La Regina Amalasunta

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La Regina Amalasunta
La Regina Amalasunta

La Regina Amalasunta (in gotico Amalaswintha) fu regina dei Goti e l’unica figlia di Teodorico, re degli Ostrogoti,vedova del nobile Eutarico Cillica da cui aveva avuto due figli: Matasunta e Atalarico,  Morto Teodorico nel 526 d.C., data la minore età del figlio, Amalasunta assunse la reggenza che segnò un ritorno alla politica dei migliori anni del regno di Teodorico.
Tuttavia i Goti, che riconoscevano solo il diritto delle armi e mal tolleravano il governo di una donna, avversavano la politica di Amalasunta che mirava a mantenere in equilibrio le due componenti etniche del regno, differenti per civiltà e fede: quella barbara e quella romana.Nuremberg_chronicles_f_143r_3
I Goti si opposero all’educazione romana data ad Atalarico e reclamarono la formazione e la cura. Il 2 ottobre 534 Atalarico moriva, lasciando la madre priva di qualsiasi diritto a quel governo che teneva in sua vece e che Amalasunta cercò di mantenere nelle sue mani associando al trono, dopo averlo sposato, il cugino Teodato, figlio di Amalafrida sorella di Teodorico.
Ma dopo il matrimonio Teodato assunse pieni poteri e con dddl’appoggio degli Ostrogoti mirava a sbarazzarsi di Amalasunta.
Propose all’infelice regina un viaggio “politico” attraverso la Toscana fino a Roma ma mentre percorrevano la Cassia, tra Bolsena e Montefiascone, Amalasunta cadde in un agguato organizzato dal marito. Fu rapita e, con una barca, trasportata all’isola Martana nel lago di Bolsena dove restò relegata fino al 30 aprile 535, quando dei sicari la uccisero a 41 anni di età. Non è dato sapere come: strangolata mentre faceva il bagno, pugnalata, affogata, precipitata dall’alto della rupe dell’isola.
Fonti storiche, comunque, non precisano in modo chiaro il luogo dell’uccisione di Amalasunta; Procopio di Cesarea ne La guerra gotica così narra: “V’ha un lago in Toscana, chiamato Vulsinio, dentro a cui sorge un’isola assai piccola invero, ma munita di un forte castello. Colà Teodato teneva racchiusa Amalasunta“. Quell’isola potrebbe anche essere la vicina Bisentina sulla quale, all’epoca, sorgeva una fortificazione, ma una consolidata tradizione, che trova più sostenitori, vuole che sia proprio la Martana l’isola fatale alla regina ostrogota.

La sua morte, carica di mistero, ha alimentato da sempre leggende a fosche tinte tra le popolazioni intorno al lago di Bolsena. Gli anziani del posto raccontano che dopo la sua morte il corpo di Amalasunta fu messo in una carrozza d’oro e seppellito sulla terraferma in uno dei sette colli posti davanti all’isola e che nelle notti di luna il suo fantasma aleggi ancora attorno alle rocce e alle acque dell’isola Martana.Molti pescatori di Marta affermano che durante giornate di forte tramontana, vicino l’isola Martana, sia possibile ancora udire le urla strazianti della regina dei Goti fatta uccidere dal marito-cugino Teodato.
Si narra anche di una strada che collegava anticamente l’isola Martana alla terraferma e che era solita essere percorsa dalla regina. A questa strada, probabilmente esistita viste le conferme degli ultimi rilevamenti subacquei, è stato dato il nome di “strada di Amalasunta” proprio in onore alla regina. La Regina AmalasuntaNell’agosto 1994 a Marta fu ricordata la regina Amalasunta per il 1500° anniversario dalla sua nascita con il corpo bandistico del paese, tante imbarcazioni sul lago di Bolsena (comprese alcune gondole veneziane) e una targa commemorativa affissa su una parete dell’isola Martana.
Inoltre, sempre in questo stesso anno, in occasione dell’anno Amalasuntiano, le barche etrusche del lago di Bolsena parteciparono alla Regata Storica a Venezia e un modello delle stesse, completo in tutti i dettagli, è stato donato al Museo Storico Navale dove è attualmente esposto.
Presso il numero civico 106 di via Amalasunta, nella località Borgo dei pescatori di Marta, la tradizione individua in questo edificio la “Casa di Tomao”, cioè la casa del leggendario pescatore che portò Amalasunta sull’isola Martana e che tenne i contatti tra la regina dei Goti e la popolazione martana. A questo leggendario pescatore martano è dedicata una piccola piazza nei pressi della località “Borgo dei pescatori” conosciuta dai martani come “Largo Tomao”.

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