamata la Sesta Ronda. In
questo ciclo mondiale particolare, la rottura o divisione fra le cosiddette forze bianche e nere
avverrà durante il periodo della sesta razza nella ronda attuale. Verso la fine della sesta razza
madre, prima che emerga la settima, avremo il vero Armageddon del quale tanto si è detto. Un
piccolo ciclo, corrispondente a questa battaglia e separazione finale, si verificherà durante la
sesta sottorazza che si sta formando ora. La guerra mondiale appena terminata e l’attuale ciclo
di separatività e sconvolgimento non costituiscono il vero Armageddon. Le origini dei disordini
e i semi dei disastri causati dalla guerra che ci è narrata nel Mahabharata e di quella attuale
vanno ricercate rispettivamente nel mondo astrale inferiore e nel mondo astrale superiore.
Gli impulsi che le provocarono furono, in entrambi i casi, l’egoismo e il desiderio di basso ordine.
La prossima grande divisione avrà origine nel mondo mentale e si compirà della sesta
sottorazza. La sesta razza madre avrà in sé i germi di un enorme disastro nella triplicità coordinata
di mente, astralismo e natura fisica, che determinerà un momento culminante per la
dualità planetaria. Non occorre andare oltre, poiché l’umanità della sesta ronda sarà di natura
così diversa dalla nostra e coloro che si differenzieranno in forze nere e bianche saranno così
dissimili da ciò che ora intendiamo con queste parole, che non è necessario occuparci di questo
lontano problema.
545 Ricordiamo che il vero mago nero (con ciò non intendo una persona che tende alla magia
nera) è un’entità priva di anima. È un essere nel quale l’Ego, come lo intendiamo oggi, è inesistente.
Spesso viene trascurato e raramente capito o detto che tali esseri quindi non esistono in
un corpo fisico. Il loro mondo è sempre quello dell’illusione. Dal piano mentale inferiore essi
operano sulla materia del desiderio e sui corpi senzienti di persone, sul piano fisico, trascinate
dall’inganno e schiave di egoismo e egocentrismo estremi. Per ignoranza, sul piano fisico si
definisce mago nero colui o colei che è soltanto sensibile ad un vero mago nero sul piano astrale
o in rapporto con lui. Questo rapporto è possibile soltanto a chi, per molte esistenze, si
sia volontariamente asservito all’egoismo, al desiderio di infimo ordine, al pervertimento intellettuale
e all’amore per lo psichismo inferiore. Tali persone sono poco numerose e distanti fra
loro, poiché l’egoismo assoluto è invero molto raro. Dove esista, esso è però estremamente potente,
come lo sono tutte le tendenze unilaterali. Nella regola numero tredici troviamo la chiave
per comprendere quali siano i requisiti di tipo più esoterico. “Il mago deve riconoscere i
quattro.” Si presume che abbia acquisito un buon carattere, che si sia educato al servizio, che
la sua aspirazione sia sincera e costante, che conduca una vita pura ed esente da egoismo, che
comprenda in qualche misura il significato della meditazione. Ora deve cominciare ad esercitarsi
in ciò che è detto “riconoscimento occulto”.
245
Questa regola è un esempio dei più interessanti delle molte con notazioni e delle numerose
corrispondenze che possono essere comunicate in poche parole semplici. Si dice infatti che egli
deve “riconoscere i quattro”. Nel Trattato del Fuoco Cosmico troviamo questa spiegazione:
546 “Ciò significa letteralmente che il mago deve essere in grado di distinguere i diversi eteri e di notare
la sfumatura particolare d’ogni livello, garantendo in tal modo una costruzione equilibrata
dell’“ombra”. Egli li ‘riconosce’ in senso occulto; cioè, egli ne conosce la nota e la chiave ed è consapevole
del tipo particolare d’energia che essi incorporano. Non si è data sufficiente importanza al fatto
che i tre livelli superiori del piano eterico sono in comunicazione vibratoria con i tre piani superiori del
piano fisico cosmico e che, insieme al quarto livello che li circonda, nei libri d’occultismo sono stati
chiamati ‘la Tetraktys invertita’. Questa conoscenza mette il mago in possesso dei tre tipi di forza planetaria
e della loro combinazione, o quarto tipo, liberando in tal modo per lui l’energia vitale che guiderà
la sua idea nell’oggettività. A mano a mano che i diversi tipi di forza s’incontrano e si uniscono,
una vaga forma indistinta si riveste del vibrante involucro astrale e mentale e l’idea dell’Angelo Solare
perviene ad una definita concretizzazione.”
Il Trattato del Fuoco Cosmico Pag. 1024
Il significato più evidente è quindi il riconoscimento dei quattro eteri, ma esso dipende a
sua volta da altri significati e si basa sul riconoscimento di altri quaternari. Vorrei riassumere
brevemente alcuni dei requisiti necessari al mago bianco e i riconoscimenti che emergeranno
progressivamente nella sua coscienza.
In primo luogo egli deve riconoscere “i quattro che costituiscono l’Uno.” In altre parole, il
primo quaternario che egli deve conoscere, e conoscere molto bene, è ciò che egli stesso essenzialmente
è:
1. Corpo fisico, natura emotiva sensibile, mente e anima.
2. Anima, mente, cervello e il mondo esterno delle forze.
3. Spirito, anima e corpo entro il grande Tutto.
Ciò presuppone un vero conseguimento spirituale, quindi la capacità di agire come anima.
Fintanto che questo non sia raggiunto, si può essere un aspirante alla pratica della magia bianca,
ma non ancora un mago bianco.
547 In secondo luogo, egli deve riconoscere “La città costruita sul quadrato.” Deve comprendere
il significato dell’espressione “l’uomo, il cubo”, in tre modi.
1. Se stesso come essere umano.
2. I suoi simili rispetto a se stesso e al tutto.
3. Il quarto regno della natura, il regno umano, considerando l’intero regno come
un’entità, una vita organizzata operante sul piano fisico, in cui dimora l’anima, animata
dallo spirito.
Ciò significa che, come uomo, egli risponde alla sua specie ed è pure consapevole del proposito
del regno al quale appartiene. Questo è espresso ancor meglio nelle mirabili parole tratte
da un antico scritto che si trova negli Archivi dei Maestri e che si dice risalga ai primi tempi
dell’Atlantide. Il materiale sul quale sono scritte queste parole è tanto vecchio e fragile che gli
stessi Maestri non possono toccarne e vederne che una precipitazione fatta dall’originale, conservato
a Shamballa. Ecco ciò che si legge, con alcune omissioni che si ritengono opportune:
“Ai quattro angoli del quadrato si scorgono i quattro angelici… Sono di colore arancio, ma velati da una luce
rosa. Entro ogni forma si vede la fiamma gialla e attorno ad ogni forma il colore azzurro…
“Essi pronunciano quattro parole, una per ogni razza umana, ma non il suono sacro che produce la settima.
Due parole si sono spente, oggi ne risuonano quattro. Una risuona in regni altissimi in cui l’uomo, come tale, non
può penetrare. In tal modo le sette parole dell’uomo risuonano intorno al quadrato, passando di bocca in bocca.
“In ogni giorno dell’uomo le parole prendono forma e sembrano differenti. In … le parole saranno le seguenti:
“Dal Nord una parola è cantata, che significa… sii puro.
“Dal Sud risuona la parola: Io dedico e…
“Da Oriente, portando una luce divina, giunge la parola girando attorno al quadrato: Ama tutti.
“Da Occidente echeggia la risposta: Io servo.”
246
548 Questo è un debole sforzo per esprimere in linguaggio moderno queste antiche espressioni
dell’epoca atlantidea, più antiche del sanscrito o del senzar, note soltanto a pochi membri
dell’attuale Gerarchia. Tuttavia, nei concetti di purezza, dedizione, amore e servizio sono riassunti
il destino e la natura dell’uomo; si ricordi inoltre che essi non sono considerati qualità
cosiddette spirituali, bensì potenti forze occulte. Tutti gli aspiranti dovrebbero riflettervi attentamente.
Aggiungiamo a questi quattro requisiti il primo che abbiamo citato, il conseguimento
spirituale, e avremo cinque dei requisiti necessari al mago bianco.
In terzo luogo, il mago bianco deve riconoscere la croce che è nei Cieli, sulla quale è crocifisso
il Cristo cosmico e sulla quale pure il mago bianco è crocifisso, essendo una cellula del
corpo di quel Cristo. Il senso tecnico e astrologico, nel presente eone egli deve comprendere il
significato del Toro, del Leone, dello Scorpione e dell’Acquario, poiché questi segni sono potenti
nel nostro ciclo mondiale. Egli deve, per esprimermi simbolicamente e al tempo stesso in
modo esatto, essere in grado di esprimere il conseguimento che rappresenta la meta del suo
sforzo in ciascuno dei quattro segni e sotto ciascuno dei quattro poteri.
In Toro egli deve essere in grado di dire: “Cerco l’illuminazione e sono io stesso la luce.”
In Leone egli dirà: “Conosco me stesso come l’uno. Governo secondo la Legge.”
La parola che esprimerà in Scorpione sarà: “L’illusione non può trattenermi. Sono l’uccello
che vola in assoluta libertà.”
In Acquario le parole pronunciate saranno: “Sono colui che serve, sono il dispensatore
dell’acqua di vita.”
Questi requisiti occulti ai quali ho accennato brevemente devono essere attentamente studiati
dall’aspirante. Studiandoli e vivendo in base a queste regole, in lui emergeranno diversi
requisiti che lo distingueranno. Si ricordi che tutto ciò che ho detto ha un significato diverso su
ogni piano e in relazione ai sette stadi di coscienza che si esprimono in queste sette sfere di
consapevolezza.
549 Infine, per quanto riguarda l’aspirante che legge queste istruzioni, egli deve aver trasceso le
Quattro Nobili Verità, appreso il significato dei quattro Vangeli, compreso il senso e il proposito
dei quattro elementi – terra, acqua, fuoco e aria – e, in senso esoterico, aver attraversato i
quattro regni come Salvatore. Quest’ultima frase sarà veramente compresa solo alla quarta iniziazione.
Fatto tutto questo egli potrà dire: “Non sono schiavo del desiderio, ora sono libero.
Desidero tutto e nulla. Vivo e muoio, sono immolato e risorgo: vengo e vado a volontà. La terra
è sotto i miei piedi e l’acqua lava la mia forma. Il fuoco distrugge gli ostacoli sul mio cammino
e padrone sono dell’aria. I miei piedi hanno attraversato tutto il mondo delle forme. Ora
tutto esiste per me e io, il servitore del tutto, persisto.”
Studiate queste parole e notate come il concetto dei requisiti ideali di cui deve essere dotato
il mago bianco è andato continuamente crescendo.
Potrei dilungarmi su molti altri quaternari, ma i pochi già menzionati bastano a mostrare alcuni
dei riconoscimenti cui tende l’aspirante. Mi soffermerò soltanto su uno di essi, quello noto
come i quattro viola, ossia i quattro tipi d’energia che costituiscono il corpo eterico o vitale
di tutte le forme del mondo naturale. Anche in questo caso abbiamo i tre superiori e un inferiore,
ciò che indica sempre i tre aspetti o principi della divinità e la forma per mezzo della quale
i tre devono manifestarsi. Spirito, anima e corpo esprimono il medesimo concetto da un altro
punto di vista, se vi si aggiunge ciò che è prodotto dalla loro interazione. Si tenga sempre presente
che, dal punto di vista della Realtà, quello che chiamiamo corpo fisico denso, tangibile e
oggettivo, non è che un’illusione.
550 Nelle antiche scritture ci è stato continuamente ripetuto che esso non e un principio.
Perché? Perché è soltanto una parvenza prodotta dalla fusione dei tre superiori con il quarto e
questa parvenza è una finzione, un’invenzione della mente umana. Non parlo in senso metaforico,
esprimo soltanto una fatto naturale che lentamente comincia a essere preso in seria considerazione
dai filosofi di ambedue gli emisferi. Tanto nel sistema solare, il macrocosmo del
microcosmo, quanto nel microcosmo vi sono sempre i tre piani superiori che incorporano i
principi e producono il proposito dinamico e che costituiscono i quattro livelli del corpo eterico,
sia di Dio che dell’uomo, considerati dal punto di vista che definiamo fisico o dell’energia.
247
Per quanto riguarda il corpo fisico di tutte le forme, essi si riflettono nei quattro livelli della
suddivisione eterica del piano fisico. Questi quattro livelli eterici, o questi quattro gradi di sostanza
vitale, costituiscono quella che è detta la “vera forma” di tutti gli oggetti o fenomeni
materiali e rispondono ai quattro tipi superiori d’energia spirituale, che generalmente chiamiamo
divina. Il rapporto fra la trinità prototipa, il suo piano di fusione e il riflesso eterico si
trova in tutte le forme, secondo il tipo d’energia che predomina. I quattro tipi di etere si trovano
in ciascuno dei quattro regni della natura, ma nel regno minerale il quarto eterico si trova in
maggior misura rispetto al regno umano, mentre il più elevato dei quattro eteri, nel regno umano
si trova in maggior proporzione rispetto agli altri tre regni. Il neofita potrà sentirsi confuso
di fronte a queste nozioni, poiché i termini energia, proposito dinamico, vitalità e sostanza
eterica hanno poco significato per il principiante; essi servono tuttavia a indicare alcune conoscenze
che devono essere comprese da chi vuole lavorare con la magia bianca. Posso spiegare
con un esempio.
551 Operando nel regno minerale, il quarto regno della natura dal punto di vista di Dio e il
primo dal punto di vista del tempo e dello spazio, egli lavorerà con il quarto etere cosmico (energia
buddhica) utilizzando l’etere di quarto grado del proprio corpo quale mezzo di trasmissione
e così via, per quanto riguarda gli altri tre regni della natura. Uno dei segreti, fortunatamente
non ancora rivelati, si riferisce alla questione se il viola chiaro è il colore che corrisponde
al livello più alto o a quello più basso dei quattro, ciò che non verrà rivelato ancora per
qualche tempo.
La riflessione sui diversi quaternari che il mago bianco deve comprendere e sui requisiti
che egli deve possedere prima che gli sia concesso di compiere il lavoro magico, conduce alla
domanda: esiste una formula fondamentale che debba governare l’attività magica?
Questa domanda è naturalmente troppo generica e vaga, ma fintanto che l’inclusività della
mente umana non sarà maggiore di quella attuale, tali domande verranno inevitabilmente poste.
Posso nondimeno dare una breve risposta che contiene la chiave dell’intero procedimento.
Se compresa correttamente, governerà il metodo di lavoro e la vita di pensiero di colui che opera
con la magia bianca. La mia risposta è la seguente: le potenze producono precipitazione.
In queste tre parole è contenuta tutta la storia. Esse riassumono la storia del Creatore e quella
della vita e delle condizioni ambientali d’ogni essere umano. Esse spiegano tutto ciò che esiste
e sono alla base della Legge della Rinascita. Queste potenze sono spinte all’attività dal potere
del pensiero e quindi, esercitandoli ad essere creatori ed insegnando loro a governare e controllare
i propri destini, gli Istruttori cominciano con l’aspetto mente degli aspiranti. Essi danno
rilievo a ciò che governerà le potenze; essi trattano di ciò che produce la forma oggettiva,
che essi qualificano, cui essi infondono energia e che compie il proposito del Pensatore.
552 Un pensatore è il fattore essenziale e, studiando queste parole, diverrà quindi evidente cosa
avviene oggi nel mondo. La tendenza della nostra civiltà moderna, nonostante tutti i suoi errori,
è di produrre dei pensatori. Educazione, libri, viaggi in tutte le forme più svariate, le enunciazioni
scientifiche e filosofiche, la spinta interiore che chiamiamo religione, ma che in realtà
è la spinta verso la verità e la sua verifica mentale, sono tutti fattori che hanno un unico obiettivo,
quello di produrre dei pensatori. In un vero pensatore si ha un creatore incipiente e (dapprima
inconsciamente e in seguito consciamente) qualcuno che usa il potere per “precipitare”
o fare emergere forme oggettive. Queste forme potranno essere in accordo con il proposito e il
piano divino e di conseguenza favorire la causa dell’evoluzione, oppure saranno animate da
intento personale, caratterizzate da proposito egoistico e separativo, facendo quindi parte
dell’opera delle forze retroattive e dell’elemento materiale. Apparterranno alla magia nera.
Appare nuovamente il quattro:
1. Il pensatore
2. La potenza
3. La qualità di tale potenza
4. La precipitazione
248
LA PRECIPITAZIONE DELLE FORME PENSIERO
Che cosa è una precipitazione? Se ne potrebbero dare molte definizioni ma, essendo rivestite
di parole, esse perderebbero in gran parte il loro vero significato; se ne può tuttavia dare
un’idea nei termini che seguono:
“Una precipitazione è un aggregato d’energie disposte in una determinata forma, allo scopo di esprimere
l’idea di un pensatore creativo, qualificate o caratterizzate dalla natura del suo pensiero e
mantenute in quella forma particolare fintanto che il suo pensiero rimane dinamico.”
553 Queste parole sono un tentativo di esprimere un simbolo trovato nel medesimo libro antico,
o piuttosto nella compilazione, cui abbiamo gia accennato in questa regola. Certamente, questi
simboli che emergono dal remoto passato costituiscono gli strumenti di lavoro, se così posso
esprimermi, dei Pensatori che guidano la nostra evoluzione planetaria e razziale. Questo simbolo
particolare può essere descritto nel modo seguente.
Lo sfondo è formato da un sole splendente, al centro un occhio dal quale scaturisce una corrente
d’energia sotto forma di fascio di luce, che si proietta verso il basso, a destra. Essa si irradia
verso l’esterno, allargandosi verso la fine in un secondo cerchio, nel quale vi è una croce
simile alla Croce di Malta. Al centro della croce un altro occhio e dentro l’occhio la Parola Sacra.
Fra le braccia della croce, formando quindi un’altra croce, vi è la Svastica le cui braccia
emergono dietro la Croce Maltese. In fondo alla pagina in cui si trova questo simbolo vi sono
quattro forme geometriche. H.P.B. fa riferimento ad alcune di queste forme, che attinse da
questa antica immagine. Esse sono ben note, ma raramente applicate dall’esoterista nel lavoro
creativo. Esse sono il cubo, la stella a cinque punte, la stella a sei punte e il diamante ottagonale,
sovrimposte l’una sull’altra. H.P.B. parla anche del punto, della linea e del cerchio ma questi,
insieme al triangolo, exotericamente sono stati applicati alla Divinità e all’universo manifestato.
Più tardi queste forme verranno applicate anche a Dio e all’uomo, in senso exoterico.
Ciò avverrà però soltanto quando le verità della Saggezza Eterna saranno universalmente riconosciute.
554 Le leggi del pensiero sono le leggi della creazione e tutto il lavoro creativo è compiuto sul
livello eterico, ciò che in pratica costituisce una seconda formula. Il Creatore del sistema solare
limita la sua attenzione al lavoro effettuato su quelli che chiamiamo i quattro piani superiori
del nostro sistema. I tre inferiori, che costituiscono il piano fisico denso cosmico, sono precipitazioni.
Sono oggettivi perché la materia dello spazio risponde alla potenza delle quattro vibrazioni
eteriche, o ne è attratta. A loro volta queste vibrazioni sono spinte in attività
dall’influsso dinamico del pensiero divino. Quando si tratta dell’uomo vi è un procedimento
simile. Non appena un uomo diviene un pensatore e può formulare il proprio pensiero, desiderarne
la manifestazione e, “mediante il riconoscimento”, infondere energia ai quattro eteri, una
manifestazione fisica densa è inevitabile. Per mezzo della sua energia pranica, colorata dal desiderio
elevato o basso e animata dalla potenza del suo pensiero, egli attrarrà quel tanto di materia
responsiva dello spazio necessaria a dar corpo alla sua forma.
Nel Trattato del Fuoco Cosmico quest’argomento è trattato ampiamente e, dato che queste
Istruzioni hanno per scopo lo sviluppo dell’aspirante, non mi diffonderò ulteriormente su queste
idee; aggiungerò soltanto che entro cinquant’anni il vero significato delle precipitazioni assorbirà
l’attenzione degli scienziati. Gli studenti d’occultismo faranno bene a riflettere attentamente
su questo soggetto, al quale ci si può accostare in due modi. Vi è innanzi tutto lo studio
del mondo oggettivo in cui si trova l’aspirante stesso. Egli dovrà considerare il fatto che il
suo corpo di manifestazione è una precipitazione, ossia un risultato del suo potente pensiero e
desiderio e del suo “riconoscimento” dei quattro eteri. Dovrà comprendere che questa forma,
che egli ha creato, persisterà fino a quando il potere dinamico del suo pensiero la terrà unita e
che essa si dissiperà quando egli (in senso occulto) “ne distoglierà lo sguardo”. Dovrà pure
249
considerare che il suo ambiente è il risultato dell’opera di un aggregato di pensatori di gruppo,
un gruppo al quale egli appartiene.
555 Questo concetto può essere fatto risalire dal gruppo familiare al gruppo di Ego i quali,
strettamente interconnessi, formano un gruppo su un livello superiore del piano mentale e, ancor
oltre, fino ai sette pensatori maggiori dell’universo, i Signori dei sette raggi. Questi a loro
volta sono spinti in attività dai tre operatori magici supremi, la Trinità manifesta. A tempo debito
si riconoscerà che questi Tre rispondono al pensiero dell’Unico Creatore, il Logos Immanifesto.
Il termine “riconoscimento” è uno dei più importanti del linguaggio occulto e detiene la
chiave del mistero dell’Essere. È connesso all’attività karmica e da esso dipendono i Signori
del Tempo e dello Spazio. È difficile illustrarlo in parole semplici, ma si potrebbe dire che il
problema di Dio stesso consiste nel fatto che Egli deve manifestare un triplice riconoscimento:
1. Riconoscimento del passato, che implica necessariamente il riconoscimento della materia
dello spazio che, per associazioni passate, è già colorata da un pensiero e da un
proposito.
2. Riconoscimento dei quattro gradi di vite che, anch’esse per associazioni passate, sono
in grado di rispondere al Suo nuovo pensiero per il presente, di realizzare i Suoi piani e
di lavorare in collaborazione con lui. Esse assoggettano i loro scopi individuali
all’unico Piano divino.
3. Riconoscimento dell’obiettivo che esiste nella Sua mente. Ciò richiede a sua volta una
focalizzazione totale sulla meta e la continuità di proposito per mantenerlo intatto attraverso
le vicissitudini dell’opera creativa, nonostante la potenza dei numerosi Pensatori
divini che sono stati attratti a Lui dall’affinità di idea.
556 È inutile tentare di evitare l’uso di pronomi personali quando si parla in senso figurato e
simbolico. Se lo studente terrà presente che tale tentativo di ridurre a parole i principi e i concetti
cosmici è di per sé ridicolo e che l’unica cosa possibile è di presentare un’immagine, non
ne risulterà alcun danno. Ma con il procedere dell’evoluzione le immagini cambiano e quella
d’oggi, più tardi sarà considerata poco più di un puerile scarabocchio. Verrà allora presentata
una nuova immagine, più semplice, più armoniosa e più bella, che col tempo verrà a sua volta
giudicata inadeguata.
Gli stessi riconoscimenti, su scala minore, governano anche le attività dell’Angelo Solare,
mentre procede nell’opera d’incarnazione e manifestazione sul piano fisico. A sua volta egli
deve riconoscere la materia dei tre piani dell’espressione umana che, per le passate associazioni,
sono già colorate dalla sua vibrazione; egli deve riconoscere i gruppi di vite con cui è stato
in rapporto e con i quali deve lavorare di nuovo. Infine, durante il breve ciclo di
un’incarnazione, deve mantenere fermamente il suo proposito e far sì che ogni esistenza porti
tale proposito a una manifestazione più piena avvicinandolo al compimento.
Anche il lavoro dell’essere umano che si sforza di divenire un pensatore creativo si svolge
in modo analogo. Il suo lavoro creativo avrà successo se egli saprà riconoscere la tendenza
della propria mente, che emerge dagli interessi del presente, poiché questi hanno origine nel
passato. Avrà successo se saprà riconoscere la vibrazione del gruppo di vite secondo la cui linea
di pensiero egli deve svolgere il proprio lavoro creativo poiché, a differenza della Divinità
del sistema solare, egli non può lavorare solo e isolato. Chi può dire se nelle maggiori sfere di
esistenza in cui la nostra Divinità svolge il suo ruolo, Essa sia più libera da influenze cosmiche
di gruppo di quanto non lo sia l’essere umano dalle impressioni esercitate dagli impulsi del
suo ambiente? Egli deve riconoscere lo scopo per cui ha ritenuto saggio costruire una forma
pensiero e deve mantenere tale proposito fermo e incrollabile durante tutto il periodo di oggettività.
È ciò che definiamo attenzione fissa su un unico obiettivo; questo lavoro creativo è una
delle mete, non ancora riconosciute, del processo meditativo. Finora si è data importanza
all’attenzione focalizzata e, una volta conseguita questa, alla necessità di venire in contatto
con l’anima, il pensatore spirituale. Ma nei prossimi decenni emergerà la tecnica di creazione.
Quando anima, mente e cervello saranno unificati, verranno impartite ulteriori istruzioni
250
sull’arte creativa. La meditazione è la prima lezione fondamentale che viene impartita quando
gli uomini hanno acquisito la capacità di operare sul piano mentale.
557 Nel corso del grande ciclo sulla ruota della rinascita “l’idea dell’Angelo Solare si sta
concretizzando in modo definito” (Trattato del Fuoco Cosmico, pag. 1024). In ogni vita il
proposito iniziale si fa più chiaro e il tempo non è, letteralmente, che la durata di un pensiero.
Questa stessa verità fondamentale è alla base della creazione di tutte le forme sul piano fisico,
sia che si tratti della forma pensiero che incorpora l’impellente desiderio di acquisizione egoistica
da parte di un uomo, sia della forma pensiero che chiamiamo gruppo o organizzazione,
animata da uno scopo altruistico e che incorpora il modo di aiutare l’umanità usato da un discepolo.
Essa è alla base del lavoro di gruppo, considerato come un’entità. Se un gruppo sapesse
apprezzare il potere di questo fatto e “riconoscere” la propria opportunità, mantenendosi
fisso sull’unità d’intento e focalizzando l’attenzione sull’obiettivo spirituale potrebbe fare miracoli
nel salvare il mondo. Faccio appello a tutti coloro che leggono queste parole affinché
rinnovino la loro consacrazione e riconoscano l’opportunità che si presenta di compiere uno
sforzo unificato per rendersi utili al mondo.
Sarà utile esprimere in modo semplice i requisiti necessari per determinare la manifestazione
del proposito spirituale di un individuo o di un gruppo. Si possono riassumere in tre parole:
1. Potere.
2. Distacco.
3. Assenza di critica.
558 Molto spesso vengono usate parole semplici e, proprio a causa del linguaggio comune, il
vero significato e il valore esoterico vanno perduti. Esprimerò alcuni pensieri relativi a ciascuno
di essi, da applicarsi unicamente al lavoro creativo di magia bianca.
Potere. L’espressione del potere dipende da due fattori.
1. Unicità di proposito.
2. Assenza di impedimenti.
Gli studenti sarebbero stupiti se potessero vedere i loro moventi come li vediamo noi, dal
lato soggettivo dell’esperienza. Il movente misto è universale. Il movente puro è raro e, dove
esista, è sempre coronato da successo e conseguimento. Un movente puro può essere interamente
egoistico e personale, oppure altruistico e spirituale o, trattandosi d’aspiranti, più o meno
misto. La potenza sarà comunque proporzionata alla purezza d’intento e all’unicità di proposito.
Il Maestro di tutti i Maestri disse: “Se il tuo occhio è singolo, tutto il tuo corpo sarà
colmo di luce.” Tali parole ci svelano un principio che è alla base d’ogni lavoro creativo e
possiamo collegare l’idea che Egli ha rivestito di parole con il simbolo che ho descritto in questo
Trattato. Potere, luce, vitalità e manifestazione! Tale è il vero procedimento.
Risulta quindi evidente perché l’unità manifestata, l’uomo, sia sempre esortata a essere vitale
nella ricerca ed a coltivare l’aspirazione. Quando l’aspirazione è abbastanza forte, viene
esortato ad acquisire la capacità di “mantenere la mente ferma nella luce”. Quando sarà in grado
di farlo, acquisterà potere e sarà in possesso dell’occhio singolo che porterà alla gloria della
divinità in lui dimorante. Tuttavia, finché non sarà padrone di questo processo di sviluppo, il
potere non potrà essergli affidato. Il procedimento è il seguente: l’aspirante comincia a manifestare
in qualche misura il proposito dell’anima nella sua vita del piano fisico.
559 Egli tramuta il desiderio in aspirazione e tale aspirazione è vitale e reale. Apprende il
significato della luce. Una volta padrone della tecnica di meditazione (ciò di cui si occupano
alcune scuole attualmente esistenti), egli può procedere ad usare il potere, poiché ha imparato
a operare quale Pensatore divino. Ora possiede uno spirito di cooperazione ed è in contatto con
il Proposito divino.
Come tutti i veri studenti sanno, gli impedimenti sono numerosi. Ostacoli e difficoltà abbondano.
L’unicità di proposito può essere realizzata occasionalmente, nei momenti più elevati,
ma in noi non è costante. Vi sono gli ostacoli di natura fisica, ereditari e ambientali, dovuti
al carattere, al tempo e alle condizioni, al karma mondiale e a quello individuale. Che cosa fa251
re allora? Posso dirvi soltanto una parola, perseverare. L’insuccesso non impedisce mai la riuscita.
Le difficoltà sviluppano la forza dell’anima. Il segreto del successo è sempre di mantenersi
saldi ed essere impersonali.
Il secondo requisito è il distacco. Chi opera in magia bianca deve mantenersi quanto più
possibile libero, evitando d’identificarsi con ciò che ha creato o ha tentato di creare. Il segreto,
per tutti gli aspiranti, è di coltivare l’atteggiamento dello spettatore e dell’osservatore silenzioso;
permettetemi di sottolineare la parola silenzioso. Gran parte del vero lavoro magico finisce
nel nulla perché il lavoratore e costruttore con la materia non è riuscito a mantenere il silenzio.
Parlando prematuramente e troppo, egli uccide ciò che ha tentato di creare, il figlio del suo
pensiero è nato morto. Tutti coloro che operano nel campo mondiale dovrebbero riconoscere
la necessità di un silenzioso distacco e il compito che attende ogni studente che legga queste
Istruzioni consiste nel coltivare un atteggiamento distaccato. È un distacco mentale che permette
al pensatore di dimorare sempre nell’alto luogo segreto e da quel centro di pace, con
calma e potenza, eseguire il lavoro che si è prefisso.
560 Egli opera nel mondo degli uomini; egli ama, conforta e serve; non presta attenzione alle
simpatie o antipatie della personalità, o ai suoi pregiudizi e attaccamenti; egli è come una roccaforte
e una mano salda, tesa nel buio a tutti coloro con cui viene in contatto. Il coltivare un
atteggiamento di distacco dal punto di vista personale e d’attaccamento in senso spirituale reciderà
la vita dell’uomo proprio alle sue radici; ma ciò che viene tolto sarà reso mille volte
tanto.
Molto si è scritto sull’attaccamento e sulla necessità di coltivare il distacco. Data l’urgenza
della situazione attuale, vorrei pregare tutti gli studenti di smettere di leggere e riflettere con
aspirazione sul distacco e cominciare ad applicarlo e dimostrarlo.
Assenza di critica è il terzo requisito. Cosa potrei dire in proposito? Perché è considerato un
requisito tanto essenziale? Perché la critica (analisi e di conseguenza separatività) è la caratteristica
preminente dei tipi mentali e anche di tutte le personalità coordinate. Perché la critica è
un fattore potente che mette in moto la sostanza mentale ed emozionale, che s’imprime quindi
fortemente sulle cellule cerebrali e si risolve in parole. Perché in uno scatto improvviso di pensiero
critico, tutta la personalità può essere portata a una potente coordinazione, ma di tipo
sbagliato e con effetti disastrosi. Perché la critica, essendo una facoltà della mente inferiore,
può nuocere e ferire e nessun uomo può avanzare sul Sentiero finché può ferire e far soffrire
coscientemente. Perché il lavoro di magia bianca e l’attuazione del proposito gerarchico incontrano
ostacoli fondamentali nei rapporti esistenti fra i suoi collaboratori e i discepoli. Sotto
la pressione della presente opportunità non c’è tempo per le critiche tra collaboratori. Rappresentano
un reciproco impedimento e ostacolano il lavoro.
561 In questo momento su di me incombe un senso di urgenza. Esorto tutti coloro che leggono
queste istruzioni a dimenticare le loro simpatie e antipatie, a trascurare gli ostacoli della personalità
che inevitabilmente esistono in loro e in tutti coloro che operano sul piano fisico, ostacolati
dalla personalità. Esorto tutti i collaboratori a ricordare che il momento
dell’opportunità è giunto, ma che ha un termine. Questo tipo d’opportunità non durerà per
sempre. La meschinità degli attriti umani, l’incapacità di comprendersi l’un l’altro, i piccoli difetti
radicati nella personalità e che, dopo tutto, sono effimeri, le ambizioni e le illusioni devono
tutte scomparire. Se i lavoratori mettessero in pratica il distacco, sapendo che la Legge opera
e che i propositi di Dio devono giungere ad una conclusione finale, se imparassero a non
criticare mai nel pensiero o con le parole, la salvezza del mondo procederebbe rapidamente e
la nuova era d’amore e illuminazione verrebbe inaugurata.

Precedente INTERLUDI E CICLI Successivo REGOLA N 14 - I CENTRI E IL PRANA